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Tutti gli articoli con tag capodanno

L'insalata d'aragosta per le feste

pubblicato da lorenza barletta

aragostaEcco una proposta di ricetta per chi vuole strafare durante le feste: un’insalata a base di aragosta, che apra però una cena altrettanto importante e sempre a base di pesce.

Vediamo cosa ci occorre per 4 persone: 4 aragoste di circa 300 grammi; 4 cipollotti; 1 mazzetto di erbette; 200 grammi di soncino; 50 grammi di gherigli di noci; il succo di mezzo limone; 2 cucchiai d’olio; 2 cucchiai d’erba cipollina; sale e pepe in grani.

Portate a bollore una pentola con acqua salata e aggiungeteci i cipollotti mondati e lavati, le erbette e alcuni grani di pepe. Legate le aragoste con lo spago assieme a delle piccole tavolette di legno e immergetele in quest’acqua. Cuocete per 20 minuti; poi spegnete e lasciate per altri 20 minuti a fuoco spento. Poi scolatele e tagliatele in due pezzi, liberandole dalla corazza. Disponetele su dei piatti, decorate co cipollotto tagliato a metà, un po’ di soncino e alcuni gherigli di noce. Preparate una vinaigrette emulsionando l’olio e il limone, con l’erba cipollina e un pizzico di sale. Condite con la vinaigrette.

Foto | Flickr

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Ricetta secondo: terrina di coniglio e sardine

pubblicato da pietro russino

coniglioQuesta ricetta è la rivisitazione di un accoppiamento inconsueto, ma che dà comunque un ottimo risultato.

Per preparare questo piatto, che potrebbe essere un’ottima idea per Natale o capodanno, ci occorrono: la polpa di un coniglio intero, 200 grammi di sardine fresche, uno spicchio d’aglio, vino bianco, 2 cucchiai di mandorle bianche, un dado di gelatina istantanea, olio extravergine d’oliva, un rametto di timo, sale e pepe.

Riunite in una ciotola la polpa del coniglio, le sardine pulite, il timo e l’aglio tritato. A questo punto insaporite con il vino bianco, circa un bicchiere, e dopo aver aggiunto l’aglio tritato, ponete il composto in frigo per circa 4 ore. Tirate fuori dal frigo e dopo aver privato il composto del liquido, sistematelo in una terrina, aiutandovi con un cucchiaio e intervallando uno strato di polpa ad uno strato di mandorle, per finire con le mandorle. Coprite la terrina e lasciate cuocere per un’ora e mezza. Nel frattempo preparare la gelatina che vi servirà per coprire la terrina cotta. Dopo aver fatto quest’ultimo passaggio, ponete in frigo e servite solo quando la gelatina sarà solida.

Foto | Flickr

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Antipasti per Capodanno: mousse di crudo al radicchio

pubblicato da lorenza barletta

mousse prosciuttoSe volete preparare una ricetta sfiziosa per la vostra tavola di Capodanno, provate con questa mousse di prosciutto crudo da inserire in degli eleganti bicchierini.

Quello che vi occorre per la preparazione è: 250 grammi di prosciutto crudo; 100 grammi di burro; mezzo cespo di radicchio trevigiano; 200 ml di panna fresca; un mazzetto di timo; 6 grammi di gelatina in fogli; mezzo bicchierino di Marsala; sale e pepe.

Immergete la gelatina in acqua fredda; tenete da parte 4 fette di prosciutto e tritate grossolanamente quello che resta. Poi passatelo al mixer col burro e il timo, fino ad ottenere un composto omogeneo. Lavate il radicchio e tritatelo; poi mettetelo in una padella antiaderente e fatelo appassire per qualche minuto. Poi montate la panna ben fredda e incorporatela pan piano al composto di prosciutto, salando e pepando. Foderate 4 bicchieri bassi e larghi con le fette di crudo e versateci dentro la crema, aiutandovi con una tasca da pasticciere. Guarnite col radicchio e fate rassodare in frigo un’ora prima di servire.

Foto | Flickr

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Pranzo di Natale a 10 euro? Si può

pubblicato da roberta

Le Feste sono un’ottima occasione per riunire famiglie e amici intorno a un tavolo, o meglio, a una tavola apparecchiata, ma tra regali, pensierini, addobbi e cotillon il portafoglio si svuota anche della tredicesima e dover organizzare cenoni e pranzi rischia di diventare una fonte di preoccupazione anziché di gioia.

