Altra ricetta sfiziosa usando le verdure, che in primavera, si sa, una dieta non si nega a nessuno! Così, se volete evitare pasta o secondi pesanti, potete preparare i finocchi con le acciughe.
Ingredienti per 4 porzioni: 2 finocchi, 5-6 acciughe, olio extravergine di oliva, sale, pepe o peperoncino. Preparazione: pulite e tagliate a spicchi sottili i finocchi, e fateli bollire con acqua salata per 4-5 minuti. Passateli poi in uno scola pasta per far perdere l’acqua residua. Nel frattempo levate le lische dalle acciughe, passatele sotto l’acqua in maniera che perdano il loro sale, asciugatele e con le mani rompetele in vari pezzi. In un tegame scaldate l’olio exrtravergine di oliva e quando è pronto aggiungete le acciunghe, cercando di spezzettarle con un cucchiaio di legno durante la cottura, fino a quasi scioglierle nell’olio. Quindi versate i finocchi, aggiungete sale e pepe (ma meglio sarebbe il peperoncino), e fate saltare tutto per un paio di minuti, cercando di evitare di spappolare i finocchi. Servite con un goccio di olio extravergine di oliva crudo.
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Da tanto tempo l’Oms ci mette in guardia contro l’obesità: secondo gli ultimi dati, infatti, ne sono colpite già un miliardo di persone in tutto il mondo, ma… da qui al magico mondo dei Lillipuziani il passo non è così breve!
State a sentire la novità: secondo gli studi della Cornell University, in America, utilizzando alcuni accorgimenti quando si apparecchia la tavola, si può ridurre il rischio di ingrassare. Questione di psicologia, certo, ma vale la pena provare a usare piatti piccoli (massimo 15 cm di diametro), eliminare i piatti di portata e sostituire i cucchiai da brodo con quelli da tè. Automaticamente le porzioni risulteranno ridotte.
Se poi siete amanti di bibite gassate o zuccherate, che fanno la loro parte di ciccia, meglio utilizzare bicchieri alti e stretti, perché il cervello registrerà più lentamente il fatto che si sta davvero bevendo meno; meglio, poi, la ceramica del vetro trasparente perché l’occhio tende a ingannare sulle quantità. Infine, se siete particolarmente voraci, non usate i piatti piani per impiattare il cibo, ma delle tazze larghe.
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Ecco un’idea per un piatto magro, che consiglio a chi sta seguendo una dieta restrittiva ipocalorica. I condimenti sono infatti minimi e la carne di pollo, si sa, fornisce poche calorie.
Cosa ci occorre per 6 persone: un pollo di 1,2 Kg.; 4 limoni; rosmarino, timo e maggiorana tritati; vino bianco secco; olio; pepe e sale.
Riducete la polpa del pollo a piccoli bocconcini; lavate bene i limoni e tagliatene due a spicchi. Gli altri andranno spremuti, conservandone le bucce. Mettete i bocconcini di pollo a marinare in olio, sale e pepe e aggiungete poi gli spicchi, le bucce e il succo dei limoni. Coprite con la pellicola trasparente e tenete in fresco, ma non in frigo, per 4-5 ore. Scolate il pollo dalla marinatura e infornate a 180° C per circa un’ora, aggiungendo di tanto in tanto del vino bianco e gli aromi tritati.
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Oggi vi inserisco una serie di cibi considerati molto salutari: la numero uno vi stupirà! Il fatto che un elemento sia salutare non va di pari passo con il suo gusto e sapore eccellente mentre, si sa, più un cibo è dolce o grasso, più è saporito! Vediamo di fare una lista utile a tavola e non estremamente restrittiva.
10 - Spinaci: contengono vitamina A, vitamina C e K, potassio, magnesio, e ferro
9 - Burro di noccioline: sembra assurdo ma contiene vitamina A, vitamina C e fibre
8 - Arance/limoni: contengono fibre e vitamina C
7 - Riso integrale: definitivamente migliore della pasta sotto tutti i punti di vista, il riso contiene il magnesio, la vitamina B6, la vitamina E e lo zinco.
6 - Pane integrale: contiene le fibre
5 - Salmone: con omega3, aiuta la prevenzione degli infarti
4 - Broccoli: combattono i radicali liberi e hanno la vitamina C
Continua a leggere: Top ten cibi più salutari da tenere in tavola
Questo post è per quelli di voi (anzi, di noi) che sono a dieta: oggi è lunedì, dite la verità, quante trasgressioni avete fatto nel fine settimana appena trascorso? Una cena al ristorante? Un gelato? Una pizza?
Secondo uno studio americano promosso dalla Washington University School of Medicine di St. Louis e pubblicato sulla rivista ‘Obesity’ (nome alquanto di cattivo gusto), spesso gli sforzi che le persone fanno per stare a dieta durante la settimana, speso corredata da ottimo esercizio fisico, vengono vanificati nel weekend, in cui ci concediamo qualche strappo. Questa teoria spiega, finalmente, il fenomeno per il quale è sempre molto difficile mantenere una perdita significativa di peso e perché in molti casi tale perdita è molto lenta.
Gli esperti, però, se da un lato mettono in guardia su questo andamento oscillante, dall’altra raccomandano quasi la presenza di trasgressioni all’interno delle cure dimagranti che, se troppo rigide, difficilmente vengono seguite nel lungo periodo. Nel weekend, inoltre, si ha più tempo, magari da impiegare in attività fisiche che compensino la trasgressione. Tutto questo, però, a patto che il bilancio (e la bilancia) di una settimana di sforzi non si attesti in negativo.
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“Chi mangia piano è bello, magro e sano”: si potrebbe reinterpretare così il vecchio adagio popolare, alla luce dei risultati di una ricerca giapponese, condotta dall’università di Osaka, secondo la quale è scientificamente dimostrabile che chi mangia in fretta ingrassa più facilmente.
