Thriller? Commedia? Resta un po’ sospeso questo film, La donna perfetta, che vede un’incantevole Nicole Kidman nei panni di una star televisiva che, licenziata in tronco, per riprendersi da un esaurimento nervoso, si trasferisce con il marito nella pacifica cittadina di Stepford in cui tutte le famiglie sembrano uguali, con donne bellissime, casalinghe e naturalmente devote ai mariti. Donne talmente perfette da sembrare finte… la protagonista, per integrarsi, decide di preparare degli ottimi cupcakes. Voi potete provare questa ricetta, eventualmente anche nella sua variante con cioccolato fondente e peperoncino, ideale anche per il periodo di Carnevale…
Cosa vi occorre per 12 cupcakes: 150 g di zucchero. 6 chiare d’uovo, 60 g di farina, ½ cucchiaino di lievito per dolci, 1 punta di sale, ½ limone biologico ma solo la buccia grattugiata e 2 cucchiaini di succo, 220 g di philadelphia, 180 g di zucchero a velo, 100 g di cioccolato bianco, 50 g di burro.
Come si preparano: unite la farina a tre quarti dello zucchero e dopo, delicatamente, gli albumi montati a neve ben ferma. Aggiungete, infine, il lievito e la buccia di limone, poi suddividete l’impasto in 12 pirottini e infornateli a 180° per una ventina di minuti. Lasciate raffreddare. Nel frattempo lavorate il formaggio con il burro a temperatura ambiente, lo zucchero a velo, il cioccolato fuso e il succo di limone e mettete tutto in una tasca da pasticcere in frigo. Decorate i cupcakes con questa ‘glassa’ e refrigerate di nuovo prima di servire.
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Il grosso delle Feste è ormai passato e tutti pensiamo a come riciclare il panettone o il pandoro avanzati (salvo trovarceli a colazione fino a Pasqua), al limite il cotechino e le lenticchie. Ma a Natale si compera anche un sacco di frutta fresca, magari esotica, che a volte si fa fatica consumare anche perché va a male presto. Quindi, se avete dell’ananas, potete preparare questa magnifica torta ottima per la merenda dei bambini e anche per la vostra, dal momento che, si sa, l’ananas brucia i grassi…
Cosa vi occorre: 1 ananas medio, 300 g di pane raffermo (che anche di quello ne avete senz’altro un bel po’), ½ l di latte, 2 cucchiai di uvetta, 3 uova, 100 g di zucchero, 2 cucchiai di farina bianca e 2 di farina gialla, 1 limone biologico, 1 pizzico di sale.
Come si prepara: ammorbidite l’uvetta nell’acqua e contemporaneamente anche il pane nel latte. Intanto sbattete le uova con lo zucchero, la scorza di limone grattata e il sale, versate il latte rimasti, i due tipi di farina e l’uvetta scolata e strizzata. Sbucciate l’ananas e tagliatelo a fette eliminando il torsolo. Imburrate uno stampo a cerniera e coprite il fondo con le fette di pane leggermente strizzate, quindi coprite con le fette di ananas e le crema, cospargete la superficie di zucchero e infornate a 180° per un’ora. Servire fredda.
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Mangiare un dattero l’ultimo dell’anno e conservare, poi, il semino sputacchiato nel portafoglio per tutti e 12 i mesi seguenti, porterà nelle vostre tasche molti soldi. Così recita un vecchio adagio diffuso in Medio Oriente, terra natale di questo frutto zuccherino. Se questa è la vostra unica speranza per pagare l’Imu che ci attende nel 2012, allora trattatevi bene e i datteri pappateveli nella fonduta di cioccolato… anche se sono senza semi!
Cosa vi occorre per circa 40 pezzi: 40 datteri snocciolati, 40 g di pistacchi sgusciati, 175 g di marzapane, 4 cucchiai di maraschino. Per la glassa: 150 g di cioccolato fondente, 50 g di burro.
Come si preparano: mescolate il marzapane a tocchetti con i pistacchi sfarinati nel mixer, amalgamate il tutto con il maraschino e con questa polpa farcite i datteri lì dov’era il nocciolo. Intanto preparate la glassa sciogliendo il cioccolato a bagnomaria tritato con il burro e 2 cucchiai d’acqua. Intingete i datteri farciti nel cioccolato fuso e metteteli a sgocciolare su una gratella prima di farli rassodare in frigo per almeno un paio d’ore.
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Due ricettine russe che vi propongo insieme, oggi, perché la base è la stessa e potete, quindi, mischiarli nelle vostre confezioni regalo. Le dosi comuni sono: 400 g di farina, 300 g di miele, 50 g di burro. Ricordate di applicare a ogni biscotto un buco per farvi passare il filo colorato, non si sa mai voleste appenderli all’albero di Natale…
Per preparare il panpepato, scaldate il miele a bagnomaria, mescolatelo con il burro, un etto di panna acida, un uovo, un cucchiaino di cannella in polvere mescolata a cardamomo e bardana, mezzo cucchiaino di bicarbonato e qualche goccia di succo di limone. Unite la farina setacciata e fate risposare per 2-3 ore, poi spianate la sfoglia sottilissima e ritagliate le vostre forme preferite, ungete i biscotti con il rosso d’uovo e infornateli su carta stagnola unta a 200° per una ventina di minuti. Una volta freddi decorateli con lo sciroppo apposito, ma anche con briciole di cioccolato e noci sminuzzate.