In realtà basta avere qualche piccola accortezza per riuscire a preparare un pranzo di Natale e un cenone di Capodanno rispettivamente con 10 e 17 euro a commensale facendo una splendida figura: innanzitutto utilizzare prodotti italiani e non importati, recuperare ricette povere della tradizione e ridurre le porzioni in modo da evitare gli sprechi.

I consigli vengono da fonte più che autorevole, l’Accademia italiana della cucina, che puntualizza quanti avanzi finiscano nella pattumiera durante i giorni di festa: sembra addirittura il 20% delle pietanze preparate, soprattutto antipasti, dolci e contorni. Ma l’Aic si spinge anche oltre e suggerisce due facili ed economici menu per le ricorrenze principali: spaghetti con mollica di pane e acciughe, pasta e ceci, stoccafisso con patate e insalata per la Vigilia; tortellini in brodo o lasagna vegetale, cappone e lenticchie per San Silvestro. Da aggiungere, poi, frutta, dolci, vini e spumanti, ma rigorosamente made in Italy.

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Idea per il Capodanno a Firenze: a teatro per “La cioccolata: colloquio a uno”

pubblicato da arietta

Siete già ampiamente stufi di sentire parlare di cena della vigilia, pranzo di Natale e compagnia bella? State già in fibrillazione pregustandovi la notte di San Silvestro ma ogni vostra manifestazione di gioia viene irrimediabilmente spazzata via dal vostro lui che si rifiuta di partecipare al tradizionale, noiosissimo veglione?

Perché non valutate l’idea di un Capodanno alternativo, magari…a teatro? L’idea che vi proponiamo è lo spettacolo “La cioccolata: colloquio a uno” che si terrà al teatro Everest di Firenze, nel corso del quale Alessandro Riccio vestirà i panni di diversi personaggi (da Montezuma a un dietologo tedesco) che racconteranno storie più o meno verosimili sulla cioccolata e sul rapporto di amore-odio che hanno con essa. Questo il motto: “Gli esseri umani si dividono in due categorie: quelli a cui piace il cioccolato e quelli che non vogliono ammetterlo”.

Nota per i tradizionalisti: non temete, dopo lo spettacolo non mancheranno buffet e brindisi di mezzanotte.

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A capodanno stappa una bottiglia di…birra!

pubblicato da arietta


Il buon vecchio spumante per brindare allo scoccare della mezzanotte? Roba da anteguerra. Almeno secondo Luxgallery, sito che di moda e di lusso se ne intende. Sembrerebbe infatti che la tendenza attuale sia quella di stappare una bottiglia di…birra. Artigianale per la precisione.

Si tratta delle c.d. “birre di Natale”, che

vengono prodotte stagionalmente, sono adatte ai climi freddi, tanto che gli inglesi le chiamano “winter warmer”, ovvero, “che scaldano l’inverno”. Solitamente si tratta di birre alcoliche, spesso speziate e generalmente sono servite a temperature ambiente. Sono “da meditazione” ma sposano bene con le pietanze sulle tavole natalizie.

Qui trovate varie proposte, da quella che si adatta al dessert al cioccolato a quella aromatizzata al caffè, da quella alle castagne a quella con un retrogusto di miele. Theresianer presenta una birra di Natale vestita a festa in edizione limitata (solo 2000 bottiglie), da gustare in calici di vetro a coppa, con sentori di liquirizia, frutta secca, caffè tostato e cannella.

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Tavola di Natale: ma quanto sei cara?!

pubblicato da roberta

Brutte notizie in arrivo per tutti coloro i quali hanno l’abitudine di festeggiare il Natale o il Capodanno, insomma, di consumare il tradizionale cenone al ristorante.

Secondo Fipe-Confcommercio, infatti, sarebbero in agguato rialzi di almeno il 5%, cioè una situazione inflattiva definita preoccupante: in pratica se l’anno scorso mangiar fuori la vigilia costava in media 45 euro a persona, quest’anno ne costerà minimo 47, mentre a San Silvestro si passerà dagli 87 euro del 2006 ai 91 del 2007.

Le motivazioni dei rincari, sempre a detta degli esperti, sarebbero soprattutto l’impennata degli affitti dei locali adibiti a ristorante, che graverebbero di più su chi ha esercizi nelle zone centrali delle città. Per combattere gli aumenti, i ristoratori potrebbero fare maggior attenzione alla scelta dei fornitori; da parte nostra noi clienti potremmo diversificarci un po’, ad esempio non pretendere tutti gli stessi cibi solo perché ‘è tradizione’: questo fa inevitabilmente levitare i prezzi di quel determinato cibo verso l’alto.

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