Come fare a sapere quale sia la crema o la salsa dolce giusta da abbinare ad un dolce? Oggi vi aiuterò in questa difficoltosa impresa, in modo che vi sarà più semplice abbinare la giusta crema golosa anche alle torte più semplici, che acquisteranno così un tocco raffinato.
Lo zabaione, ad esempio, fatto con uova, zucchero e marsala, è una salsa molto ricca e cremosa, che a volte può fare storia anche a sè e cioè essere semplicemente servito da solo, abbinato ad una coppa di spumante. Si può accompagnare molto bene al panettone, al pandoro e a tutti i dolci molto lievitati.
La crema ai lamponi, o alla fragola, è tra le più leggere perchè unicamente a base di frutta e zucchero. E’ adatta anche ai bambini e può accompagnare strudel, crostate e sfoglie con la ricotta. Infine, la più classica crema al cioccolato risulta perfetta con meringhe, gelato e crostate di pere.
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Il protagonista del film di oggi era un nobile che non si faceva mancare nulla: Ludwig II Wittelsbach, re di Baviera dal 1864 al 1866, quando fu deposto perché insano di mente e morì suicida nel lago del suo castello. Nella fortunata pellicola di Luchino Visconti (eh sì, sempre lui) il cibo ha ancora una volta un ruolo importante, perché dà la misura dello stato psicologico del personaggio, da quando costruiva grandi castelli e amava cenare da solo scegliendo tra 15 portate e tracannando champagne, a quando, internato, poteva digerire solo cibi semplici e gli era stato perfino interdetto l’uso di forchetta e coltello. Le nostre coppe allo spumante, dessert raffinato e delizioso, sarebbero potute essere ammesse e apprezzate alla tavola reale.
Cosa vi occorre: 2 dl di spumante demi sec, 4 tuorli d’uovo, 8 cucchiai di zucchero semolato, 1 albume, ½ dl di panna fresca, zucchero di canna, 4 datteri.
Come si prepara: scaldate a bagnomaria lo spumante con lo zucchero fino a ottenere uno sciroppo limpido. Nel frattempo, sbattete i tuorli con la panna, unitevi lo sciroppo e lavorate con la frusta elettrica. Rimettete sul fuoco e lavorate con la frusta per altri 7-8 minuti, finché la crema non risulterà gonfia. Spennellate il bordo delle coppe di vetro con l’albume sbattuto e passatelo nello zucchero di canna per l’effetto brinato, poi riempitele con la crema e decoratele con un dattero brinato nello stesso modo. Servite caldo o freddo.
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Questa mousse è originaria di un Paese sudamericano, ma non so bene quale: anzi, se qualcuno riconosce la ricetta e vuole segnalarcelo, ben venga! Vi dico subito che non è adatta per chi sta attento alla linea e teme la prova costume… a tutti gli altri la consiglio: è fresca e unica!
Cosa vi occorre: 1 l di latte fresco intero, 500 g di latte condensato zuccherato, 1 tazza di zucchero, 4 uova, 1 baccello di vaniglia, qualche goccetto di porto, cannella in polvere q.b.
Come si prepara: fate bollire insieme il latte fresco e il latte condensato con la vaniglia, finché il condensato non sarà completamente sciolto. Intanto separate i tuorli dagli albumi. Battete i primi con lo zucchero, montate i secondi a neve con un pizzico di sale. Quando il latte sarà sciolto, gettate via la vaniglia, toglietelo dal fuoco e continuate a mescolare finché non sarà freddo. A questo punto incorporate i rossi sbattuti, qualche goccia di porto e le chiare a neve, delicatamente per non smontarle. Sistemate la mousse negli stampini coprendo di cannella in polvere e conservate in frigo per almeno 4 ore prima di servire con dei biscottini.
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Oggi, con la pancia strapiena dopo il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, vi posto una ricetta light, da preparare domani per il pranzo di Santo Stefano.
Ecco gli ingredienti per 4 persone: 800 grammi di piselli surgelati; mezza cipolla tritata; 1 spicchio d’aglio; 2-3 cucchiai di burro; 1 bicchierino di Marsala; un litro di brodo vegetale; un rametto di menta; 2-3 cucchiai di panna liquida; sale e pepe.
Rosalate la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio in una padella col burro. Bagnate col Marsala e aggiungete il brodo; portate a bollore e poi versateci dentro i piselli e la menta. Fate riprendere il bollore e cuocete altri 5 minuti. Frullate con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto liscio. Abbassate la fiamma e aggiungete la panna; scaldate per altri 2 minuti, mescolando spesso. Aggiustate di sale e pepe e servite.
