Il pesce San Pietro è un pesce di mare piatto, dal corpo ovoidale e compresso lateralmente. Il suo tratto distintivo è una macchia tondeggiante di colore blu presente sul fianco. Inoltre ha lunghe appendici filamentose che si propagano dalla spina dorsale.
E’ di colore grigio-dorato, scuro sul dorso con riflessi argentei sul ventre e tendenti al giallo sui fianchi. Può raggiungere delle dimensioni di anche 60 cm. nei casi eccezionali. Al momento dell’acquisto il pesce deve presentare gli occhi sporgenti, che sono segno di freschezza. Se sono affossati, invece, il pesce è vecchio di qualche giorno.
Una volta privato delle interiora, si può conservare in frigo tra due piatti massimo per 24 ore. Può essere anche surgelato sia crudo che cotto. Le carni del pesce San Pietro hanno un elevato valore nutrizionale e sono molto apprezzate per la loro delicatezza e il loro sapore.
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Per l’impasto della pizza occorrono: 500 gr di farina, 1 cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaino di zucchero o di malto, 1 presa di sale. Per il ripieno servono: 150 gr di formaggio grattugiato, anche misto, olio extra vergine di oliva, 1 spicchio d’aglio, 500 gr tra bieda, friarielli, spinaci e ortiche.
Fate una fontana con la farina e mettete il sale. In una tazza d’acqua tiepida sciogliete il lievito con lo zucchero. Lavorate la farina fino a formare un impasto morbido e compatto. Coprite con un tovagliolo e fate lievitare per due ore. In una padella antiaderente mettete l’olio con lo spicchio d’aglio e le verdure lavate e mondate, se vi piace anche un po’ di peperoncino.
Fate cuocere e salate. Stendete la pasta, tenendone una quantità leggermente inferiore per la copertura superiore. Stendetela sulla carta forno, riempite con le verdure precedentemente amalgamate con il formaggio e chiudete la pizza con un altro disco di pasta. Infornate a 200′ C nel forno già caldo per almeno 20 minuti.
In un certo senso le feste non sono ancora finite, infatti manca all’appello la befana, ma una leggera pausa dopo le sontuose tavolate di natale e capodanno, è bene prendersela. Vi consiglio un piatto unico da accompagnare esclusivamente con un filo d’olio e con qualche fetta di pane.
Gli ingredienti sono: 1 kg di patate, 2 uova, farina 00, 1/2 cucchiaino di lievito in polvere, 2 cipolle, 50 grammi di burro, olio di semi per friggere, sale e pepe.
Dedichiamo la prima parte della ricetta alle patate. Lavatele e sbucciatele per poi grattugiarle aiutandovi con una grattugia a fori grossi. Sciacquate la pasta di patate ricavata e conditela con un pizzico di sale e lasciate riposare per 10 minuti in un colapasta. A questo punto unite le uova alla farina insieme ad un pizzico di sale ed una manciata di pepe. Tritate 1 delle due cipolle e aggiungetela all’impasto che completerete con l’inserimento della pasta di patate completamente priva di acqua.
Mescolate bene e versate in una pirofila unta di burro, per poi infornare a 180 gradi per 30 minuti. Irrorate con il burro fuso prima di infornare. Prima di servire ricavate degli anelli dall’ultima cipolla, passateli in un po’ di farina e friggeteli, vi serviranno come decorazione. Buon appetito.
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Trevi è una ridente cittadina umbra collocata in collina, nota per l’ottimo olio extravergine d’oliva e per un altro frutto di madre terra, un po’ meno noto ma molto pregiato allo stesso tempo, il sedano nero.
Il nome particolare dato a questa varietà deriva dalla sua caratteristica di avere le coste color verde scuro, soprattutto se lasciato crescere senza lavorazioni particolari. E’ anche molto più lungo rispetto alla varietà classica ed è molto profumato e privo dei fastidiosi filamenti tipici delle altre tipologie di sedano.
Oltre che consumato crudo, questo sedano si presenta bene cotto secondo le ricette tipiche locali, che lo vedono farcito con un impasto a base di salsiccia; infarinato e fritto; o ancora alla parmigiana, in cui viene prima fritto e poi passato a gratinare al forno.
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Le torte salate sono sempre un jolly perchè possono essere servite come antipasti, stuzzichini o come secondo piatto. Per questa ricetta occorrono: 1 rotolo di pasta sfoglia, fresca o surgelata, 2 zucchine abbastanza grandi tagliate a fiammifero, olio, sale e peperoncino, erba cipollina, 150 gr di prosciutto cotto, 100 gr di scamorza e 5 pomodorini circa.
In una scodella condite le zucchine, precedentemente lavate, con il sale, l’olio, il peperoncino, e l’erba cipollina. A questi, aggiungete il prosciutto cotto a pezzetti o tagliato a listarelle e la scamorza. Stendete la sfoglia. Con la carta forno foderate una tortiera ed adagiatevi la pasta sfoglia.
Riempite con il condimento. Lavate e tagliate a rondelle i pomodorini e distribuiteli sulla torta. Ripiegate i bordini della pasta verso il centro ed infornate a 200′ C per 20-25 minuti. Servitela calda, fredda o tiepida, anche se visto la stagione fredda non è l’ideale.
