Dopo le pappardelle in rosa ecco il secondo ideale per completare la vostra cena di San Valentino: c’è il pesce che dà quel tocco di raffinato, la menta con la sua sferzata di energia, e il gusto piccante di curry e peperone che potrebbero rendere la vostra serata davvero indimenticabile…
Ecco gli ingredienti: 400 g di filetti di nasello, 3 cucchiai d’olio, ½ bicchiere di vino bianco, 2 cucchiaini di curry, 2 limoni, 10 foglie di menta, 3 pomodori, 1 peperone, 2 scalogni, 10 gherigli di noci, 4 cucchiai di maionese, sale e pepe q.b.
Prepariamolo insieme: tritate finemente le foglie di menta con le noci e gli scalogni; in un secondo momento aggiungete anche il peperone dopo averlo lavato e privato delle coste e dei semi. Intanto pulite il pesce e rosolatelo in padella con l’olio per 2 minuti, aggiungete il succo dei due limoni e fate restringere il sughetto per una decina di minuti, quindi aggiungete il vino e spruzzate il curry, completando la cottura per altri 10 minuti. Mentre tenete il pesce in caldo, completate la salsa: passate i pomodori a crudo e uniteli al trito, incorporate le cucchiaiate di maionese e mescolate per ottenere una salsa omogenea, aggiustando di sale e pepe a piacere. Servite il pesce con il sughetto di cottura e accompagnato dalla salsa fredda. Buon appetito e buona serata!
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Profumi e sapori orientali per una ricetta veramente semplice; la tendenza dolce del latte di cocco e del cavolo rende questo piatto un perfetto accompagnamento per una preparazione a base di curry (pollo o pesce). L’importante sarà continuare la cottura fino a quando gli ingredienti avranno assunto la consistenza di una crema.
Ingredienti per 4 persone: 800g di cavolo bianco tagliato a listarelle, una cipolla tritata, un filetto di acciuga, un pizzico di noce moscata, un pizzico di peperoncino in polvere, una tazza di noce di cocco, sale e pepe.
Preparazione: ponete in un tegame il latte di noce di cocco, la cipolla, il filetto di acciuga. Una volta raggiunto il bollore, unitevi il cavolo e lasciate cuocere per circa 30/40 minuti a fuoco moderato, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario; durante gli ultimi dieci minuti di cottura, aggiungete peperoncino, noce moscata, sale e pepe.
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Visto il loro sapore speziato e piuttosto persistente, più che per il tè, questi biscotti sono ottimi per accompagnare un cocktail pomeridiano o anche come dessert insieme ad un eiswein austriaco.
Ingredienti per circa 150 biscotti: una tazza di farina, mezzo cucchiaino di lievito in polvere, 2 cucchiaini di curry in polvere, 3 abbondanti cucchiai di burro, 2 cucchiai di parmigiano o sbrinz grattugiato, un tuorlo d’uovo, 2 cucchiai di latte, un pizzico di senape in polvere, una presa di pepe.
Preparazione: ponete la farina a fontana su una spianatoia, mescolatela bene con il lievito e il curry; aggiungetevi al centro il burro ammorbidito e i formaggio grattugiato e amalgamate bene l’impasto aiutandovi con una forchetta; in una terrina a parte sbattete il tuorlo d’uovo con il latte, il pepe e la senape in polvere; unite il tutto all’impasto di farina e lavorate il composto con le mani; tirate il composto con il matterello, formando un disco di pasta di mezzo cm di spessore; dal disco, ritagliate con una formina i biscotti e poneteli su una placca imburrata; infornate per pochi minuti a 250 gradi.
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A tutti gli appassionati di cucina indiana segnalo questo libro, edito e distribuito dalla Logos.
L’autore, Das Sreedharan, vive e lavora a Londra, dove gestisce con successo ben cinque ristoranti e collabora con i più importanti magazine di cucina.
Nel libro troverete 120 ricette, per lo più abbastanza semplici da preparare e un supporto grafico notevole, con splendide foto riguardanti ogni preparazione. Tutte le ricette sono originarie del Kerala, lo stato meridionale dell’India, da cui proviene l’autore.
A Roma ho trovato il libro da Feltrinelli a Corso Vittorio ma potete acquistarlo on line qui.
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Dall’aspetto sembra una crepe gigante; in realtà questo piatto tipico del Sud dell’India ma diffuso in tutto il paese è fatto con farina di riso lasciata fermentare per una notte e poi cotta sulla piastra.
Il sapore è ovviamente diverso dalla pastella delle nostre crepe, non solo per gli ingredienti base ma soprattutto per i ripieni: quello classico per il masala dosa prevede patate, cipolle e spezie ma si possono trovare anche con uova, verdure, noodles, formaggio, patate e mandorle…il tutto accompagnato da diverse salse, per lo più molto piccanti.
E pensare che il dosa nasce come piatto per la colazione ma, probabilmente, visto l’apporto energetico e la grassezza della ricetta, anche gli indiani sono soliti consumarlo durante i pasti principali della giornata.
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Lo xantumolo è contento nel luppolo, la pianta le cui infiorescenze femminili vengono utilizzate comunemente nella produzione della birra per conferirle il tipico sapore amaro. La scoperta e l’utilizzo del luppolo nella birrificazione la si deve a Suor Hilgedard von Bingen (1098-1179), botanica dell’Abbazia di St. Rupert in Germania.
Da recenti studi condotti dall’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova e resi pubblici sulla rivista internazionale Cancer, risulta che lo xantumolo possiede proprietà antileucemiche sorprendenti già a basse dosi. Oltre alla birra, altri alimenti che possono realmene diminuire il rischio di tumore sono: il tè verde, il curry, il vino, il selenio e la soia.
Precisiamo però che birra e vino contengono una bassa concentrazione di questa sostanza antiossidante e chemioprotettiva e che si tratta comunque di bevande alcoliche che devono essere consumate con moderazione.
Fonte | beverfood.com
È un vero scoop quello che ci arriva oggi da Londra: pare che anche i sudditi di Sua Maestà si siano definitivamente convertiti al dio spaghetto, abbandonando una volta per tutte la venerazione del curry (rubato, tra l’altro, dalla cucina indiana, non avendo l’Inghilterra una propria tradizione culinaria).
Un sondaggio in rete ha decretato gli spaghetti alla bolognese (al ragù per noi) il piatto preferito dagli inglesi, capace di surclassare addirittura i britannicissimi fish and chips e roast beef. Il 13% circa delle 700mila persone monitorate ha recentemente cercato in internet l’indirizzo di un ristorante italiano dove cenare o dove usufruire del servizio take away, contro l’11.6% che ne ha cercato uno indiano.
Ma gli spaghetti al ragù vincono anche a casa: sempre più inglesi acquistano il sugo pronto al supermercato o addirittura si lanciano in una preparazione casalinga (trovando la ricetta sul web) almeno due volte la settimana, stando ai dati forniti da YouGov su commissione della Loyd Grossman Sauces, uno dei principali produttori di salse oltremanica. Perché proprio il ragù? Perché a detta loro è il più semplice e veloce da preparare: non inorridite troppo, grazie.