La bresaola è un salume tipico della zona della Valtellina, dove viene prodotta col marchio Igp. Si prepara utilizzando carne bovina magra, al contrario della maggior parte dei salumi. Questa carne viene poi salata e profumata con erbe aromatiche e viene fatta stagionare ed essiccare a lungo.
Grazie alle sue note caratteristiche, cioè la ridotta quantità di grassi e l’elevato contenuto proteico, è il salume ideale per chi sta seguendo un regime alimentare di tipo ipocalorico e per gli sportivi.
Si può gustare in tanti modi: al naturale, semplicemente condita con olio, limone, sale e pepe; oppure per farcire gustosi panini. Può anche diventare un carpaccio veloce, con l’aggiunta di funghi champignon o sedano; oppure con scaglie di grana, rucola ed aceto balsamico. Infine si può usare per piatti un po’ più elaborati, per preparare involtini o fagottini per aperitivi veloci e finger food.
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Una ricetta tutta a crudo, velocissima da preparare, gustosa variante del classico bresaola e rughetta. Ideale come antipasto, per una cena light, ma anche per poter essere ‘trasportata’: ricordatevi che lunedì prossimo è Pasquetta e come da tradizione si partirà per una bella gita fuori città, magari con tanto di picnic sul prato.
Gli ingredienti per due persone: 200 g di bresaola, 200 g. di funghi champignon, qualche carota, parmigiano, olio extravergine d’oliva, succo di limone, sale.
Come si prepara: in un piatto da portata piuttosto ampio, adagiate le fette di bresaola facendo attenzione che rimangano separate. Coprite con i funghi ben lavati (mi raccomando, è tremendo sentire la terra sotto i denti) e tagliati a striscioline sottili, la carota sfilettata. Se preferite potete anche fare più di uno strato. Condite con un filo d’olio a crudo, il succo di limone, un pizzico di sale se vi piace, e cospargete con il parmigiano, grattugiato o in scaglie. Buon appetito.
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Il 31 gennaio è scattato ‘l’allarme bresaola’: da quel giorno, infatti, l’Unione europea ha imposto alla carne di zebù (bovino importato dal Brasile) numerose norme che vanno dal certificato di filera alle garanzie sanitarie, che in pratica bloccano la maggior parte delle importazioni. Si dà il caso che la carne del bos taurus indicus, sia indispensabile per la produzione della nostrana bresaola, perché molto più magra di quelle che si trovano oggi in Italia e in Europa.
Gli allevatori dell’Uniceb, in subbuglio per la mancanza di zebù (solo 300 aziende brasiliane hanno presentato la certificazione su 15mila) hanno scritto una lettera di denuncia al ministro De Castro, preoccupati anche per i prezzi: 9500 dollari la tonnellata tasse doganali comprese un mese fa rispetto ai 13mila di oggi.
La Coldiretti può anche denunciare l’ “assenza di valorizzazione della produzione made in Italy di carne bovina”, ma voi l’avreste mai detto che quella carne così gustosa se accompagnata da rughetta, scaglie di grana, un filo d’olio e una goccia di limone fosse la carne dell’esotico zebù?!