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Ricette Pasqua: la ‘coratella co li carciofi’

pubblicato da roberta

Ed ecco un altro piatto della tradizione, davvero immancabile sulle tavole dei romani la domenica di Pasqua: la ‘coratella co li carciofi’, detto in dialetto, che tradotto si dice coratella con i carciofi. La coratella, per chi non è molto esperto, sono le interiora dell’abbacchio (agnello), cioè cuore, fegato e polmoni: se non disdegnate i gusti, diciamo, un po’ decisi, dovete assolutamente provarlo.

Cosa vi occorre per quattro persone: 2 coratelle complete, vino bianco secco q.b., il succo di mezzo limone, 8 carciofi romani, brodo, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Come si fa: Tagliate via dai carciofi le parti dure, quindi tagliateli a spicchi e immergeteli in acqua mista a succo di limone. Pulite e tagliate a striscioline sottili la coratella, separando le tra qualità. In un tegame dai bordi non troppo alti scaldate n po’ d’olio, aggiungete i carciofi, salate e pepate, e cuoceteli a fuoco medio addizionando di tanto in tanto con qualche cucchiaio di brodo. In un’altra casseruola iniziate a cuocere il polmone con un po’ d’olio e un po’ di brodo; dopo un quarto d’ora aggiungete il cuore e sfumate con un bicchiere di vino. Continuate la cottura aggiungendo brodo all’occorrenza e dopo un altro quarto d’ora mettete anche il fegato. A fine cottura, salate, pepate, aggiungete i carciofi e cuocete altri cinque minuti. Servite su un piatto caldo e irrorate con il succo di limone.

Foto | Flickr

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La colazione di Pasqua

pubblicato da roberta

Eh sì, non si tratta del classico gioco di parole tra prima e seconda colazione-pranzo: a Roma il pasto più importante del giorno di Pasqua, quello che proprio non si può mancare in famiglia, è proprio la colazione mattutina, quando le tavole dei romani si ricoprono di ogni ben di Dio (vedi foto accanto). Ognuno ha le sue abitudini, ma ci sono alcuni cibi che fanno parte, per così dire, della tradizione cittadina.

Tra questi troviamo innanzitutto l’abbacchio, che a Pasqua viene consumato in versione light, il cosiddetto ‘brodetto pasquale’. L’agnello per i cristiani simboleggia il corpo innocente di Gesù crocifisso, ma è presente anche nella festività ebraica, legato al passaggio dalla schiavitù alla libertà della terra promessa. Stessa ambivalenza per le uova, che tradizionalmente vengono dipinte dai bimbi di casa ma oggi sono per lo più consumate nella versione di cioccolata: per i cristiani sono il segno della Resurrezione di Cristo; nella tradizione ebraica simboleggiano nuova vita.

Per il resto, potete trovare il salame tipo corallina, spesso accompagnato dalla pizza di Pasqua, la classica ‘coratella co li carciofi’, la frittata di asparagi e una grande varietà di torte salate. Da bere? Per i più piccoli (e sfido anche voi se avete coraggio di provare l’abbinamento) il tipico ‘squajo’.

Foto | Flickr

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Ricette pasquali: la coratella d'agnello con i carciofi

pubblicato da gianluca

La coratella(cuore, polmoni e fegato), protagonista assoluta della colazione pasquale romana, sta purtroppo “passando di moda”. Diete vegetariane e anonimi hamburger stanno ormai prendendo il sopravvento su antiche ricette gustosissime, considerate oggi troppo “pesanti” o addirittura non commestibili. E pensare che una volta l’utilizzo delle interiora dell’agnello, come anche dei bovini, era una necessità.

Noi però non vogliamo dimenticare questa tradizione, non solo perché la coratella appartiene alla cultura gastronomica regionale ma soprattutto perché solo chi non l’ha mai assaggiata non può capire quanto sia buona.

Ingredienti: Mezzo kg di coratella d’agnello, sei carciofi romaneschi, 100g di strutto, il succo di un limone, sale, pepe.

Preparazione: Tagliate a pezzetti la coratella e lavatela bene, dopodichè soffriggetela in un tegame in cui avrete precedentemente sciolto lo strutto; aggiungete sale e pepe; a parte lasciate riposare i carciofi in acqua e limone per una mezz’ora; in un’altra padella soffriggete con olio extravergine d’oliva i carciofi tagliati a spicchi; terminate la cottura mescolando i carciofi alla coratella; prima di servire in tavola, aggiungete del succo di limone.

La foto è tratta dal sito: www.geomangio.splinder.com

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