
Il caffè ed il cioccolato, lo ammetto, costituiscono due mie debolezze, non saprei vivere senza. Quando girovagando nel web ho trovato la ricetta di questa mousse al caffè, cioccolato e mascarpone, che per di più portava la firma di un grande chef come Gordon Ramsay, non ho saputo resistere, sono corsa al supermercato a fare incetta di mascarpone, l’unico ingrediente che non avevo in casa al momento, e mi sono messa all’opera. La mousse al caffè risulta soffice e delicata, golosa e non troppo dolce, io la preferisco così. La ricetta originale, che ho trovato quì, prevede l’utilizzo della double cream, una panna molto grassa introvabile in Italia, io l’ho sostituita con della comune panna fresca.
Io confesso, sono un caffè-dipendente. Ho iniziato a berlo tardi, durante l’Università e da allora ho cominciato ad amarlo.
Oggi vogliamo dirvi qualche curiosità su una delle bevande più consumate al mondo. Piccole curiosità che magari non tutti sanno. E ovviamente, ditemi: siete anche voi “caffeinomani”?
Non so voi, ma nonostante il mio amore per il caffè, l’estate mi riesce davvero difficile berlo appena fatto, caldo fumante. Oltre a berlo freddo o nella classica versione di granita con panna, io lo adoro shakerato. Farlo è molto semplice.
Consiglio sempre di preparare il caffè al momento, ma se lo avete già fatto in precedenza lo potete usare tranquillamente. Se non avete uno shaker in casa prendete un comune barattolo di vetro con il tappo. Aggiungete per ogni tazzina di caffè un cucchiaino e mezzo di zucchero o di miele e 2 cubetti di ghiaccio.
Più caffè fate più il barattolo deve essere capiente. Agitatelo energicamente finché non sentirete più il rumore del ghiaccio. A questo punto tutti gli ingredienti saranno miscelati e avrete anche un’adeguata schiuma. Servite in un bicchiere ampio, come la coppa martini o in una tazza di vetro alta.
C’è chi la chiama coppa dell’amicizia, c’è chi la chiama grolla… comunque vada chiamata, serve per bere il caffè in Val d’Aosta, dove prenderne uno significa fare una vera e propria esperienza unica da condividere con chi si vuole bene. Questo recipiente, infatti (che vedete nella foto), da cui tutti i commensali bevono, si passa di mano in mano e contiene un buon caffè caldissimo e alcolico. Pare che sia proprio da qui che venga il famoso detto “chi beve da solo si strozza”! Se siete su in questo periodo, provatelo con i dolci di Carnevale.
Cosa vi occorre per 4 persone: 4 tazzine di caffè forte e non troppo ristretto, 4 tazzine di grappa valdostana, 2 tazzine di genepì, buccia di limone e zucchero q.b.
Come si prepara: versate nella coppa dell’amicizia 2 cucchiaini di zucchero a persona, quindi aggiungete il caffè bollente, la grappa e il genepì, quindi scaldate la grolla sul fuoco (se è fatta di un materiale adatto) oppure a bagnomaria. Profumate il caffè con la buccia di limone, infiammate il liquido, quindi spegnete il fuoco coprendo la grolla con il suo coperchio e servite subito: il caffè andrà bevuto direttamente dai beccucci.
Foto | Flickr

La settimana scorsa vi avevo dato notizia dell’iniziativa torrefazioni aperte, essendo per prima curiosa di tutto ciò che il bel paese sa regalarci, mi sono recata alla torrefazione di Roma Paranà. Abbiamo iniziato la visita parlando delle differenti cultivar del caffè, potendole osservare sia verdi che dopo la tostatura. L’assaggio del singolo chicco è un’esperienza molto divertente per capire il sapore che poi avrà il caffè macinato.
Ogni buona torrefazione dovrebbe tostare singolarmente le differenti cultivar per assicurare una tostatura omogenea. Altro importante dettaglio per capire se una miscela è di qualità è l’omogeneità dei chicchi, ovvero, anche se provenienti da cultivar differenti, questi devono essere tutti dello stesso calibro e non spezzati. Bisogna quindi, allungare l’occhio nell’imbuto del macinino!
A quanto pare, è sbagliata anche la regola per la quale il cucchiaino di zucchero che viene messo nel caffè, qualora sprofondasse lentamente costituirebbe indice di qualità. Per quel che riguarda la consistenza della crema, è importante e gli esperti ci insegnano che deve essere omogenea e che la quantità è la persistenza sono legate al tipo di caffè scelto e non alla qualità.
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Se vi capitasse di trovarvi a Teramo ed aveste voglia di un buon caffè vi consiglio la caffetteria Grande Italia. Sito sul corso, si presenta con un edificio elegante ed importante. Il personale è davvero gentile, ci sono andata diverse volte e sono stata servita sempre velocemente e col sorriso. Contrariamente all’aspetto, che potrebbe far pensare a prezzi elevati, il caffè costa €0,80 ed è completo di bicchiere d’acqua ed un mignon della loro pasticceria.
