Volete sapere come si prepara la vera pasta alla carbonara? Beh, non date ascolto a quello che vi dicono nei vari blog di cucina…guardate il video e questo genio italo-newyorkese vi mostrerà la ricetta originale delle “fetucinicarbonara”…
Che tristezza…
L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo virtuale cuochi italiani (Gvci) e ha riscosso successo in 70 Paesi del mondo che vogliono evitare eventuali ‘taroccamenti’. Il simbolo? Non poteva essere più appropriato: gli spaghetti alla carbonara, piatto della migliore tradizione romanesca.
Sembra che nel mondo proliferino, a vario titolo, sedicenti ristoranti italiani: tremila nel solo Giappone, dieci nuove pizzerie al mese a Mumbai, in India, inquietanti scuole di cucina italiana tenute da chef cinesi e coreani vedono la luce rispettivamente a Shangai e Seoul. Il motivo? Risiede nella scienza: gli italiani vivono in media 83-84 anni e il segreto, secondo chi ci guarda dall’estero, deve stare nell’alimentazione.
Tutto ciò è certamente vero, ma anche noi abbiamo bisogno di tutelare la nostra tipicità, seppur le pallide imitazioni della cucina italiana in the world non ci preoccupino poi tanto. La principale ragione sono le materie prime (uniche e irriproducibili, spesso da regione a regione addirittura da città a città nel Belpaese), poi la cultura: in molti Paesi mangiare equivale a nutrirsi, da noi è ‘qualcosina’ di più, e non solo al ristorante, ma anche sulla tavola delle famiglie. Capito?
Oggi vanno di moda le “carbonare alternative”: non c’è ristorante di pesce che non proponga la sua speciale carbonara ai molluschi o con cubetti di pesce spada…per non parlare delle versioni vegetariane che altro non sono se non piatti di pasta con verdure il cui sapore risulta completamente coperto dalle uova “più o meno frittellate in padella” o addirittura da panna o creme varie…
La mia opinione è che l’unica ed immodificabile Carbonara prevede un soffritto di guanciale ed una salsa fatta col tuorlo d’uovo, aggiunta necessariamente dopo aver
impiattato la pasta (altrimenti l’uovo si cuocerà troppo col calore della padella e perderà la sua cremosità); il tutto ricoperto da abbondante pecorino e abbondantissimo pepe. Dico questo perché secondo me la qualità della ricetta sta proprio nell’equilibrio che si viene a creare tra la tendenza dolce dell’uovo, la succulenza del guanciale e la speziatura del pepe; è semplicemente un’eresia cancellare il sapore delicato dei molluschi con l’uovo o aggiungere tendenza dolce ad altra tendenza dolce con zucchine, zucca, melanzane ecc…
Ogni volta che leggo su un menu “carbonara ai frutti di mare” mi piange il cuore e mi sembra come se si rubassero i diritti d’autore alla vera e tradizionale gastronomia romana.
La foto è tratta dal sito: www.answers.com