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Tutti gli articoli con tag birra artigianale

Birra: Birrozzo del Birrificio Stavio.

pubblicato da Alessia

il birrozzoQuesta birra è un esperimento, davvero ben riuscito. Si chiama Birrozzo per richiamare alla mente il nome del vino il Litrozzo dell’azienda laziale Le Coste. La sua particolarità sta nel fatto che utilizza le vinacce dell’altro vino della casa vinicola, un Aleatico secco, far la fermentazione, che qui è spontanea. Il grado alcolico è di 6%.

Il birrificio artigianale si chiama Stavio. La birra è sicuramente vinosa, fresca, abbastanza strutturata. Il colore è un ambrato un po’ opalescente. Gradevolissima nella sua interezza, la consiglierei a chi considera una birra qualcosa di assolutamente banale e standar e a chi vorrebbe provare le fermentazioni spontanee ma ha paura del salto, a mio parere, di qualità.

Ho da poco scoperto che c’è anche un’altra versione che si chiama il Birrozzo +, ma non l’ho ancora assaggiata, speriamo ne valga la pena.

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Birrificio artigianale: Brùton

pubblicato da Alessia

birrificio artigianale bruton

Interessante percorso quello offerto dal birrificio toscano Brùton. Le birre degustate sono state la Bianca chiara ad alta fermentazione prodotta con l’aggiunta di cereali non maltati, quali il farro della Garfagnana e frumento. Questa birra ha anche recentemente vinto il primo premio per le bianche italiane. Caratterizzata da una fresca acidità accentuata dalla speziatura di coriandolo e buccia d’arancia.

La Brùton è una chiara, opalescente, 5,5% di alcol birra beverina. Lilith trae ispirazione dalle classiche Ale Americane, questa birra di colore ambrato carico e dal luppolo incisivo ha una gradazione di 5,5%. Al naso emergono le note agrumate e resinose tipiche del luppolo Cascade. In bocca è un trionfo di caramello, con un netto finale amarognolo. È seguita la stoner, un’alta fermentazione corposa con 7,5 %, nonostante la gradazione rimane fresca ma strutturata ed emergono le note di arancia e caramello che sono stati utilizzati per arricchirla. La birra successiva è stata la Momus, ambrata ispirata alle birre d’Abbazia belghe,prodotta con l’aggiunta di miele Millefiori, 7,5%.

La Dieci è una scura ad alta fermentazione. All’olfatto presenta forti sapori di di malto e crosta di formaggio ed in bocca la grande complessità ed un calore alcolico la rendono ideale in abbinamento con carni lavorate e ricche come stracotti o più semplicemente da meditazione. Ma quello che mi ha colpito nell’assaggio di queste birre, che possono piacere o meno, è la chiarissima impronta, come se tutte, nonostante le tipologie e fermentazioni avessero un sentore comune, una marchio di fabbrica che si percepisce netto in tutte le tipologie. Che sia l’acqua o la mano del mastro birraio non mi era mai capitato prima di trovarlo così netto e l’entusiasmo del proprietario e del mastro birraio sono contagiosi.

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Birra artigianale: The original Hy

pubblicato da Alessia

birra yiIn principio l’azienda friulana Zago selezionava ed importava birre, soprattutto belghe, per gli appassionati del buon bere. Ma nel 1995, Mario Chiaradia, dopo una ricerca approfondita e svariate prove, giunge alla ricetta per la sua originale birra bionda con il metodo Champenoise.

The Original Hy è una extra strong, quindi un’alta fermentazione, con lieviti vivi selezionati, 11 % vol, non pastorizzata e prodotta seguendo le fasi lunari. L’etichetta rappresenta le divinità egiziane Iside ed Osiride che brindano al buon proseguimento della gioia e della convivialità nel terzo millennio.

Le temperatura ideale di servizio è tra gli 8-10°C. I suoi profumi sono di crosta di pane, note un po’ iodate e foglia di pomodoro. Gli abbinamenti migliori la vedono protagonista assieme a dei crostacei, pesce crudo, carciofi crudi e formaggi anche stagionati, comunque è un ottimo jolly da servire a tutto pasto. L’unico inconveniente, come la maggior parte delle birre di qualità italiane è il prezzo.