Questa ricetta non vuole essere una zuppa di pesce, ma un brodo delicato che può essere utilizzato per i vari risotti di mare o in aggiunta ad altre preparazioni. Fondamentalmente più scarti e lische di pesce avete e meglio è. Cioè viene più saporito. Comunque servono non meno di 300 gr di teste e/o lische di pesce, 1 bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale, una costa di sedano, una cipolla ed una carota e due cucchiai di farina ed 1 litro d’acqua.
In una pentola mettete dell’olio con la carota, se vi piace uno spicchio d’aglio, la cipolla intera ma sbucciata e la costa di sedano, fate rosolare. Aggiungete il pesce e la farina. Girate e poi sfumate con il vino bianco. Unite infine un litro di acqua ed un pizzico di sale. Fate bollire per un ora circa a fuoco basso. Se evapora troppa acqua o si sta addensando troppo, aggiungetene dell’ altra.
Scolate bene il brodo facendo attenzione che non vi finiscano spine all’interno.
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Il cardo è un ortaggio esternamente simile al sedano, grazie alla presenza delle lunghe coste, m come sapore potremmo dire che assomiglia di più al carciofo. Questo è il momento di gustarli, proprio perché il clima rigido e gelato di Dicembre li rende più teneri.
La parte commestibile è il gambo, che per poter essere gustato nelle giuste condizioni deve essere bianco; se è verde risulta amaro e fibroso. La varietà più pregiata di cardo è lo Spadone, detto anche Gobbo del Monferrato, che si può consumare anche crudo. Il suo particolare nome deriva dal fatto che per ottenere gambi bianchi, la pianta viene curvata e seppellita in buche laterali, che poi verranno ricoperte di terra.
Tra le altre varietà ricordiamo anche il cardo di Bologna, con coste sottili e senza filamenti, il Gigante di Romagna e il Riccio d’Asti. Senza contare le innumerevoli varietà di cardo selvatico che crescono spontanee in ogni regione.
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Tra i protagonisti più nutrienti e salutari dei mercati invernali c’è lui, il cavolfiore, che possiamo ritrovare sui banchi del mercato sotto forma di più varianti. Può essere bianco, il quale si può apprezzare anche da crudo; verde, delicato e di breve cottura; e viola, dal sapore più forte. In cucina è utilizzato per arricchire minestroni e zuppe varie ma funge anche da protagonista assoluto per alcuni contorni.
Una volta lessato, infatti, può essere gratinato, impanato o fritto in padella. L’unico neo è il suo odore, che non piace proprio a tutti. Se volete attenuarlo, aggiungete all’acqua di cottura un po’ di aceto, o di vino oppure un pezzo di pane raffermo, i quali assorbiranno gli odori sgradevoli.
Al momento dell’acquisto, scegliete quello con le foglie più persistenti e ben croccanti, col torsolo sporgente alla base e con le cimette prive di punteggiature nere. Può essere conservato in frigo per 4-5 giorni, meglio se in un sacchetto di carta. Mentre se volete conservarlo già cucinato, durerà in frigo al massimo per un giorno.
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Durante la vigilia di Natale è consuetudine mangiare pesce, così vi propongo una ricetta molto profumata. Per 12 scampi servono: 2 scalogni; 2 cipolle piccole; 1 spicchio d’aglio; del dragoncello; 1 pezzetto di zenzero fresco; 2 cucchiai di cognac; 60 gr di burro; 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva; 1 peperoncino; sale q.b.
Aprite gli scampi a metà per la lunghezza. Pelate e tagliate finemente gli scalogni, la cipolla e lo zenzero, sminuzzate il dragoncello. In una padella antiaderente mettete l’olio e il burro, l’aglio e il trito di cipolla, scalogno ed il peperoncino. Lasciate cuocere a fuoco moderato per 5 minuti e poi aggiungete il dragoncello e lo zenzero.
Con una spatola, scanzate verso i bordi il condimento e mettete al centro gli scampi senza le interiora, appoggiandoli dalla parte della polpa. Appena scottati versate il cognac e aumentate il fuoco per farlo evaporare. Appena non ci sarà più gli scampi saranno pronti per essere serviti in tavola.
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Oggi prepariamo uno strudel salato, per la pasta va bene sia la sfoglia, che la fillo o anche quella per la pizza, chiaramente verranno molto diversi in base alla pasta scelta. Per il ripieno ci occorrono: 140 gr di verza; 120 gr di cipolla; 280 gr di petto di pollo; 250 gr di salsiccia; olio extravergine di oliva, alloro, sale, pepe, peperoncino e prezzemolo q.b.
Spellate e sbollentate la salsiccia. Tagliate a julienne la verza e la cipolla ed a tocchetti il pollo. In una padella antiaderente mettete l’olio con una foglia d’alloro ed il peperoncino. Tagliate la salsiccia a pezzetti. Nella padella mettete a cocere la cipolla e la verza. Una volta cotte toglietele ed usate la stessa padella per ripassare il pollo e la salsiccia .
Quendo le carni sono rosolate riaggiungete le verdure ed aggiustate di sale e pepe. Stendete la pasta e farcitela con il ripieno. Arrotolate la pasta su se stessa ed infornate a forno già caldo a 180-200′ C per 20-25 minuti. Per una verza più profumata aggiungete un paio di chiodi di garafano mentre è in cottura, ricordandovi di toglierli dalla farcia.
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