
Farsi un’idea immediata degli aspetti caratterizzanti di un territorio, percorrendo le Strade del vino e scegliendo un turismo incentrato sull’alta qualità dei prodotti e della gastronomia e sul valore artistico e naturalistico di itinerari che consentono di conoscere la cultura dei luoghi. È quello che permette, e suggerisce di fare, la guida intitolata Arkevino, che spazia tra cultura della ricettività e della ristorazione, visite in cantina e ambienti rurali di qualità per delineare uno stile dell’enoviaggiare.
Un tour che attraversa le aree tematiche con cui le Strade del Vino e dei Sapori arricchiscono l’Italia e che si propone di valorizzare i tesori enologici, gastronomici ed artistici che fanno dei percorsi presentati degli ambienti “d’eccellenza”. 140 itinerari illustrati che attraversano l’Italia del turismo enogastronomico seguendo la selezione dei percorsi riconosciuti dalle Regioni ed effettivamente operativi, per contribuire a rilanciare un turismo del vino che, secondo l’apposito Osservatorio, deve ancora esprimere l’80 per cento del suo effettivo potenziale; sarebbero comunque già 5 milioni i viandanti del gusto attratti da vigneti e cantine che percorrono ogni anno le 60 Strade attive in attesa delle altre 140 in fase di realizzazione.
Arkevino, curato da Iole Piscolla, conta 321 pagine e costa 14 euro.
Via | movimentoturismovino.it
Ho letto su Repubblica di ieri che il 12 e 13 luglio, in occasione del festival Teatro a Corte nell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, l’artista francese Dorothèe Selz presenterà la sua opera; che definirei piuttosto particolare.
Una scultura lunga cinquanta metri e tutta da mangiare, a testimonianza del forte rapporto tra cibo e cultura, che passa anche attraverso l’arte contemporanea. L’artista ha scelto i prodotti tipici della regione Piemonte, ospite della kermesse, e le ha organizzate in strutture geometriche multicolori. Lamiere di metallo ricoperte di diversi prodotti, sistemati in maniera tale da poter essere consumate dal pubblico, un po’ come in un buffet.
Un’idea originale, ma neanche troppo. La Selz è infatti ormai da 40 anni esponente della Eat Art, inventata dal suo maestro Daniel Spoerri, che firma il primo Eat Art Dinner nell’ottobre del 1970, a Milano, con opere commestibili firmate dai maestri del Nuovo Realismo, con finalità di critica al sistema consumistico.
L’opera della Selz segue questo filo conduttore, dando anche nuovi stimoli ai visitatori, la scultura infatti si ispira, nella forma all’architettura, e nei contenuti alle arti popolari di tutto il mondo. Un richiamo piuttosto chiaro al messaggio che sta portando avanti Slow Food.
Foto | Flickr
C’è chi dice che la cucina è una forma d’arte non ancora ben codificata, c’è chi dice che mai potrà esserlo. E’ certo però che cucina e gastronomia sono anche mezzi per esprimere idee e per portare avanti battaglie; in Italia (e non solo) lo sta dimostrando ogni giorno il movimento Slow Food.
Negli Stati Uniti è invece nato da poco (un paio di anni) un nuovo movimento, una sorta di avanguardia, il Guerrilla Cuisine, che si autodefinisce “movimento per la liberazione del gusto” e che si è sviluppato a San Francisco, negli stessi luoghi in cui sono fiorite le esperienze di ristorazione alternativa promosse delle Pantere Nere.
Da San Francisco il fenomeno si sta diffondendo rapidamente in tutti gli Stati Uniti e da un po’ di tempo si è esteso in alcuni ambienti metropolitani europei, in città come Londra, Parigi, Berlino e Varsavia; e chissà che tra un po’ non appaia anche in Italia.
Continua a leggere: Guerrilla Cuisine: quando la cucina diventa avanguardia
Senza saperlo possiamo cucinare piatti di antiche tradizioni, magari con le dovute modifiche apportate negli anni e con nuovi ingredienti da abbinare. Per chi ama sperimentare nuove ricette e stupire i propri commensali con piatti un po’ fuori dal comune e per chi vuole scovare somiglianze con i propri piatti giornalieri, sono state pubblicate su Internet, nel sito Nico Marin, 27 ricette medioevali e rinascimentali, divise in nove gruppi.
Ogni ricetta è riportata in lingua originale, con tanto di traduzione e ingredienti, oltre che alcune note storiche colorite da curiosità in tema. Ricette che possono essere riproposte con i dovuti arrangiamenti sia di tecnica utilizzando gli elettrodomestici dei nostri giorni, che di ingredienti dovendo sostituire qualche elemento ormai non più a disposizione sulle nostre tavole. Un modo divertente per cimentarsi con nuove ricette, mettendo alla prova il proprio estro e il gusto di ognuno di noi, mettendo in tavola la cultura che ci accompagna da sempre anche durante i pasti. Qualche esempio di ricette: Herbolata de maio, Civero de salvasino, Per fare bono zambaglione.

Si è concluso lunedì scorso il salone della birra artigianale e di qualità la manifestazione fieristica dedicata alla birra artigianale dove i protagonisti sono sia i birrifici artigianali (Italiani che esteri) che i visitatori.