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Intervista a Lelio Bottero, consigliere Unionbirrai, sulla Birra Artigianale in Italia

pubblicato da Manila Benedetto

Periodo di grande discussione in tema di birre: l’apertura della nuova Birreria a Manhattan, voluta da Eataly, con la presenza di diverse birre artigianali italiane, l’esclusione della Piazza della Birra al Salone del Gusto, i tanti birrifici che nascono, e le tante manifestazioni dedicate a questo prodotto, stanno portando un gran “fermento” attorno al tema della produzione e del consumo di birra. In questo contesto, qualche giorno fa è nato un post-riflessione del consigliere Unionbirrai, Lelio Bottero, esperto di birre, dal titolo “La Birra Artigianale è morta“. Naturalmente diverse sono state le reazioni da parte di produttori ed appassionati. Per capirne di più abbiamo sentito Bottero a riguardo.

Sei uno dei massimi esperti di birre in Italia, nonché profondo conoscitore delle birre artigianali. Come è iniziato questo tuo percorso?
Anche se la definizione “massimo esperto” mi lusinga mi ritengo un semplice “grande appassionato”. La mia passione inizia negli anni 80, quando le prime “birrerie” iniziarono a proporre prodotti alternativi e con gusti insoliti, poi i 10 anni al Baladin, come responsabile commerciale e i relativi contatti con UnionBirrai e gli altri pionieri mi hanno portato a scrivere nel 2005 per le edizioni Gribaudo il libro “La birra artigianale”. Se penso che in soli 5 anni i birrifici nostrani sono più che raddoppiati di numero (passando da 130 ad oltre 300) mi sento anche un pochino responsabile dell’esplosione del fenomeno “birra artigianale” in Italia.

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Le birre: un grande mondo da scoprire /7

pubblicato da Manila Benedetto


Abbiamo, quindi, imparato le cose fondamentali della birra. Adesso, sedendoci davanti ad un bicchiere di birra, sappiamo cosa contiene quello che ci stiamo per portare alla bocca… ma come facciamo a valutarlo? Prima di tutto, vi sconsiglio di pensare alla degustazione della birra come una cosa da sommelier dalle poetiche parole (e ve lo dice una degustatrice ufficiale AIS…), bensì come un piacere da ricordare. Fin’ora non esiste una vera ed ufficiale scheda di degustazione delle birre, ma molto utile e simpatica trovo quella di Unionbirrai, dove oltre i riconoscimenti organolettici, vi è una sezione dedicata al “momento della degustazione” dove poter segnare l’occasione di assaggio, la compagnia, le emozioni provate e lo stato d’animo.

In ogni caso per degustare una birra, bisogna assaporarla a piccoli sorsi e non tracannarla giù come fosse un bicchier d’acqua nel deserto. Esiste un bicchiere di degustazione studiato da Teo Musso (padre inventore di Baladin) e Lorenzo “Kuaska” Dabove (il più esperto degustatore attualmente in Europa), che prende il nome di Teku, e che può essere usato per tutti i tipi di birra, anche se ogni stile ha un bicchiere proprio, capace di esaltarne le caratteristiche.

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Birra mon amour: un castello di sottobicchieri e Birrificio Italiano in vetta al mondo

pubblicato da Manila Benedetto

Certo, quando si dice “amare la birra”… E’ di oggi la notizia di un giovane tedesco che ha costruito un immenso castello di carta… usando ben 260.000 sottobicchieri da birra! Il castello è il più grande del mondo mai realizzato in questo modo e misura 66 metri quadri, battendo così il record precedente che vedeva impiegato 70.000 bicchieri. L’opera è stata realizzata con un lavoro lungo tre mesi con oraraio d’ufficio, otto ore al giorno.

Ma se vogliamo parlare di cose sorprendenti nel mondo della birra, allora facciamo riferimento al World Beer Cup dove si sono premiate per il 2010 le migliori birre del mondo. Spicca, tra tutti i vincitori, il secondo posto della Via Emilia del Birrificio del Ducato nella categoria Kellerbier/Zwickelbier (con 32 partecipanti) ed il primo posto di VùDù del Birrificio Italiano nella categoria German-Style Dark Wheat Ale, che si è piazzata proprio davanti a due birre prodotte in Germania!

Dei due birrifici italiani vincenti avevamo già parlato, in quanto già vincitori in occasione di Pianeta Birra e comunque pluripremiati in diverse competizioni birraie.

