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Tutti gli articoli con tag bollicine

Un brindisi di gran classe per i 150 anni dell'Unità di Italia.

pubblicato da Alessia

giulio ferrari riserva del fondatorePer noi italiani, e non solo, le bollicine servono soprattutto a festeggiare, a fare allegria, e quindi ben si adattano al momento del brindisi. Ma come vi abbiamo più volte suggerito, le bollicine, secondo la loro tipicità e struttura, possono essere dei fantastici vini da tutto pasto e non necessariamente di pesce. Oggi parliamo di una delle aziende più importanti al mondo per la spumantistica sia in termini qualitativi, che quantitativi, la Ferrari dei fratelli Lunelli.

Fondata nel 1902, da Giulio Ferrari, e successivamente acquistata da Bruno Lunelli nel 1952, questa azienda incarna a mio avviso, l’orgoglio italiano nel mondo. Per questo motivo, mi è sembrato appropriato parlarne durante la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Questa casa ha anche il merito di esser stata la prima bollicina italiana ad avere la doc nel 1993.

Chi non ha mai festeggiato con un Ferrari? Più raro è farlo con la riserva del fondatore, probabilmente anche per il prezzo. Da uve chardonnay e da 9 anni sui lieviti, questo vino si presenta al naso con un’infinità di riconoscimenti olfattivi che vanno dalla crosta di pane, al minerale tendente al gessoso, alle note più calde di frutta secca quali ad esempio albicocca candita. In bocca si presenta maturo, fresco e sapido, con un corpo presente ed equilibrato, dal finale interminabile. Qual che sia il suo segreto, non stanca mai.

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Vini: La Champagne e lo Champagne.

pubblicato da Alessia

degustare la champagneLa champagne è una regione francese nella quale si produce il famoso vino. Le vigne coprono 33.975 ettari di terreno e sono coltivate a pinot nero, pinot meunier e chardonnay, per una percentuale irrisoria, ad arbanne e petit meslier. Vengono distinte 4 zone: Vallée de la Marne, Montagne de Reims; Côte des Blancs e de Sézanne e Côte des Bar. Dom Pérignon è il celebre frate Benedettino da tutti conosciuto come l’inventore dello Champagne, in realtà, si dice che stesse lavorando per ridurre il fenomeno delle bollicine nel vino. La storia e le curiosità su questo vino particolare sono tante e non mi dilungherò.

Lo Champagne può chiamarsi così solo in questa regione, in tutto il resto del mondo prende nomi differenti e nel resto della Francia prende il nome di Crémant, ad indicare che il vino è fatto col metodo classico o champenois, ovvero rifermentazione in bottiglia. Ogni maison, famiglia e produttore ha una sua ricetta particolare e lo champagne che ne scaturisce si differenzia moltissimo. Generalmente è il risultato dell’assemblaggio di più vini di zone ed annate differenti, ma può anche essere millesimato ed in qualche caso particolare, provenire da un singolo vigneto, clos.

Andare alla scoperta di questa zona, se si è appasionati, è veramente emozionante, ma se per caso si capita da queste parte e non si ha il tempo di far visita a qualche produttore, a Dizy, villaggio vicino ad Aÿ, c’è un negozio piccolo, ma con una selezione di Champagnes limitrofi a quei comuni, davvero ben oculata. Infatti, è operata da un enologo esperto, ed ad aiutarvi, troverete due simpatiche donne che cercheranno di capire i vostri gusti e di indirizzarvi al meglio. Il prezzo delle bottiglie è quello che paghereste in cantina dai produttori. Aperto tutti giorni dalle 10-12.30 e dalle 15-19 e d il sabato e la domenica orario continuato 10-19. Il negozio si chiama La cave des filles e si trova al 463, Avenue du Général Leclerc. Non ve lo consiglio se siete amanti dei vini più estremi e naturali, qui non li troverete.

Gli champagne
Gli champagneGli champagneGli champagne

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E-shop: nasce 50 vini top

pubblicato da Manila Benedetto

50 vini topGrafica fresca e idea originale. Con queste due affermazioni voglio segnalarvi il nuovo nato nell’e-shop di vini on line, “50 vini top“. Si tratta di un negozio virtuale nato dalla collaborazione tra un’agenzia di comunicazione toscana, la Milc, e un giovane sommelier, Federico Pieri, titolare della “Cantina del Brunello” di Siena, per la vendita del vino di qualità on line. L’obiettivo è uno: soddisfare i clienti più esigenti che non hanno il tempo di girare per cantine ed enoteche.

Il sito propone ogni settimana una selezione di cinquanta bottiglie di vini rossi e cinquanta di bianchi/passiti/bollicine con una garanzia: “bere bene”.

