Ormai anche noi italiani ci sentiamo quasi esperti di Giappone e di sushi, il fingerfood per eccellenza. Ma siamo davvero sicuri di averne ormai carpito tutti i segreti dagli chef giapponesi? Intanto, quello che prepariamo oggi è del tipo temaki: una polpetta a forma di cono avvolta nel nori, in genere lunga una decina di centimetri. Data la sua composizione e le sue dimensioni deve essere mangiata tenendola con le dita e non con le bacchette. Lo facciamo al tonno.
Cosa vi occorre per 4 persone: 200 g di riso a chicco tondo, 1 pezzetto di alga kombu, 3 cucchiai di aceto di riso giapponese, 5 g di zucchero, 150 g di filetti di tonno, 1 cetriolo, 2 cucchiai di maionese allo zenzero, 2 cucchiai di shoyu (salsa di soia), 2 cucchiai di mirin, ½ limone, 2 fogli di alga nori, 1 cuchiaino di wasabi in pasta, 1 cucchiaio di semi di sesamo bianco e nero tostati, sale q.b.
Come si prepara: ammollate il riso per 10 minuti in pentola con 3.5 dl d’acqua e l’alga kombu, portate a ebollizione e cuocete a fuoco vivo per 2 minuti, quindi lasciate riposare per un quarto d’ora e poi raffreddare per 10 minuti. Mescolate l’aceto con lo zucchero e un pizzico di sale e versatelo sul riso freddo e fate riposare per 10 minuti. Lavate il cetriolo, sbucciatelo e grattugiatelo, tagliate il tonno a striscioline sottili. Spremete il limone e mescolatene un cucchiao del succo alla salsa shoyu e al mirin e passatevi bene il tonno. Tagliate a metà i fogli d’alga nori. Inumiditevi le mani e formate una pallina di riso che adagerete su metà del foglio d’alga schiacciandola leggermente e cospargendola di pasta wasabi. Mettete al centro del foglio un po’ di cetriolo, un cucchiaino di maionese, un pizzico di semi di sesamo e 50 g di pesce. Arrotolate con cura formando un cono da cui fuoriesce il pesce e servite subito.
Foto | Flickr
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Inizio dal piatto nella foto qui sopra: udon con tempura! Non pretendo di darne la ricetta esatta poichè i sapori giapponesi sono difficilmente riproducibili con ingredienti italiani, tuttavia si potrà avere una buona approssimazione del gusto!
La mia trasferta giapponese mi ha insegnato nuovi elementi riguardo la cucina, ma qui mi limiterò, per il momento, a dare qualche informazione su alcuni piatti tipici a seconda dei luoghi da me visitati.
Ad Hakone ho provato i migliori udon con tempura mai mangiati! Per prepararli usate: 200 gr di udon, 100 gr di funghi chiodini, 50 gr di carpaccio di manzo, 50 gr di spinaci, 4 gamberoni ed erba cipollina. Per la ricetta del tempura seguite queste informazioni.
Continua a leggere: Speciale: cibo dal Giappone, udon e i piatti migliori!
Vi presento questa ricetta giapponese con pasta e carne: potete quindi tranquillamente consumarla come piatto unico. Gli ingredienti necessari a persona sono: 100 gr di udon, mezza cipollina, salsa di soia, mirin, sakè, olio di semi e un pizzico di farina. Per la carne vi consiglio la pancetta dolce o un altro tipo di carne gustosa e saporita come quella di maiale.
Sminuzzate la cipolla e la carne e mettetele a soffriggere in una pentola con olio di semi, un cucchiaio di sakè, uno di mirin e uno di soia. Nel frattempo ponete gli udon in acqua bollente fino a che non raggiungono una cottura al dente. A questo punto scolateli subito e raffreddateli facendoci scorrere sopra l’acqua di rubinetto.
Occupatevi della carne: quando vedete che inizia a rosolare aggiungete mezzo litro di acqua. Ovviamente bisogna vedere per quante persone state preparando questa ricetta: regolatevi con le quantità di acqua da aggiungere considerando che dovrà diventare l’abbondante brodo degli udon.
Quando l’acqua sta per bollire aggiungete gli udon e mescolate bene. Lasciate cuocere ancora qualche minuto e se vi accorgete che avete veramente esagerato con il quantitativo di brodo c’è un rimedio: mettete qualche cucchiaio di farina che assorbirà parte dell’acqua. Mescolate bene di modo tale che la farina non faccia grumi. L’ultimo passo è versare tutto in una o più ciotole. Itadakimasu!
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Il gyudon è un piatto molto semplice della cucina giapponese: è la classica ciotola di riso bianco bollito con un topping di carne. Gli ingredienti necessari per due persone sono: due ciotole di riso bianco bollito, 200 gr di carne di vitello, mezza cipolla, 2 cucchiaini di zucchero, due cucchiai di mirin, due cucchiai di vino bianco e abbondante salsa di soia.
Battete la carne e rendete le fettine di vitello sottili, poi tagliatele a striscioline. Sminuzzate la cipolla e mettetela a soffriggere. Aggiungete la carne, saltatela per un minuto, poi mettete tutti gli altri ingredienti tranne il riso. Mescolate bene ma non lasciate evaporare tutto il liquido.