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Una fine tragica quella di Vatel, sovrintendente alle Finanze del regno di Francia Fouquet e del principe di Condé, che nel 1761 si suicidò perché non poteva portare a termine i suoi doveri di chef a causa di una mancata fornitura di pesce. Pare fosse anche l’inventore della crema Chantilly, una tra le migliori mai utilizzate per la farcitura di dolci e battezzata in onore dell’omonimo castello, feudo del principe di Condé. Il film fu palma d’oro a Cannes nel 2000.
Cosa vi occorre per prepararne 250 g: 2,5 dl di panna fresca da montare, 25 g di zucchero a velo.
Come si prepara: mettete in una terrina la panna, mescolatela con lo zucchero e iniziate a montare con una frusta a mano o con lo sbattitore elettrico finché la crema non risulterà come ‘montata a neve’ ben soda, non colerà dalla frusta e il suo volume sarà circa raddoppiato. E ora fatene buon uso.
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Chissà se veramente è una tradizione prepararla in occasione della Festa della donna, certo è che il nome di questo dolce deriva dal fatto che la sua superficie è cosparsa di granelli di pan di Spagna che ricordano, vagamente, i fiori della giallissima mimosa. Comunque ecco una ricetta facile e veloce con cui potrete accogliere in casa le amiche domenica prossima. Se invece preferite prepararla dall’inizio alla fine, cliccate qui.
Ingredienti: 3 dischi di pan di Spagna (già pronti, si comprano in pasticceria e nei migliori supermercati), crema pasticcera sufficiente per farcire due strati, panna nella stessa quantità, liquore alla pesca, acqua, zucchero, pesche fresche, zucchero a velo.
Preparate una bagnetta mescolando acqua, zucchero e liquore alla pesca, quindi spennellate la superficie di due dischi di pan di Spagna. A questo punto preparate una sorta di crema Chantilly unendo crema pasticcera e panna e ricoprite il primo disco. Adagiatevi sopra il secondo disco, quindi cospargete di crema e terminate sbriciolandovi sopra il terzo disco in modo da ricordare, appunto, il fiore della mimosa. Servire accompagnato da un sughetto ottenuto frullando le pesche con lo zucchero a velo.
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Qualcuno ha già anticipato la ricetta delle zeppole di San Giuseppe, gustosi dolci che al sud è uso regalare e mangiare insieme al proprio papà il 19 marzo. Qui a Roma, invece, si usano i bignè, versione più semplice da preparare e che si trovano praticamente ovunque il giorno di San Giuseppe, tanto che si dice “San Giuseppe frittellaro, metti l’ojo ner cucchiaro”. Ma volete mettere la soddisfazione di farli da voi?
Vi occorrono: 1 bicchiere d’acqua, 50 g di burro, 1 pizzico di sale, 100 g di farina, 2 uova, 2-3 cucchiai di zucchero, scorza di limone grattugiata, zucchero a velo, olio q. b.
Come si fanno: in un padellino scaldate l’acqua con il sale e fatevi sciogliere il burro; quando sarà giunto a ebollizione versate la farina e cuocete per 5 minuti. Fate raffreddare, poi aggiungete le uova, lo zucchero e la buccia del limone e mescolate fino a ottenere un composto omogeneo. In una padella scaldate abbondante olio e friggete il composto ad abbondanti cucchiaiate; aspettate che si gonfino, togliete dal fuoco, sgocciolate e cospargete di zucchero a velo. Se preferite i bignè ripieni di crema, per farcirli potete usare una tasca da pasticciere.
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Io continuo a preferirli ripassati in padella con un po’ di peperoncino, magari accompagnati da salsicce dolci e pizza bianca ‘scrocchiarella’, eppure adesso i broccoli si trovano anche in lozioni e creme, data la loro proprietà di prevenzione dei tumori della pelle.
Secondo una ricerca messa a punto da medici Usa della Johns Hopkins University, questi ortaggi, già apprezzatissimi dalla medicina in quanto anticancerogeni, sarebbero capaci di scatenare una serie di reazioni che neutralizzano i raggi ultravioletti. Lo speciale dono ricevuto dai broccoli da Madre Natura sarebbe da imputare ad alcuni enzimi come il glutatione.
Gli esperimenti degli scienziati, d’altronde, hanno verificato il 37% in meno di arrossamenti nei pazienti bombardati da raggi ultravioletti che precedentemente erano stati spalmati di crema ai broccoletti, l’unico problema ancora da risolvere per i cervelloni è come eliminare quel seccante colorito verdastro che la crema dona a chi la adopera.
Per approfondire potete leggere ‘Proceedings’, la rivista dell’Accademia nazionale delle scienze Usa.