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Tutti gli articoli con tag cuoco

Jamie Oliver e i non ristoranti di New York

pubblicato da marco paganini


Qualche giorno fa, su uno dei canali di Sky, forse era Gambero Rosso, mi sono imbattuto in una puntata dedicata alle avventure di Jamie Oliver. Anche se con un pò di vergogna, devo confessare che non sapevo chi fosse e solo col passare dei minuti ho capito che si tratta di un ricco cuoco che ha aperto numerosi ristoranti nel mondo e che, nonostante la giovane età, la sa piuttosto lunga sulla materia.

Girando il mondo alla scoperta dei piatti tipici, delle abitudini e delle consuetudini culinarie dei diversi popoli, Oliver si è fermato per un alcuni giorni negli Stati Uniti per mettere alla prova una moda locale che ha dato un tocco di novità alle tradizioni gastronomiche. Si tratta dei non ristoranti: il proprietario di un appartamento abbastanza capiente lancia via internet un invito, spiegando quando si terrà la serata e quale sarà il menù. Sempre tramite web coloro che vogliono aderire si presentano, comunicano le proprie generalità e lasciano un recapito telefonico per essere contattati.

Spetterà poi all’organizzatore scegliere qualche candidati invitare, fare spesa e cucinare, facendo in modo di non deludere gli ospiti. Al termine della cena, che svolgendosi in casa e con invitati selezionati dovrebbe risultare molto informale e amichevole, il padrone di casa raccoglierà la quota che i commensali vorranno lasciare per il pasto consumato. Nel caso specifico Jamie Oliver ha poi deciso di devolvere questi fondi ad un mensa per senzatetto.

Foto | Flickr

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Chef sbaglia ingrediente corretto con erba velenosa

pubblicato da roberta

Anche uno chef a cinque stelle può sbagliare: lo dimostra lo scivolone in cui è caduto Antony Worrall Thompson, esimio cuoco della gastronomia inglese, che ha confuso due piante consigliando, in una ricetta per un’insalata speciale, addirittura un’erba velenosa, con il rischio di rendere l’insalata fin troppo speciale!

L’equivoco è nato tra i termini inglesi “fathen” e “henbanè” (mica tanto assonanti, secondo me) che significano rispettivamente: il primo farinello bianco, l’ingrediente corretto, il secondo giusquiamo nero, un’erba officinale che causa sonno, allucinazioni e, se assunto in dosi massicce, la morte. Parente dell’assai più nota belladonna, il giusquiamo contiene sostanze come scopolamina, atropina e losciamina.

Lo chef ha commesso l’errore che poteva rivelarsi fatale per molti, in un’intervista al mensile britannico “Healthy & Organic Living” che si occupa di alimentazione, fitness e giardinaggio, che è corso ai ripari pubblicando sul proprio sito internet un avviso, cui seguiranno una lettera di spiegazione a tutti gli abbonati, e una rettifica, che, però, sarà stampata solo sul numero di ottobre. Il pericolosissimo chef, intanto, dalla Spagna dove si trova in vacanza, si è profuso in scuse a tutti i lettori.

Foto / Flickr

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Lo Chef Emergente del Sud premiato a VitignoItalia

pubblicato da fabio

Chef nella master lounge di VitignoItalia 2008

Da VitignoItalia 2008 è venuto fuori il miglior chef (o cuoco?) dell’Italia meridionale grazie al premio che porta il nome di Miglior Chef Emergente del Sud. A vincerlo è stato Domenico Cilenti del ristorante Porta di Basso, a Peschici (FG).

Il vincitore ha proposto una ‘tavolozza di tortelli con manzo podolico e riduzioni di basilico e pomodoro come primo piatto’. La seconda scelta è stato un cefalo marinato con salicornia e mostarda di olive nere.

L’evento si è avuto all’interno della lounge Cooking for Wine. Per onor di cronaca vi cito anche gli altri due finalisti. Lino Scarallo, di Palazzo Petrucci a Napoli, che ha preparato un ‘Raviolo di lingua di vitello con ripieno di gamberi rossi crudi servito con buccia di limone e polvere di cozze’. Come secondo piatto, un millefoglie di mozzarella di bufala campana servita con salsa di fave.

E, Pinuccia di Nardo dell’Antica Filanda di Caprileone (ME) che ha presentato un fagottino del contadino fatto con sfoglia di pasta fresca farcita di melanzane, zucchine e verdure. Il suo secondo piatto è stato una Farfalla fatta con cotto di maialino nero cotto a bassa temperatura su sottovuoto farcito con caponata e crema vegetale.

Piatti che suonano difficili? In ogni caso, suonano anche …deliziosi!

Immagine | Chef nella master lounge

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Idea regalo per Natale: ‘Diario di un cuoco’

pubblicato da roberta

Che cosa mangia un grande chef a casa sua? Partendo da questo interrogativo il maestro Pietro Leeman ha scritto e pubblicato un libro di ricette un po’ speciali perché sono quelle che realizza tra i fornelli della sua dimora e che divide con la famiglia e gli amici.

“Meglio una pasta scotta preparata con l’amore di una madre per un figlio che una perfettamente al dente ma completamente priva di sentimento” racconta lo chef svizzero, classe 1961, allievo di Gualtiero Marchesi e Fredy Girardet. Diventato vegetariano nel 1989, ha aperto il Joia, ristorante più volte insignito di una stella Michelin, considerato un vero e proprio tempio della cucina naturale.

L’unica grande regola per cucinare come lui? Seguire il ritmo delle stagioni, che vale a dire utilizzare solo prodotti freschi. Beh, non credo che sia l’unico segreto…

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Cucinare e suonare contemporaneamente: oggi si può

pubblicato da roberta

A volte accade che il tempo sfugga di mano e così non sono riuscita a proporvelo in tempo, ma la notizia è di quelle talmente curiose che credo proprio valga la pena segnalarle anche a posteriori. Dal 25 al 28 ottobre nella Fortezza da Basso di Firenze si è svolto il Festival della Creatività, durante il quale hanno avuto luogo tre performance che miravano all’approfondimento del rapporto tra musica e cucina.

La prima si chiamava ‘Loop fornelli’: due cuochi e un musicista hanno fuso la passione per la cucina e quella per la musica elettronica, preparando un pasto su un piano di lavoro e utilizzando i suoni ‘catturati’ e ‘loopati’ in tempo reale creando partiture senza l’aiuto di sintetizzatori. ‘Musica da cucina’, invece, è un’idea che risale al 2005 e si deve al genio di Fabio Monelli: si parte da suoni come l’acciottolio di piatti, il fischio del bollitore ecc come base sulla quale ‘ricamare’ melodie per chitarra, clarinetto e fisarmonica. Infine l’esibizione del dj Pasta, promotore del progetto Food Sound System, spettacolo multimediale e multisensoriale in cui le modalità di preparazione di una pietanza diventano fondamentali per capire quale tipo di musica sia più adatta per accompagnarla.

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