
Eccovi un’altra ricetta della cucina macrobiotica: un’insalata fresca e diversa per accontentare anche i palati più alternativi. Tra gli ingredienti troviamo i chuba, ovvero sardine secche; l’alga wakame e l’umeboshi, condimento a base di prugne salate.
Per la preparazione vi occorrono: 2 tazze di alga wakame; mezzo cetriolo non troppo grosso; mezza tazza di chuba; aceto di riso integrale o umeboshi e succo di limone o arancia fresco.
Preparate l’alga, lavandola, tenendola a bagno per 10 minuti, poi bollendola per altri 2-3 minuti ed infine passandola sotto l’acqua fredda e tagliandola a pezzi di circa 2 cm. Poi arrostite i chuba per diversi minuti a fuoco lento, fino a farle diventare croccanti. Infine tagliate il cetriolo a rondelle finissime. Mettete una porzione di wakame ed una di cetriolo nei singoli piatti. Sopra mettete i chuba e condite con qualche goccia di aceto di riso integrale o altro succo come abbiamo indicato sopra. Questo piatto è particolarmente indicato per l’estate.
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Da oggi e a giorni alterni, vi proporrò delle ricette di cucina macrobiotica; ho tanti amici che seguono questo tipo di alimentazione e, anche se io non mi ci sono mai avvicinata del tutto, sono convinta che, mangiando in questo modo, si possano trarre dei benefici per il nostro corpo.
Per la ricetta di oggi per 2 persone vi occorreranno: 2 tazze di riso integrale già cotto; 1 tazza di gamberetti, tagliati a pezzettini; olio di sesamo; 1/2 cipolla; prezzemolo tritato; 2 cucchiai di tamari (salsa di soja, molto salata e dal sapore deciso).
Spennellate una padella con l’olio di sesamo e riscaldatela. Aggiungetevi la cipolla affettata e i gamberetti puliti e lavati e poi sopra il riso. Fate cuocere per circa 10 minuti e poi aggiungete il tamari. La cottura va continuata per altri 5 minuti, prima di mescolare tutti gli ingredienti, metterli in un recipiente e servire con una guarnizione di prezzemolo tritato.
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Non so se conoscete in qualche modo i principi sui quali si basa la cucina macrobiotica; è un sistema un po’ complesso, basato sull’assunzione di cibi yin e cibi yang e su delle questioni energetiche. Molti la confondono con la cucina vegetariana, ma non c’è nulla di più errato. I macrobiotici possono mangiare sia la carne che il pesce, ma solo in determinate condizioni.
Secondo la cultura culinaria macrobiotica, il 50% di ogni pasto dovrebbe essere costituito da cereali integrali: riso, miglio, orzo, frumento, avena, grano saraceno, ecc. L’ideale sarebbe consumarli interi, in chicci e non trasformati come farina, anche se questo risulta un po’ più complicato.
Per loro la raffinazione di questi elementi di base della loro dieta rappresenta una sorta di intossicazione esterna dell’organismo, che va quindi assolutamente evitata. Le farine, ad esempio, una volta cotte in acqua tenderebbero a depositarsi nel corpo sotto forma di muco. Vi ho messo la pulce nell’orecchio? In settimana continueremo con altre notizie provenienti dal mondo macrobiotico.
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