Ponete sopra alla ciotola di riso la carne e aggiungete un cucchiaio di liquido di cottura, aggiustate il sapore con un altro cucchiaio di soia. Itadakimasu!
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Il
bento è il porta “schiscetta” giapponese: viene utilizzato quando si mangia fuori casa. I bento si possono anche acquistare già pronti in tutte le stazioni ferroviarie giapponesi o in qualsiasi supermercato.
I bento più “pregiati” sono quelli preparati dalle mogli ai mariti che restano tutto il giorno fuori casa, o delle mamme che li preparano per i figli che studiano restando a scuola.
Il bento è versione usa e getta se acquistato pronto all’uso fuori casa, oppure versione scatola in plastica dura o in legno con separatori interni per dividere i vari cibi. Il contenuto è piuttosto standard poichè la cucina tipica giapponese richiede sempre l’apporto di riso condito con furikake, verdure lessate o grigliate e pesce.

L’okonomiyaki è un’altra ricetta giapponese molto semplice: la parola stessa significa “cucina ciò che vuoi”. Gli ingredienti necessari per fare un okonomiyaki sono: 100 gr di farina , 40 ml di acqua, 40 ml di latte, 1 uovo e delle foglie di cavolo tagliate a quadratini piccoli.
Per il ripieno si può usare appunto di tutto: cubetti di carne, gamberetti, tonno, salmone a fette o altri cubetti di verdure. Io vi suggerisco di usare fette di bacon piuttosto spesse poichè danno molto sapore alla ricetta.
Per cucinare alla giapponese questa pietanza servirebbe una piastra incandescente, chiamata teppan, ma noi possiamo tranquillamente cuocerlo in una padella antiaderente. Il fuoco deve essere alto quindi si devono aver pronte delle palettine per girare il vostro okonomiyaki.
Continua a leggere: Ricetta semplice giapponese: gli okonomiyaki
Oggi vi presento la ricetta per gli onigiri: una delle ricette più semplici e veloci della cucina giapponese.
Il riso è fondamentale nella dieta nipponica: viene sempre utilizzato, in varie forme, come accompagnamento al piatto principale. Gli ingredienti per gli onigiri sono: riso bollito, alga nori e un pizzico di sale. Per il ripieno ci si può sbizzarrire a seconda dei gusti: si possono mettere uova, verdure, pesce, carne oltre al classico onigiri con l’umeboshi (prugna salata).
Vi consiglio di far bollire il riso nell’apposita ricecooker, è infatti importante mantenere per la cottura le proporzioni: per ogni 100 gr di riso/ 120 ml di acqua. Il riso, infatti, dovrebbe cuocere anche con il proprio vapore: diventa così particolarmente malleabile.
Continua a leggere: Cucina Giapponese: ricetta veloce per onigiri
Girando per il mondo se ne vedono di snack particolari; conoscevo le patatine al gusto di pizza, di aceto, di zuppa, di Roquefort…ma quelle al sapore di lingua mi mancavano proprio!
Pare che le chips in questione, prodotte in tutto il territorio giapponese, riscontrino particolare successo a Sendai e dintorni; la città del nord del Giappone è infatti famosa per avere tra i suoi piatti tipici la lingua di bue alla griglia.
Giorni fa avevo proposto una ricetta a base di lingua ma conviene veramente dannarsi l’anima per ore davanti ai fornelli quando si possono avere queste invitanti patatine? C’è forse qualcuno che le ha mai provate?
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Una curiosità per gli amanti del cibo giapponese. Ma qualcuno non si è inventato anche i lecca-lecca al gusto…wasabi (per chi non sapesse che cos’è il wasabi, guardi su wikipedia) ? Passi il fatto che il loro aroma è spezzato con lo zenzero, ma non oso immaginare a chi possano piacere. Certo che se consideriamo i due antecedenti, assenzio e acero/bacon…non c’è mai limite all’orrore!
Probabilmente vi avrò già influenzato nel giudizio, ma chi di voi sarebbe disposto ad assaggiarli e, soprattutto, a spendere tanti soldini (guardate che prezzi!) per una simile “prelibatezza”?
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Non è altro che uno spiedino alla griglia. Ma volete mettere quanto è più glam chiamarlo con il suo nome giapponese?
Secondo il LA Times dilaga negli States la passione per gli yakitori (letteralmente yaki “grigliata”- tori “pollo”) spiedini di carne, pesce e verdure che vengono consumati come aperitivo, accompagnati da birra o da sakè. Autentica istituzione della cultura jap, gli yakitori vengono serviti in piccole taverne in cui ci si siede attorno al bancone (dove vengono preparati sul momento) e si approfitta dell’attesa per scambiare due chiacchiere con il vicino di sedia. Un momento di relax e di socializzazione che ricorda da vicino il nostro happy hour…chissà che non arrivi a scalzarlo?
Pensate che in Aprile a Hidakagawa, Wakayama, è stato realizzato il record mondiale per lo yakitori più lungo, ben 16.46 mt!
Se volete provare a farveli da soli, ecco qui una ricetta con relativa salsa agrodolce di accompagnamento; Noon vende persino la pinza yakitori. Per chi abita a Milano, invece, c’è la ghiotta possibilità di ordinarli con sushi e sashimi su Parco Sushi.