
Io gli ho dato il nome di carbonara d’autunno; si tratta di una semplice pasta alla carbonara, in cui è previsto l’aggiunto di uno degli ingredienti tipici di questa stagione, la zucca.
Per 4 persone gli ingredienti sono: 350 grammi di pasta (io ho preferito quella corta, tipo mezze penne); mezza zucca di quelle piccole; mezza cipolla tritata; 1 pezzo di guanciale tagliato spesso; latte; formaggio grattugiato in abbondanza; 4 uova; sale e pepe.
Iniziamo dalla zucca, che è la più lunga da cuocere: tagliatela a pezzi abbastanza piccoli e poi mettetela a cuocere con del sale ed un po’ d’acqua, finchè non si sarà ammorbidita. A parte, in un’altra padella, fate soffriggere la cipolla e poi aggiungete anche il guanciale, tagliato a pezzi. In una ciotola sbattete le uova, con un po’ di latte, abbondante formaggio, sale e pepe. Quando tutto sarà pronto, scolate la pasta e amalgamatela dapprima con la zucca, poi col guanciale e, infine, a fuoco spento, con l’uovo sbattuto. Aggiungete ancora pepe e formaggio e buon appetito!
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Pensavate che i vegetariani si privassero di uno dei più grandi piatti della tradizione culinaria italiana? Beh vi sbagliate di grosso; date un occhio a questa ricetta …
Per 4 persone occorrono: 400 grammi di spaghetti; 3 uova; 2-3 cucchiai di latte; formaggio grattugiato; pepe; una confezione di seitan affumicato; burro; sale.
Tagliate a pezzi il seitan e fatelo soffriggere per qualche minuto in una padella con il burro. A parte sbattete le uova con un pizzico di sale e pepe, il latte e 2 cucchiai di formaggio grattutgiato. Una volta scolata la pasta, spegnete il fuoco e mescolate tutte e tre le cose. Un’altra spolverizzata di formaggio e di pepe e il piatto è servito!
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A volte si fanno degli errori, e il fatto che ci si trovava a passare di là e che era l’ora di pranzo della vigilia di Ferragosto, non sono giustificazioni sufficienti. Eppure a volte ci si casca, ed è quello che mi è successo all’osteria La Lanterna a Torrevecchia. Certo, trovare un locale aperto a pranzo a Roma il 14 agosto può essere un’impresa disperata, e a volte dalle imprese disperate, è meglio desistere.
Il ristorante si presenta come un’osteria di campagna, di quelle che si potrebbero trovare in qualunque paese della provincia in cui gli avventori passano per caso: stile rustico, come l’approccio dei camerieri, arredamento alla buona. Ma il cibo non mantiene le promesse di genuinità: accettabili sono solo gli spaghetti alla carbonara, mentre l’amatriciana è preparata con appena un’ombra, un’essenza di quello che dovrebbe essere guanciale e le penne all’arrabbiata sono piccanti da far uscire gli occhi fuori dalle orbite.
Non tutti hanno il coraggio di ordinare il secondo, sarà la calura che esige pasti leggeri, ma gli involtini alla romana sono senza infamia e senza lode, con il sugo di pomodoro che affoga nell’olio. Bocciati anche i contorni più semplici: l’insalata e la cicoria all’agro che vengono servite già condite (ma allora uno che le chiede a fare all’agro?!). Anguria e ananas nella media, almeno la frutta la sanno scegliere.
Osteria La Lanterna
Via di Torrevecchia, 565
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Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della “Pitina della Valtramontina” un salume di carne ovina prodotto nell’omonima valle friulana, che ha la caratteristica forma a polpetta avvolta in farina di polenta.
La preparazione con la farina di polenta non richiedeva particolari attrezzature, considerato che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e conservarla, e quindi era possibile prepararla ovunque.
Una volta preparata la “polpetta di carne” dissosata, questa polpetta veniva avvolta nel sale, pepe e farina di polenta, aromatizzata con le erbe di montagna, quindi il preparato veniva poggiato sotto la cappa del camino del focolare ad affumicare e lì rimaneva per alcuni giorni. Anticamente dopo la prima asciugatura vicino al fuoco, la Pitina veniva mantenuta nel “camarin”, un ambiente fresco e ventilato per un’ulteriore esicattura nel tempo.