L’iniziativa si basa sulla volontà di promuovere l’ideologia del “bere bene” anche attraverso il canale web, mettendo a disposizione degli enoappassionati una selezione di 50 vini rossi e di 50 tra vini bianchi, passiti e bollicine. La gestione della selezione dei vini, dell’acquisto presso i produttori e della vendita al cliente finale, è affidata all’esperienza di Cantina del Brunello, storica enoteca senese che ben conosce i gusti degli appassionati di vino e che da sempre fa della ricerca della qualità il suo principale obiettivo.

Guardando le etichette ho notato bottiglie di gran pregio, con un’eccessiva abbondanza di toscani ed un’assenza ingiustificata di ottime etichette, come ad esempio il Graticciaia delle Agricole Vallone, che spero abbiano degno spazio nelle prossime selezioni settimanali del sommelier Pieri. Nel complesso, comunque, una lodevole iniziativa.

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Grande degustazione di Franciacorta alla Città del gusto del Gambero Rosso

pubblicato da daniela

franciacorta Stasera dalle 19.30 fino alle 23.30 sulla terrazza della Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, si terrà la grande degustazione finale del ciclo Franciacorta, chiamalo per nome!, dedicato ai vini della Franciacorta.

L’esperienza Franciacorta è unica in Italia, i produttori hanno saputo introdurre e abbinare l’aggiornamento, lo sviluppo e la sperimentazione con la tradizione e la valorizzazione del territorio senza limitarsi a credere che tradizione e storia fossero i soli caratteri inalienabili e indispensabili; ma rendendosi conto che ci sono anche tutela, origine e ricerca della più alta qualità del prodotto.

Un’ottima occasione per approfondire la storia, la natura e la professionalità di questa regione completamente identificata con il suo prodotto, avendo anche la possibilità di assaggiare più di 100 etichette delle bollicine più amate d’Italia.

In abbinamento ai Franciacorta è previsto un menu a base di finger food preparato dagli chef del Gambero Rosso. Un concerto di musica blues accompagnerà la degustazione.

Foto | Flickr

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Lo champagne: siamo sicuri che sia francese?

pubblicato da roberta

L’avreste mai detto che lo champagne, sì, proprio lui, un’icona del made in France, è, in realtà, inglese? O perlomeno lo sta diventando! Beh, andiamo con ordine…
Innanzitutto cominciamo col dire che la Gran Bretagna detiene attualmente il primato dell’importazione del vino con le bollicine: 40 milioni di bottiglie, circa l’8% dell’intera produzione.

Non solo. Il riscaldamento del pianeta ha fatto sì che il prezioso vitigno dal quale si ricava, (coltivato solo nelle 135 miglia quadrate di ‘terroir’ nella regione che gli dà il nome, valore della terra 450mila euro ad acro) possa ora attecchire anche più a nord, precisamente intorno alle “bianche scogliere di Dover”, tra Kent, Sussex e Hampshire, dove ce la si può cavare con cifre dai 3 ai 15mila euro. Il mercato inglese del settore cresce al ritmo del 40% l’anno e già il Nyetimber, il suo prodotto più illustre, ha vinto numerosi premi ed è servito sulle prestigiose tavole di Buckingham Palace e Downing Street.

E per quanto riguarda le origini? Beh, certo è che nel 1630 Sir Kenelm Digby inventò un vetro scuro robusto e sottile presto usato nelle bottiglie per conservare il vino (nel 1625 un atto del Parlamento aveva vietato l’uso del carbone di legna nelle fornaci per fare il vetro) e nel 1662 Christopher Merrett, che aveva tradotto il trattato di Antonio Neri ‘L’arte del vetro’, presentò alla Royal Society un nuovo vetro in cui, con l’aggiunta di zucchero e melassa, il vino subiva una fermentazione secondaria che causava proprio le bolle. Incredibile.

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“Bollicine su Trento” e “Cinema…Cin Cin!”: un’accoppiata frizzante

pubblicato da arietta

E’ stata inaugurata il 22 novembre ma non abbiate timore perché chiuderà i battenti solo il 6 gennaio 2008. Cosa? Ma la rassegna Bollicine su Trento 2007, che torna a Palazzo Roccabruna, dopo la fortunata edizione del 2004 a celebrare lo spumante trentino Trento DOC – definito brioso e gradevole, dorato e brillante – con incontri, degustazioni e laboratori enogastronomici presenziati da sommelier dell’ AIS e da esperti di Slow Food.

Interessante l’accostamento con la mostra “Cinema…Cin Cin! Bollicine sul grande schermo” che ovviamente è ispirata ai più famosi brindisi della storia del cinema (un nome fra tutti? “Colazione da Tiffany”, uno dei miei film cult).

Visitate questo sito per spulciare il programma della manifestazione nel dettaglio e buon brindisi a tutti!

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