Erano presenti circa 300 tipi diversi di birre e non solo, sono stati organizzati laboratori di degustazione, abbinamento con i cibi e giochi (Carrom). All’ingresso della fiera era possibile acquistare il bicchiere di vetro da degustazione con il porta bicchiere serigrafato e cambiare gli euro in fiches, la moneta del salone (con una fiches si poteva riempire il bicchiere fino alla tacca da 0,10 cl., con due fino a quella da 0,25 cl).
Continua a leggere: Reportage del Salone della Birra Artigianale e di Qualità
Innanzi tutto il produttore deve essere Italiano e le materie prime il più possibile italiane. Poi deve essere genuina, non deve contenere additivi chimici. Deve essere controllata per garantire la qualità più alta possibile, è un concetto importante. In fine artigianale e cruda, ovvero non pastorizzata, una regola imprescindibile dal prodotto birra artigianale. Questi sono i cinque punti che identificano una birra artigianale di qualità del Consorzio Birrai Italiani Riuniti (Consobir), come i cinque lati del pentagono che costituisce il logo del consorzio.
Il progetto è stato presentato in anteprima al Pianeta Birra 2008 a Rimini. Ideatore, nonché portavoce, la mente creativa che sta’ dietro il birrificio Le Baladin: Teo Musso.
Il consorzio si prefigge lo scopo di diventare la guida per il mondo birrario artigianale italiano e Teo, durante la conferenza ha elencando le necessità che hanno portato alla nascita di questo progetto.
Continua a leggere: Consobir: Consorzio Birrai Italiani Riuniti
Chi l’ha detto che gastronomia non può essere sinonimo di cultura?
E infatti, alla faccia delle ‘contaminazioni di genere’ ecco l’ultima tendenza in fatto di luoghi del mangiar bene: il risto-museo.
Trattasi di veri e propri ristoranti più o meno eleganti nati all’interno di spazi museali: a fare notizia pochi giorni fa è stato il nuovissimo Madre&Vino inaugurato a Napoli nel Madre, il museo d’arte di Donna Regina, con lo chef Alfonso Iaccarino, piatti e arredi firmati rispettivamente da Francesco Clemente e Alvaro Siza. Ma i napoletani, si sa, non si fanno mancare niente e così al Madre si va ben oltre il pranzo o la cena: il giovedì notte si balla proprio lì, fra le opere d’arte.
Napoli non è certo un caso isolato: a Roma c’è il pluristellato Open Colonna nel Palazzo delle Esposizioni, 200 coperti con vista, a Milano il Bistrot della Triennale Bovisa che sperimenta nuovi, coraggiosi accostamenti come il tonno con gelato alla senape. Sempre al nord si continua con Palazzo Grassi a Venezia in cui assaggiare pietanze della tradizione lagunare rivisitate con leggerezza o l’ex forno del Mambo, il museo d’arte moderna di Bologna in cui l’happy hour ha il sapore della tempura e del cous cous, la colazione sa di torte fatte in casa, brioches e pane da farcire a piacere, il pranzo di enormi insalate, pasta, crudi di carne e di pesce.
Infine, ma non per ultimo, anche il meridione d’Italia con Palermo, in cui ha aperto un posticino nella Galleria d’arte moderna in cui il sabato si fa l’aperitivo con degustazione di vini siciliani, la domenica a pranzo proposti menu a base di carne, formaggi o funghi.
Si è tenuta lo scorso venerdì 23 novembre 2007 la terza edizione Premio Birra dell’Anno, concorso indetto dall’Associazione Culturale Unionbirrai che ha come scopo il promuovere e diffondere la cultura della birra artigianale in Italia. Le birre ammesse al concorso sono birre artigianali prodotte in italia da realtà produttive medio-piccole (produzione annua non oltre i 10.000 hl), che siano commercializzate e non pastorizzate.
L’edizione 2007 è stato dedicato alla memoria di Michael Jackson, il noto Beer Hunter scomparso lo scorso 30 agosto all’età di 65 anni, e si è tenuto presso Jolly Hotel Milanofiori di Milano. Tra le personalità legate al mondo birrario erano presenti: il chairman EBCU Terry Lock, il Prof. Franco Sangiorgi (Presidente dell’Associazione Culturale Unionbirrai), Sandro Vecchiato (Amministratore Delegato di Interbrau), Spadoni e Lorenzo Dabove (in arte Kuaska) che ha diretto l’evento (direttore culturale Unionbirrai).
Continua a leggere: Premio birra artigianale 2007 in memoria di Michael Jackson
Sarà capitato anche a voi di avere una giornata libera e di non saper decidere come impiegarla. Mostra? Rassegna fotografica? Concerto? Convegno? Gita culturale dal sapore enogastronomico? La scelta è indubbiamente ardua. A meno che non esista un evento che racchiude tutti questi aspetti in un unico momento. E –squillino le trombe, rullino i tamburi - esiste.
Si chiama “Orte in cantina” ed è alla sua prima edizione. Il suo obiettivo è quello di realizzare un connubio tra cucina, cultura ed arte attraverso percorsi enogastronomici per le vie del centro storico nel corso dei quali visitare cantine e degustare vini e prodotti tipici (qui trovate il gustoso menù del percorso) , ma anche concerti e percorsi turistici per visionare il complesso sotterraneo della città, le chiese, i musei e i palazzi di particolare pregio.
L’appuntamento, ovviamente, è ad Orte, splendida cittadina del viterbese, per il 25 novembre e il 2 dicembre. Un’ottima idea per i nostri lettori laziali, insomma!