Un piatto che si può servire anche freddo, da poter gustare in compagnia dei vostri commensali, senza l’ansia del dover finire di preparare quando gli ospiti sono già arrivati.
Gli ingredienti per 4 persone sono: 600 grammi di filetto di maiale; 60 grammi di zucchero di canna; 500 grammi di ciliegie marasche denocciolate; zenzero grattugiato; olio evo; sale e pepe.
Preparate il filetto massaggiando per bene la carne con sale, pepe ed olio. Cuocetelo in forno, senza l’aggiunta di niente, finchè non si sarà ben dorato. Poi lasciatelo raffreddare e intanto preparate la salsa d’accompagnamento: in una casseruola versate lo zucchero, le ciliegie e lo zenzero. Dovrete ottenere un composto morbido di ciliegie intere. Tagliate il filetto a fettine e sistemate in un piatto da portata, coprendo con le ciliegie.
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Diversamente dalle ciliegie dolci, appartenenti alla specie del Prunus avium, le marasche fanno parte della categoria delle ciliegie “aspre”, più acidule ed appartengono alla specie del Prunus cerasus, cioè il ciliegio selvatico, presente in Italia fino ad altezze di 1800 metri di quota e per questo chiamato anche ciliegio montano.
Le ciliegie marasche sono frutti di un colore rosso chiaro, a forma di sfera, e leggermente appiattite in corrispondenza del peduncolo. Si differenziano dalle altre appartenenti alla classe delle ciliegie acide: l’amarena, dal retrogusto mandorlato e la visciola, di piccole dimensioni e di colore rosso vinoso scuro. Nelle varie regioni questi frutti spesso presentano nomi diversi e sono confuse le une con le altre.
Sono tutte accomunate dal sapore acidulo e vengono poco consumate al naturale, mentre sono molto utilizzate in varie preparazioni gastronomiche, soprattutto per confetture, dolci, sciroppi e liquori; dalle marasche, in particolare, deriva il maraschino. Si impiegano tradizionalmente anche per conferire una nota agrodolce ai piatti, soprattutto a base di carne.
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Da un vecchio ricettario umbro ecco la ricetta delle ciliegie sotto spirito. Occorrono: 2 kg di ciliegie grosse con la polpa soda, mezzo litro di alcol puro, 500 gr di zucchero, 200 gr di rum, 30 gr di cannella in stecche.
Tagliate alle ciliegie metà del picciolo e tenetele al sole per un giorno intero. Quindi mettetele in un barattolo di vetro e pigiatele delicatamente, avendo cura di inserire di tanto in tanto un pezzo di cannella. Quando avrete riempito il barattolo, aggiungete lo zucchero, quindi versatevi l’alcool e infine il rum. Le ciliegie dovranno essere totalmente coperte di liquido: quindi, se necessario, aggiungete altro alcol o rum. Lasciate passare 3/4 ore, chiudete il vaso e tenetelo in un luogo buio e asciutto per un mese. Trascorso il tempo di riposo, potete mangiare le ciliegie sotto spirito.
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Una ricetta molto semplice che richiede solo tempo di lievitazione. Usate questi ingredienti: un cubo di lievito da 25 gr, 400 gr di farina di manitoba, 100 gr di burro, 100 gr di zucchero, i semini di una stecca di vaniglia, un uovo e tenete pronto del latte tiepido. Per il post lievitazione: ciliegie denocciolate e mandorle a fettine.
Di solito vado a occhio con le dosi, ma con 400 gr di farina viene di sicuro un panino piuttosto grande: per circa 6 persone, 1 fetta a persona. Schiacciate lievito e zucchero, poi mescolateli all’uovo. Lavorate con il burro ammorbidito, poi setacciate tutta la farina e miscelate i semini di vaniglia. Versate lentamente, a filo, il latte fino a che non riuscirete a formare una palla di impasto. Mettetela coperta in un posto caldo a lievitare per almeno 1 ora. Verificate poi: deve essere almeno raddoppiata.
Smontate l’impasto e unite le ciliegie a fettine e, se vi piacciono, anche delle mandorle. Disponete in una tortiera per plum cake e fate cuocere in forno caldo per 40 minuti circa a 180°. Verificate quanto è ancora lievitato e se sulla superficie ha assunto un color caramello. Da servire una volta raffreddata.