Continua a leggere: La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara
Non sapevo che in Francia si dilettassero in questi esperimenti di “alta cucina”…
Io sinceramente, da buona romana, avrei bisogno di un po’ di tempo per decidere, ma sembra che invece gli italiani abbiano le idee chiare, dal momento che il 55% ha incoronato gli spaghetti alla carbonara il primo piato più amato d’Italia, contro il 34,5 che ha votato per l’amatriciana.
In realtà la disputa è allargata: si tratta di schierarsi dalla parte di quelli che preferiscono condire la pasta con il pomodoro o, viceversa, con quelli che la preferiscono in bianco (la pancetta c’è comunque ed è una garanzia). La carbonara, comunque, tornando ai dati della Montorsi Axis research, la amano ovunque, anche al nord e nelle isole (alla faccia della polenta), prediletta soprattutto dagli uomini e dai giovani (perché a digerirsi a volte ce ne vuole).
Se volete fare un ripassino di amatriciana, comunque, la 42esima sagra a lei dedicata è in corso ad Amatrice, provincia di Rieti. Se non fate in tempo, potete sempre ripiegare, dal 25 al 28 settembre, su “I primi d’Italia”, manifestazione che a Foligno celebrerà la pasta con villaggi del gusto sparsi per tutta la città.
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Sono mesi che ci giro attorno, mesi che vado a comprare un formaggio, un salume o un buon vino ogni tanto. Finalmente giovedì sera ho preso la decisione, ho cenato da Roscioli a Roma, e devo dire che sono rimasta davvero soddisfatta.
Come prima cosa è arrivato il cestino dei pani, sui quali ci siamo avventati senza ritegno, pane casereccio irresistibile, soprattutto quello al pecorino con tocchetti di prosciutto crudo Patanegra e la pizza bianca.
Abbiamo iniziato la cena con un misto di salumi (prosciutto crudo di parma, chorizo, coppa), una favolosa burrata di Andria spolverata di cannella accompagnata da pomodorini pachino secchi, una cosa fenomenale.
Come primo ho voluto provare la carbonara, premiata come la migliore di Roma dalla rivista del Gambero Rosso. Buona, molto buona! Ma non erano da meno gli altri piatti della tavolata, come l’hamburger di fassona piemontese con cheddar di alta qualità, maionese e salsa a bloody mary maison; oppure il brodetto con baccalà e crostacei, o ancora i tortiglioni con i broccoletti.
Alle rivisitazioni oltreoceano dei piatti forti della cucina italiana, eseguiti da sedicenti cuochi, internet ci aveva già abituato, ma si sa, quando i palati più o meno fini sono quelli delle star di Hollywood, la curiosità aumenta…
Stando a quanto pubblicato dal periodico americano Metropolitan Post, ci sono alcuni vip che hanno delle abitudini alimentari a dir poco singolari, che hanno a che fare con ricette tradizionali del Belpaese: pare, ad esempio, che Mariah Carey, in questo periodo ai vertici delle classifiche con il nuovo album, ogni mattina a colazione si faccia preparare stringozzi in carbonara di carciofi, tartufo e uova di quaglia (ma i soliti bene informati dichiarano che non si alza mai prima di mezzogiorno, quindi più che una colazione è un brunch). Pare che la pop star li abbia assaggiati la prima volta a Roma al Julian Café e ne sia stata letteralmente conquistata.
Non solo: Madonna, come tutti sanno, vanta origini italiane e pare se ne ricordi soprattutto di notte, quando le viene il languorino e butta giù dal letto i suoi cuochi di fiducia per farsi preparare nientepopodimenoché gli arrosticini di pecora. Michael Jackson, invece, adora il tiramisù, ma, in corrispondenza con le prescrizioni del suo dietologo di fiducia, non lo gusta come dessert, alla fine del pasto, bensì come antipasto, prima di mangiare. Infine, Marilyn Manson durante i suoi tour in Italia pare si sia innamorato del risotto alla milanese che riproduce a casa sua con una variante al peperoncino: cambia il sapore, ma soddisfa il palato.
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Dopo il rivoltante video sulla carbonara, questa gentile ragazza texana ci mostra come preparare una “panzanella” con pane tostato, peperoni, feta (!), cetrioli, limoni e mostarda di Digione (!!)…
Ecco il video con l’elenco completo degli ingredienti:
Qui trovate invece il video che mostra lo splendido risultato finale…
Volete sapere come si prepara la vera pasta alla carbonara? Beh, non date ascolto a quello che vi dicono nei vari blog di cucina…guardate il video e questo genio italo-newyorkese vi mostrerà la ricetta originale delle “fetucinicarbonara”…
Che tristezza…