Potreste trovarvi un mini cannolo siciliano, un millefoglie o qualcos altro. Pasticceria accurata, creme ben fatte, paste friabili. Ci si può anche fermare per lo spuntino del pranzo, ed allora a farla da padrone sono i tramezzini, cornetti salati farciti e rustici vari. Ogni volta che mi trovo a Teramo, la pausa caffè me la concedo sempre in quel bar, perchè allo stesso prezzo degli altri, trovo un servizio migliore. E’ sempre aperto e non dispone di un parcheggio poichè il corso è area pedonale.
Cafè, pasteicceria, gelateria
Grande Italia.
in piazza dei Martiri della libertà 1
tel. 0861. 247886
Le Feste sono finite, ma se avete voglia di un altro abbraccio dolce e di un tenero bacio al cioccolato, riprendete in mano la ricetta delle praline al cacao che vi ho proposto la scorsa settimana e seguitemi alla scoperta della variante alle nocciole.
Cosa vi occorre: oltre agli ingredienti già indicati, 100 g di nocciole e zucchero q.b.
Come si preparano: eseguite il procedimento già illustrato, fino al momento in cui otterrete il composto da cui fare le praline. Aiutandovi con un cucchiaio, formate dei quadratini o dei rettangolini anziché delle palline; intanto tostate le nocciole per un paio di minuti in forno al grill, sbriciolatele, mischiatele alo zucchero e ripassatele al grill finché lo zucchero non si caramellerà. Fate raffreddare, poi passateci le praline da tutti i lati per farlo aderire. Servitele con il caffè, oppure come accompagnamento a un bel gelato o, se preferite, a uno yogurt.
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Oggi ho per voi una curiosità da ultimo dell’anno che mi sembrava alquanto interessante: come sapete in questo periodo vengono pubblicizzate le nuove edizioni di vocabolari e dizionari che arrivano in libreria freschi di stampa e zeppi di neologismi e forestierismi, cioé i termini stranieri che entrano nell’uso corrente della lingua italiana.
Ma non solo da noi: pare, infatti, che nel nuovo Dizionario di tedesco della Zanichelli, quanto a termini mangerecci (di cui l’Italia è leader assoluto dell’export) accanto agli ormai tradizionali ‘pizza’, ’spaghetti’, ‘mozzarella’, ’salame’ e ‘mortadella’, si possano trovare anche ‘rucola’, ‘gnocchi’ e ‘bruschetta‘.
Se alcuni termini erano più che prevedibili, vedi ‘caffé’, ‘cappuccino’ e ‘latte macchiato’, l’inserimento di ‘parmigiano’ e ‘aceto balsamico‘ è il segno che i riconoscimenti Dop e Igt che ci dà l’Unione europea, oltreconfine sono seguiti accanitamente.
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Se siete stati invitati a un cenone di Capodanno in casa di amici, non volete presentarvi a mani vuote ma vi hanno tassativamente proibito di portare qualunque cosa che sia commestibile, ho un’idea per voi. No, non si tratta del solito vischio, ma è comunque un presente in tema ‘buona fine e buon principio’: un calendario goloso.
Ce ne sono per tutti i palati e per tutte le tasche: uno dei classici è certamente quello del caffè Lavazza, che per il 2010 si affida alla musica, capace di volteggiare nell’aria proprio come l’aroma di un espresso appena fatto. Sfogliando le sue pagine si trovano pin-up anni Cinquanta e immagini che fanno vivere, anche se solo sulla carta, pezzi come ‘Con te partitò’, ‘Baciami piccina’, ‘O sole mio’, ‘Nessundorma’.
Per i più golosi, coloro, cioé, per i quali il cibo è anche una gioia degli occhi, ecco i calendari 2010 da stampare dal sito di Alimentipedia, dedicati alla pasta e al cioccolato. La prima è celebrata da immagini simbolo come quella di un giovanissimo Alberto Sordi che disquisisce con un maccherone in ‘Un americano a Roma’, ma anche da magnifici piatti come gnocchetti o linguine al pesto. Non da meno le pagine al cioccolato, che spaziano tra praline, tavolette, tartufini, muffin e, ovviamente, l’immancabile locandina di Chocolate.
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Oggi prepariamo dei dolcetti per le feste di Natale, che richiedono una preparazione molto rapida e semplice. Potrete poi decorarli a seconda della vostra fantasia, per renderli più natalizi.
Cosa ci occorre: 125 grammi di burro; 250 grammi di cioccolato fondente; 170 grammi di zucchero a velo; un caffè; pochissimo rum.
Montate il burro con lo zucchero a velo e quando il composto sarà morbido, unite il caffè corretto con un goccio di rum. Intanto sciogliete il cioccolato a bagnomaria e lasciatelo raffreddare. Unite i due composti, mescolando bene. Infine formate delle palline e guarnitele con lo zucchero a velo e con ciò che preferite.
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