
Anche i cavolfiori stanno finendo per lasciar posto alle verdure primaverili, ma trovandone ancora ed a prezzi molto competitivi, provateli in una insolita aglio olio e peperoncino. Gli ingredienti sono: 1 cavolfiore; 1 o 2 spicchi d’aglio; olio extra vergine di oliva; sale, peperoncino q.b. Sceglietevi il formato di pasta che più vi piace.
Lessate il cavolfiore con un cucchiaio di aceto, per attutirne l’odore, e del sale. In una padella mettete l’olio, l’aglio ed il peperoncino. Unite poi il cavolfiore e fate cuocere per una decina di minuti.
Cuocete la vostra pasta in acqua salata e prima che termini del tutto la sua cottura, scolatela ed unitela al vostro condimento, così da legare bene i sapori. Semplice e gustosa, a patto che vi piaccia il piccante.
È il più delicato della famiglia dei cavoli e in questi giorni al mercato lo potete trovare freschissimo praticamente ovunque. Occhio, però: il cavolfiore bisogna saperlo scegliere e, per gustarlo al meglio, bisogna anche saperlo cucinare. Oggi ci proviamo con questo sformato sostanzioso, ottimo come piatto unico.
Cosa vi occorre: 1 cavolfiore, 200 g di riso, 1 cipolla, besciamella, olio e burro q.b., parmigiano grattugiato in quantità, pangrattato.
Come si prepara: pulite bene il cavolfiore privandolo delle foglie esterne, lavandolo e tagliando tutte le cimette che lesserete in acqua salata. Una volta cotte, conservate l’acqua di cottura: in metà di essa bollite il riso, scolatelo, soffriggetelo in padella con del burro e conditelo con il parmigiano. In una pirofila imburrata sistemate uno strato di riso, poi il cavolfiore, la besciamella, il parmigiano e fiocchetti di burro. Continuate così gli strati fino all’esaurimento degli ingredienti, terminando con parmigiano, fiocchetti di burro e qualche cucchiaiata di pangrattato per facilitare il gratin. Passate in forno caldo fino a doratura della superficie.
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Tra i protagonisti più nutrienti e salutari dei mercati invernali c’è lui, il cavolfiore, che possiamo ritrovare sui banchi del mercato sotto forma di più varianti. Può essere bianco, il quale si può apprezzare anche da crudo; verde, delicato e di breve cottura; e viola, dal sapore più forte. In cucina è utilizzato per arricchire minestroni e zuppe varie ma funge anche da protagonista assoluto per alcuni contorni.
Una volta lessato, infatti, può essere gratinato, impanato o fritto in padella. L’unico neo è il suo odore, che non piace proprio a tutti. Se volete attenuarlo, aggiungete all’acqua di cottura un po’ di aceto, o di vino oppure un pezzo di pane raffermo, i quali assorbiranno gli odori sgradevoli.
Al momento dell’acquisto, scegliete quello con le foglie più persistenti e ben croccanti, col torsolo sporgente alla base e con le cimette prive di punteggiature nere. Può essere conservato in frigo per 4-5 giorni, meglio se in un sacchetto di carta. Mentre se volete conservarlo già cucinato, durerà in frigo al massimo per un giorno.
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Siamo ormai in autunno e anche le nostre abitudini alimentari subiscono delle variazioni, come il tempo. Un libro interessante con moltissimi consigli di ricette autunnali è L’autunno. In giardino e nell’orto, in casa e in tavola edito da Food Editore. Il libro è diviso in tre sezioni: il calendario dei lavori (che suggerisce cosa fare in giardino e nell’orto mese per mese); l’autunno in casa (con indicazioni su come arredare la tavola in maniera originale) e le ricette d’autunno (in cui si presentano diverse ricette di antipasti, primi, secondi e dolci).
Le ricette sono di Licia Cagnoni e Simone Rugiati. Si tratta di ricette abbastanza semplici, molte delle quali sono arricchite da suggerimenti interessanti per personalizzarle o variarle. Ovviamente gli ingredienti principali sono quelli di stagione. Tra le varie ricette mi è particolarmente piaciuta quella del tortino di zucca con semi di papavero (pagina 80), che ritroviamo anche in copertina, e che vado ad illustrarvi.
Ridurre in dadolata 1 carota, 1 patata piccola, 200 gr di polpa di zucca, 1 costa di sedano e 1 cima di cavolfiore; affettate a julienne 1/4 di verza; tritate 1 scalogno e lasciatelo appassire in una casseruola con 50 gr di burro e 1 spicchio d’aglio pelato e aperto a metà. Non appena lo scalogno diventa trasparente, togliete l’aglio e aggiungete la patata; lasciate passare 3 minuti e incorporate la zucca, le carote e il sedano. Fate cuocere per altri 3 minuti a fiamma viva e unite la verza e il cavolfiore e condite con timo fresco, sale e pepe. Bagnate di tanto in tanto con del brodo vegetale e mescolate spesso. Alla fine aggiungete una manciata di spinaci tagliati finemente.




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In questo periodo il cavolfiore è uno degli ortaggi che va per la maggiore, specie fra chi è estremamente attento a scegliere sempre verdure di stagione. Però sfido chiunque a non aver mai avanzato del cavolfiore lessato. Cosa fare in questi casi per riciclarlo nel modo più gustoso possibile? Io vi suggerisco questa ricetta, quella delle polpette di cavolfiore: primo perché sono proprio buone, secondo perché le polpette piacciono sempre a tutti, per quella loro simpatica forma da addentare in un sol boccone. In questa versione le ho fritte, ma per una variante più salutare potete cuocerle in forno ben caldo, dopo averle irrorate di un filino d’olio, fino a doratura.
Ingredienti: un piccolo cavolfiore; pane raffermo q.b.; parmigiano o pecorino grattugiato a piacere (abbondare, visto il sapore dolciastro del cavolfiore); 1 uovo; poco latte; sale; pepe; pangrattato q.b.; olio d’oliva per friggere.
Lessare il cavolfiore nella pentola a pressione e lasciarlo raffreddare. Mettere il pane raffermo nel latte ad ammorbidire. Strizzare bene il pane ed aggiungerlo al cavolfiore raffreddato, unire il formaggio grattugiato, l’uovo, il sale e il pepe, aggiungendo anche del pangrattato se dovesse risultare troppo liquido. Amalgamare bene il tutto con le mani, formare le polpette (l’operazione potrebbe risultare un po’ delicata perchè l’impasto rimane molto morbido) e passarle nel pangrattato. Friggere in abbondante olio bollente.
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Il cavolfiore non è sicuramente un ingrediente nuovo sulle nostre tavole; innumerevoli ricette ne fanno il protagonista di piatti prelibati.
D’altra parte già gli antichi romani ne apprezzavano il sapore e lo utilizzavano anche come pianta medicinale. In epoca moderna è stato poi scoperto essere ricchissimo di vitamina C e carotene, elementi importanti per proteggere il nostro organismo dall’invecchiamento.
Forse il suo unico aspetto negativo risulta essere l’odore sgradevole che invade la nostra casa durante la cottura; eppure non tutti sanno che basta adottare dei piccoli accorgimenti per eliminare o almeno attenuare fastidioso difetto: durante la cottura, aggiungete nella pentola un piccolo quantitativo di succo di limone o un cucchiaio di aceto di vino e il cattivo odore sparirà…provare per credere.
La foto è tratta dal sito: www.albanesi.it