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Tutti gli articoli con tag cipolla

Certaldo: la cucina toscana a Boccaccesca 2008

pubblicato da marco paganini


La cittadina toscana di Certaldo (a 47 km da Firenze) è la patria di Giovanni Boccaccio, celebre scrittore e poeta del ‘300 a cui si deve la stesura del Decameron. La manifestazione che Certaldo dedica all’enogastronomia toscana non poteva dunque che chiamarsi Boccaccesca: un evento che animerà vicoli, piazzette e giardini del centro storico (nei due week-end del 3 - 5 e 10 – 12 ottobre) con stand gastronomici, degustazioni e lezioni di cucina.

La manifestazione, che quest’anno celebra la sua decima edizione, presenta un programma ricco di spunti invitanti. Ci saranno il Premio ChichiBio, che verrà attribuito ai migliori studenti delle scuole alberghiere di tutta Italia, che dovranno confrontarsi proponendo piatti elaborati con i prodotti tipici delle proprie regioni uniti alla cipolla certaldese; la gara enologica dedicata alle cantine della Val d’Elsa, organizzata in collaborazione con Associazione italiana sommeliers; le Tavole del Boccaccio imbandite dai ristoranti della zona che aderiscono all’iniziativa; l’Osteria di boccaccesca, gestita dagli abitanti di Certaldo alto con vino e caldarroste.

Ci sono dunque tutti gli ingredienti per trascorrere un paio di giorni girovagando con soddisfazione tra le antiche strade del paese, osservando lo scorrere del fiume Elsa dall’alto della collina su cui Certaldo vecchia è asserragliata.

Il biglietto di ingresso costa 5 euro per gli adulti e 3 euro per i ragazzi, mentre è gratuito per gli under 12. Qui trovate tutte le altre info e il programma completo della manifestazione.

Foto: Boccaccesca.it


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Ristoranti a Tropea: L'osteria del pescatore

pubblicato da daniela

TropeaLa Calabria è una terra davvero molto bella, purtroppo un po’ poco conosciuta dal resto del paese per le sue prelibatezze enogastronomiche.

In un post di qualche tempo fa mi sono già occupata della ‘nduja, un salume spalmabile piccante davvero ottimo.

Oggi voglio segnalarvi un ristorante che si trova nella meravigliosa Tropea: L’osteria del pescatore.

Questo locale è in pieno centro di Tropea, nascosto tra i vicoletti. Il menù è quasi tutto a base di pesce, ma si trovano anche specialità di terra.

Gli antipasti sono deliziosi: a partire dal misto della casa, con prodotti di terra come la ‘nduja, la soppressata, la cipolla rossa di Tropea, le melanzane ripiene e gratinate, formaggi della zona; sono davvero sfiziose l’insalata di mare e quella di polpo.

Sempre tra gli antipasti si fa notare una specialità tipica della zona: la pittea di alici, un composto a base di pane grattato e alici salate, probabilmente una volta era il pasto dei pescatori.

Tra i primi sono da consigliare i filej (pasta di grano duro) con cozze e vongole.

Come secondo ci si può sbizzarrire tra fritti misti, di paranza, di soli gamberi; oppure varie grigliate.

Il tutto 30 euro vini esclusi. Consigliabilissimo!

Attenzione: il locale non prende prenotazioni.

Foto | Flickr

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L’alimentazione corretta contro l’alitosi

pubblicato da roberta

Dura la vita quando si è affetti da alitosi! Occorre distinguere: ci sono momenti della giornata in cui tutti abbiamo l’alito cattivo (alitosi fisiologica), ma quando persiste, allora ci troviamo davanti a un fenomeno patologico inerente alla pulizia del cavo orale e può avere effetti negativi addirittura sulla psiche.

Già, la psiche, perché pare che esista anche l’‘alitofobia’, cioè la costante paura di avere l’alito pesante, con conseguenze immaginabili in fatto di rapporti umani. Cosa c’entra l’alimentazione? C’entra eccome! Innanzitutto perché in buona sostanza l’odore dell’alito dipende da questa, ma anche perché seguendo pochi semplici accorgimenti si può evitare questo fastidio.

Aglio, cipolla e superalcolici sono le prime cose da fuggire come la peste se si vuole avere un alito fresco. Tra i piccoli trucchi, oltre a spazzolare bene denti e lingua e all’uso costante del filo interdentale, può essere utile, dopo i pasti, masticare un rametto di prezzemolo o alcuni semi di cardamomo come quelli nella foto qui accanto. Fateci sapere se funziona.

Foto / Flickr

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Da un po’ a tavola se ne vedono di… tutti i colori

pubblicato da roberta

Da qualche giorno a questa parte, monitorando le fotogallery di Repubblica.it e Corriere.it se ne scoprono davvero delle belle: dalle patatine blu alle uova verdi, fino ad arrivare addirittura alla cipolla che non fa piangere. Roba da matti!

La prima di queste diavolerie sono le ‘Blue chips’, patatine da sgranocchiare tranquillamente come spuntino o aperitivo… tranne per il fatto che sono di colore blu (v. foto)!!! A ‘inventarle’ è stato 12 anni fa in Svizzera Christoph Gamperli di Flawil, che ha iniziato a incrociare nell’orto di casa sua le patate ‘Idaho blue’ con le ‘Parli’, caratteristiche del cantone dei Grigioni. Il risultato è la ‘Blaue St. Galler’, particolarmente resistente alle malattie, da cui si ricavano queste chips a ‘tiratura limitata’: di patate blu, infatti, se ne producono 200 tonnellate l’anno a fronte di 400mila di quelle tradizionali.

Ci sono poi le uova verdi: le ha covate la gallina Rabanita nel villaggio messicano di Santa Maria Huecatitia. La notizia è stata presentata con orgoglio al mondo dal segretario municipale di Cuautitlan e ha reso il volatile una vera e propria star nazionale, ma del sapore della frittata o, ancor prima, della commestibilità delle uova, non ci è dato sapere. Infine arriva la cipolla che non fa piangere, la gioia di ogni massaia: l’hanno ‘inventata’ scienziati neozelandesi insieme ai colleghi giapponesi inibendo il gene che provoca le lacrime nel bulbo di questo ortaggio. Se tutto va bene potrebbe arrivare in commercio entro prossimi dieci anni.

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Per una cipolla più digeribile...

pubblicato da gianluca

La cipolla ha dietro di sé una storia millenaria: praticamente tutti i popoli dell’antichità ne facevano uso. Nonostante il suo sapore acuto o forse proprio in virtù di esso, ancora oggi il bulbo di questa pianta ha un largo impiego come base di molte ricette.

L’unico inconveniente della cipolla consiste nella sua scarsa digeribilità che però può essere attenuata con qualche piccolo accorgimento: se volete consumarla cruda (pessima scelta per una cena romantica…) è consigliabile lasciarla macerare per qualche ora in acqua e aceto; se invece la volete utilizzare come base per il vostro soffritto, attenzione al taglio…se la affettate parallelamente rispetto alle fibre, queste rimarranno intatte e risulteranno difficili da digerire…

La foto è tratta dal sito: www.d’argenio.org

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