Sembra di cenare nel salotto di casa, anche se in compagnia di altre decine di persone, quando si va al ristorante C’era una volta di Torino, che fa le cose per bene e proprio come una volta, sia nelle atmosfere in sala che in cucina.
Sarà che per arrivarci si accede a un palazzo dopo aver citofonato e si sale al primo piano, proprio come se si stesse andando a trovare qualcuno e si viene proiettati in una specie di casa di campagna, in cotto, legno e pietra dai colori caldi e avvolgenti (non fosse per quegli orrendi quadri a stampa, macchie di verde che danno fastidio agli occhi), come pure le tovaglie che cadono mollemente fino a terra.
L’attesa dalla comanda alla cena si fa sentire: il servizio è quello che è, non all’altezza forse, di un locale molto piacevole che deve essere abituato alle folle, anche il martedì sera, non sia per l’estrema lentezza e per qualche commento di troppo. Il cibo, però, fa dimenticare tutto.
Osteria, cucina tipica piemontese e italiana: è un po’ tutto questo Passami il sale, imperdibile ristorante su due piani ricavato in un edificio del Settecento a due passi, ma proprio due, dall’incredibile Reggia di Venarìa (che abbiamo trovato un po’ trascurata in verità), alle porte di Torino.
Qui, alla luce delle lampade antiche, seduti ai tavoli in arte povera apparecchiati come si faceva una volta, non vi sarà difficile calarvi nella tradizione piemontese e immaginare i tempi in cui la Reggia lì accanto era vissuta e sontuosa davvero.
Noi ci siamo capitati a pranzo, ripromettendoci di stare leggeri: è finita che abbiamo assaggiato i celeberrimi, e giustamente direi, agnolotti piemontesi con ragù. Un tripudio di carne dentro e fuori. Qualcuno è andato più soft con ottime orecchiette alle melanzane e parmigiano: un sapore troppo meridionale da assaggiare qui, secondo me.
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Con il freddo la domenica ideale vede tutta la famiglia riunita intorno al tavolo all’ora di pranzo. E cosa c’è di meglio di un ottimo arrosto, che accontenta grandi, piccini, nonne con qualche acciacco e signorine che vogliono mantenere la linea? Oggi lo prepariamo brasato, al contorno pensateci voi, anche se ‘la morte sua’ è con le patate al forno.
Cosa vi occorre: 1 pezzo di carne per arrosto (attenzione: è nella qualità di questa che risiede il segreto della riuscita del piatto), vino rosso, olio, sale e pepe q.b., un mazzetto di odori (cipolla, sedano, carota, rosmarino, aglio, foglie di alloro).
Come si prepara: rosolate la carne in poco olio girandola da tutte le parti. Quando sarà dorata, aggiungete gli odori a pezzi e un bicchiere di vino rosso. Cuocere per un’ora circa. A questo punto togliete dal fuoco, tagliate la carne una volta fredda e copritela con la salsa ottenuta passando al mulinello il sugo di cottura.
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