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A Rimini premiate le migliori birre artigianali

pubblicato da Manila Benedetto

Si è concluso alle 18 di ieri Sapore Rimini, l’annuale fiera dedicata al beverage e alla ristorazione, uno degli eventi espositivi più grandi europei. All’interno della manifestazione anche Pianeta Birra, un padiglione dedicato alla nascente cultura della birra artigianale, che in questa edizione 2010 ha ospitato oltre 40 birrifici artigianali.

“Seppur ancora un settore di nicchia, la produzione della birra artigianale attira l’interesse di consumatori e distributori, facendo cultura e muovendo economia” affermano i rappresentanti di Unionbirrai, che per l’occasione hanno diffuso i nomi delle etichette vincitrici dei premi di qualità per l’anno 2010.

Il concorso, giunto alla sua 6a edizione, è riservato alle birre artigianali italiane con una produzione inferiore ai 10mila ettoliri. La giuria, formata da esperti internazionali, ha valutato una selezione di 308 tipologie di birra, divise in 11 categorie. “E’ stato un duro e piacevole lavoro - ha affermato durante la premiazione Marco Giannasso, presidente della giuria e responsabile dei corsi di Unionbirrai - dal concorso è emerso che la qualità della birra artigianale prodotta in Italia sta aumentando moltissimo”.

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Birre artigianali ottime anche per cucinare un risotto

pubblicato da Manila Benedetto

Si svolgerà il prossimo venerdì 16 gennaio un particolare evento dell’AIS Murgia in collaborazione con Salsamentarius.it dedicato alle birre artigianali di Puglia e Basilicata, una nuova realtà in crescendo in queste due regioni del sud (notoriamente votate al vino). Ospiti i mastri birrai dei birrifici B94 (Lecce), Birranova (Triggianello di Conversano - BA), Dauno (Torremaggiore - FG), Gruit (Brindisi), Svevo (Bari) e Lucano (Potenza).

La serata si svolgerà presso la Masseria Centrone Piccolo a Castellana Grotte (BA) e sarà completata da due piatti in abbinamento creati dallo chef della masseria. Per info e prenotazioni: Delegato AIS Murgia Vincenzo Carrasso .

In merito a piatti e chef, nell’ultimo numero della rivista regionale dell’AIS Puglia, Messaggi in Bottiglia, il rinomato Federico Valicenti, chef e proprietario del ristorante La Luna Rossa a Terranova di Pollino, ha ben pensato di presentare alcune ricette per usare la birra artigianale in cucina. Così leggiamo di un pollo alla birra, di salcicce alla birra, di maiale alla birra e… visto che il periodo è propenso alla riscoperta del risotto, anche un risotto alla birra. Di seguito la ricetta:

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Ristoranti a Roma: Quinto Quarto

pubblicato da daniela

amatriciana
Volete mangiare una buona cucina romana? Volete un menù che vada di pari passo con la stagionalità dei prodotti e attento alla qualità? Allora provate a fare un salto al Quinto Quarto, delizioso ristorantino in via della Farnesina, a due passi da Ponte Milvio.

Il menù comprende i piatti forti della cucina romana, non mancano infatti la coda alla vaccinara, l’amatriciana, la coratella, la trippa e la carbonara; quest’ultima è davvero da provare, è anche stata annoverata tra le prime 10 più buone carbonare di Roma dal Gambero Rosso.

Sono stata a cena al Quinto Quarto pochi giorni fa e mi sono trovata davvero molto bene, il servizio gentile e attento, e che dire dei piatti, davvero buoni.

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Jack o'Lantern, la birra di Halloween secondo il Piccolo Birrificio

pubblicato da prog2501

Pumpkin Ale

Siamo vicinissimi ad Halloween, ed il Piccolo Birrificio di Apricale (IM), in occasione di questa festa ci presenta una gustosa novità: Nua Jack o’Lanter, una Pumpkin Ale, una birra di Halloween.

Le birre prodotte in occasione delle feste non sono più una novità (qui da noi), esistono le birre di Natale, quelle di Pasqua, ma non era ancora sorta l’esigenza di produrre una birra per Halloween (cosa che in America, invece, è pratica già consolidata).

Le Pumpkin Ale (dette birre autunnali) sono aromatizzate prevalentemente con la zucca, oppure con le spezie che vengono utilizzate per la preparazione di torte alla zucca (cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata, ecc…). Solitamente ne escono birre dolci, con lievi note amaricanti, ma decisamente maltate e speziate.

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