Secondo gli studiosi del Sol levante, infatti, trangugiare, diciamo così, un pasto, manda in tilt il nostro organismo e impedisce al sistema che regola il senso di sazietà di funzionare. Il nostro cervello, quindi, non più in grado di inviarci lo stimolo per smettere di mangiare, ci fa riempire lo stomaco oltre il dovuto, favorendo la presenza dei chili di troppo.
Purtroppo tutto ciò è valido specialmente per le donne e il rischio di obesità addirittura si triplica se si mangia fino ad avvertire il senso di sazietà. Bandite, quindi, insane abitudini come quella di mangiare davanti alla tv o al pc, sì invece alla tavola ben apparecchiata e attenzione a dedicare al momento del pasto tutto il tempo che ci vuole. E se proprio non potete fare a meno del fast food come filosofia di vita, raccomandatevi alla Madonna (guardate un po’ la foto qui accanto…).
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L’olio d’oliva alleato delle diete? Beh, adesso non esageriamo, limitiamoci a dare la notizia: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, l’olio d’oliva aumenterebbe il senso di sazietà, aiutandoci a sentirci ‘pieni’ tra un pasto e l’altro.
Questa proprietà è dovuta alla presenza di acido oleico, che una volta nell’intestino viene trasformato nell’ormone Oea (oleoiletanolamide), capace di tenere alla larga i crampi della fame. Ebbene: dai risultati degli esperimenti si evince che somministrando grasso al piccolo intestino questo ormone venga secreto assai di più di quando si somministrano carboidrati e proteine.
Un nuovo passo verso la messa a punto del fantomatico farmaco anti-fame? Può darsi, ma gli esperti avvertono: l’assunzione (o meno) di cibo dipende da stimoli di vario genere, anche emozionali, visivi, tattili ecc… insomma, se non volete ingrassare mirate a sviluppare più che altro l’autocontrollo!
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Tempi duri per gli obesi dell’Alabama. Lo stato americano del Sud ha infatti stabilito che dal prossimo gennaio gli impiegati statali dovranno pagare 25 dollari al mese in più di assicurazione sanitaria se non passeranno determinati esami clinici riguardanti il peso corporeo e i sintomi ad esso connessi.
Già divampa la polemica: i detrattori di questa nuova legge parlano di discriminazione verso individui predisposti geneticamente ad ingrassare mentre c’è chi la considera un’ottima opportunità per migliorare la salute di molte persone in uno stato come l’Alabama che si piazza al terzo posto in America per numero di obesi.
Sinceramente questa mi sembra la classica beffa conseguente al danno: prima le persone sono letteralmente spinte ad ingrassare con pesanti e a volte disoneste campagne pubblicitarie e poi il cliente, che ha già pagato per comprare il cibo, paga ancora per porre rimedio ai danni procurati dallo stesso cibo.
Via | Theroot.com
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Le diete si cominciano sempre di lunedì: dal momento che oggi è martedì, non vi preoccupate, non vi sto per consigliare l’ennesima ricetta ipocalorica per dimagrire, bensì un tipo di alimentazione per vivere meglio e più a lungo.
I pregi della dieta mediterranea dovrebbero essere ormai arcinoti, ma dal momento che in Italia ci stiamo ‘occidentalizzando’, spostando, cioè, verso un’alimentazione sempre più ricca di grassi, mentre calano i consumi dei cibi che derivano dalla nostra tradizione, a partire da olio d’oliva, pane e verdura, è bene ricordare cosa s’intende davvero per dieta mediterranea. Si chiama così quell’alimentazione che prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.
Una ricerca recentemente pubblicata sul British Medical Journal e condotta da specialisti dell’università di Firenze, ha dimostrato che più si è ligi alla dieta mediterranea, migliore è lo stato di salute, con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno seguito l’alimentazione di un milione e mezzo di persone dai 3 ai 18 anni.
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Parliamo spesso di diete, forse perché io sono sempre lì che ne ho bisogno e non si sa mai quale scegliere: ci sono quelle di singoli alimenti, le iperproteiche, le dissociate, quelle senza carboidrati, e poi altri trucchetti più o meno efficaci, quali cerotti mangia grasso, pasticche anti assorbimento, saune, liposuzioni, creme snellenti…
In realtà la riflessione da fare è un’altra: l’importante (tranne in casi di obesità o di disturbi alimentari complessi) non dovrebbe essere tanto perdere peso, quanto raggiungere uno stato di salute, stato che è assai difficile raggiungere con una dieta a breve termine. Inoltre, altro punto focale, non è importante solo centrare l’obiettivo, ma come centrarlo. Ad esempio, le diete iperproteiche: si limitano le porzioni di pane e pasta e si stimola il metabolismo con la carne. A insistere troppo si distrugge il glicogeno muscolare e il muscolo si cannibalizza a causa dell’inattività e del deficit energetico. Il risultato è che si perde peso, ma s’ingrassa e non si sentono neppure i sacrifici di una dieta ipocalorica, ma l’astinenza da carboidrati provoca una specie di intossicazione che provoca inappetenza quando non addirittura nausea.
La morale è sempre la stessa: dobbiamo rassegnarci al fatto che non esistono ricette miracolose, ma solo quella di seguire un’alimentazione corretta fatta di tutto un po’ senza esagerare mai. E non solo: forse perché è il più scontato dei consigli nessuno lo segue mai, ma è fondamentale, l’attività fisica. Perché, altrimenti, al giorno d’oggi i consumi alimentari si contraggono mentre aumenta l’indice d’obesità? Forse perché siamo un tantino sedentari?!
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