Certo, quando si dice “amare la birra”… E’ di oggi la notizia di un giovane tedesco che ha costruito un immenso castello di carta… usando ben 260.000 sottobicchieri da birra! Il castello è il più grande del mondo mai realizzato in questo modo e misura 66 metri quadri, battendo così il record precedente che vedeva impiegato 70.000 bicchieri. L’opera è stata realizzata con un lavoro lungo tre mesi con oraraio d’ufficio, otto ore al giorno.
Ma se vogliamo parlare di cose sorprendenti nel mondo della birra, allora facciamo riferimento al World Beer Cup dove si sono premiate per il 2010 le migliori birre del mondo. Spicca, tra tutti i vincitori, il secondo posto della Via Emilia del Birrificio del Ducato nella categoria Kellerbier/Zwickelbier (con 32 partecipanti) ed il primo posto di VùDù del Birrificio Italiano nella categoria German-Style Dark Wheat Ale, che si è piazzata proprio davanti a due birre prodotte in Germania!
Dei due birrifici italiani vincenti avevamo già parlato, in quanto già vincitori in occasione di Pianeta Birra e comunque pluripremiati in diverse competizioni birraie.
Mo.Bi., movimento birraio italiano, è un’associazione nata per unire tutti gli appassionati di birra, i consumatori consapevoli, gli homebrewers italiani, che, oltre a far incontrare gente con questa passione, promuove corsi di degustazione, di homebrewing (produzione di birra in casa), serate a tema, concorsi e rassegne, ha lanciato, durante Sapore Rimini - Pianeta Birra un progetto di chiarezza di informazione per le etichette della birra.
“Birra chiara”, così si chiama l’inizativa, “nasce dalla volontà di trovare il modo per rendere più chiare le informazioni basilari che il consumatore deve trovare su un’etichetta - ci spiega Carlo Canegallo presidente di Mo.Bi. - solo così si potrà compiere una scelta motivata e consapevole verso il prodotto. Un’etichetta chiara potenzia il rapporto tra produttore e consumatore, le etichette devono rispondere alle domande, non far sorgere interrogativi.”.
Cosa troviamo adesso sulle etichette?
“Sull’etichetta attualmente la legge prevede la presenza di nome e ragione sociale del produttore, stabilimento e sede di produzione, nome commerciale del prodotto, tipologia merceologica, il volume contenuto, il titolo alcolometrico, data di scadenza e lotto di produzione, invito a non disperdere nell’ambiente”.
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