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Abbiamo detto ieri quali sono le tipologie di frutta e come classificarle. Adesso che le conosciamo parliamo dei loro valori nutrizionali: quanto ci fanno bene e quante e quando ne dobbiamo mangiare? Ci viene in mente subito il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”, che per anni le nostre mamme e nonne ci hanno ripetuto almeno due volte a settimana avvicinandosi a noi come la stregha di Biancaneve, con una bella mela in mano. Ma è vero? Direi proprio di sì e non solo la mela, ma anche il resto della frutta possiede straordinarie proprietà utili al nostro organismo.
Assumendo quotidianamente della frutta (non condita o elaborata), possiamo soddisfare il fabbisogno quotidiano di vitamine e sali minerali soprattutto. La cosa importante è che la frutta arrivi fresca sulle nostre tavole, poiché perde gradualmente il contenuto di vitamina subito dopo la raccolta: più è fresca, insomma, meglio ci fa. Evitiamo frutta fuori stagione, spesso è coltivata nelle serre o con prodotti fuori terra, due fattori che alterano tutte le qualità del prodotto e le sue caratteristiche organolettiche.
Cosa dobbiamo mangiare allora se vogliamo tenerci in piena salute? Se mangiamo 150 gr di albicocche fresce, riusciamo a coprire il 75% del fabbisogno giornaliero di vitamina A ed inoltre è ricca di magnesio, fosforo, potassio, calcio e ferro. Se invece mangiamo 150 gr di ciliegie possiamo assimilare il 16% del fabbisogno di vitamina C, altrimenti semplicemente 150 gr di kiwi per tutta la vitamina C di cui abbiamo bisogno. Se vogliamo fibra e polifenoli, che hanno potere ossidante, allora mangiamo almeno una mela al giorno (anche due!), mentre dedichiamoci alle prugne e alle susine per le vitamine A-B1-B2 e C. Se abbiamo bisogno di vitamina B5, invece, troviamo un albero di melograno e prendiamo un frutto! Il fico, infine, è portatore di magnesio, fosforo, potassio e zinco, nonché delle vitamine del gruppo B, comprese la B6 e la B5.
Ricetta per preparare dei dolcetti deliziosi a base di nocciole e con canditi.
Vediamo cosa ci occorre per la preparazione di questi biscotti: 50 grammi di farina bianca tipo 00; 100 grammi di nocciole sbucciate; 3 albumi; 200 grammi di zucchero; 30 grammi di ciliegie candite; un pizzico di sale e zucchero a velo.
In una ciotola ponete la farina e il sale, insieme le nocciole tritate. In un’altra ciotola montate gli albumi con lo zucchero e poi incorporatevi il miscuglio di farina e nocciole. Aggiungete le ciliegie candite, fatte a pezzettini. Foderate due placche con carta da forno e distribuitevi sopra dei mucchietti del composto, con un cucchiaino, a giusta distanza l’uno dal’altro. Infilate poi una ciliegina su ogni mucchietto e infornate a 180° e cuocete funchè l’impasto non si sarà indurito. Spolverizzate con un po’ di zucchero a velo e lasciate raffreddare.
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Se odiate trovare un vermetto mentre vi gustate una bella pesca succosa, nonostante sia segno di ‘naturalità’, e odiate ancora di più chi al riguardo vi dice: “Buono, sò proteine”, allora questa è la notizia che fa per voi…
A Carassi, in provincia di Ascoli Piceno, pochi giorni fa l’università Politecnica delle Marche e l’Assam, Agenzia dei servizi agroalimentari, ha presentato un nuovo metodo, tutto naturale, per contrastare il fenomeno dei vermi nella frutta che, soprattutto d’estate, sono capaci di rovinare interi raccolti (oltre che di rovinarvi la giornata).
Come funziona? Basta liberare nei frutteti vari ormoni della riproduzione, che non danneggiano i frutti ma confondono gli insetti, rendendo per loro pressoché impossibile l’accoppiamento e impedendo così che si moltiplichino. Alla presentazione, inoltre, sono stati anche diffusi i risultati di uno studio comparativo tra varietà di ciliegie, pesche, susine e albicocche, utile per indirizzare gli agricoltori verso frutta di qualità superiore, resistente ai parassiti e vantaggiosa dal punto di vista economico.
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