Allo stesso modo, per i cuoricini procedete scaldando il miele e unendovi il burro, poi anche 150 g di polvere di zucchero, un cucchiaino di cannella, uno di anice e uno di cardamomo, un cucchiaino di bicarbonato e del succo di limone. Impastate con la farina e lasciate riposare per 5 ore, quindi spianate la sfoglia fino a 2-3 mm, ritagliate i cuoricini e cuoceteli in forno a 200° fino a doratura.
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Questo dolce appartiene alla tradizione natalizia della Capitale. Diciamo che è un po’ la risposta (che ormai va perdendosi purtroppo) di Roma al panettone milanese… Il pangiallo si chiama così perché in origine, invece ci coprirlo con la pastella che ci accingiamo a imparare, si avvolgeva nell’acqua di zafferano che gli conferiva il caratteristico colore giallastro. La ricetta che vi propongo di seguito, inoltre, è quella della classe media: i nobili, infatti, sostituivano lo zibibbo con l’uva sultanina e aggiungevano all’impasto della pasta di mandorle sciolta con uova.
Cosa vi occorre: 200 g di farina, 20 g di lievito per pane, noci e mandorle a pezzi grossolani, zibibbo, olio, zucchero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, acqua tiepida q.b.
Come si prepara: impastate insieme la farina e il lievito allungandoli con un po’ d’acqua fino a ottenere una pasta più morbida di quella del pane, alla quale aggiungerete tutti gli altri ingredienti. Date all’impasto una forma di pagnotta e lasciatela riposare in un luogo tiepido per una notte. Il giorno seguente preparate una pastella con farina, un po’ d’olio e un po’ di zucchero, aromatizzatela con le spezie e versatela sul pane, spalmandola bene. A questo punto infornate a 200° fino a che la crosta del pane non risulterà ben dorata e croccante.
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Una torta, questa tipica della cucina russa, assolutamente coreografica, particolarmente adatta, dunque, alle feste di compleanno, se volete fare un figurone e spegnere le candeline sopra un dolce dal gusto originale. La sua preparazione, però, richiede mani esperte: il mio consiglio, quindi, è di provarla prima di sceglierla per una festa.
Cosa vi occorre: 8 chiare d’uovo, 2 bicchieri di zucchero grandi. Per la crema: 600 g di burro, 200 g di zucchero a velo, 5 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di cognac. Per la decorazione: chicchi di caffè e cioccolato.
Come si prepara: frullate le chiare nel mixer senza montarle, versandovi a filo lo zucchero senza smettere di far andare le pale e fino a ottenere una schiuma stabile che dividerete in 4 parti. Con 3 di queste formerete dei dischi da cuocere in forno per lungo tempo senza superare la temperatura di 100° (un po’ come si fa per le meringhe), il quarto mettetelo in una tasca da pasticcere e con questa formate dei fiorellini che cuocerete anch’essi a lungo in forno appena caldo. Intanto preparate la crema sbattendo i rossi con lo zucchero a velo, unendo il burro a temperatura ambiente e aromatizzando con il cognac. Quando i dischi saranno cotti, spalmateli tutti con la crema e sovrapponeteli, coprendo di crema anche la superficie e i bordi della torta così ottenuta. Ornate il bordo anche con le roselline, i chicchi di caffè e di cioccolato e conservate in frigo fino al momento di servire.
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Oggi siamo davvero lungimiranti: con il countdown ormai iniziato per il Natale, noi guardiamo già oltre, a quando le Feste volano via lasciandoci un sacco di avanzi, come, spesso, la frutta essiccata. Ecco, dunque, un consiglio che ci viene dalla Russia per un tè con le amiche all’insegna del ‘riciclo’.
Cosa vi occorre: 1 kg di pasta unta lievitata, 1 kg di albicocche secche ben scelte, 150 g di zucchero, semi di papavero.
Come si prepara: una volta preparata la pasta, stendetela per bene dandole una forma ovale, quindi sforacchiatela con la forchetta. Intanto cuocete le albicocche secche in poca acqua e zucchero e scolatele senza, però, gettare via il liquido di cottura sciropposo che avrete ottenuto. Stendete uno strato di albicocche sopra la pasta, lasciando lo spazio necessario per ripiegarne i bordi, che spennellerete con lo sciroppo. Polverizzate con i semi di papavero e infornate a 180-200° fino al punto giusto, cioè fino a che la pasta non risulterà ben dorata. Al momento di servire, di accompagnamento con tè o caffè, irrorate ancora ogni fetta con lo sciroppo.
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Sia per la colazione della festa, sia per l’ora del tè, nonché per i tanti dolci fatti in casa che propone, la tradizione russa abbonda di marmellate e confetture che le massaie preparano rigorosamente da sole, spesso e volentieri con la frutta raccolta dagli alberi del proprio giardino.
Le marmellate che più comunemente, infatti, troverete sulle tavole in Russia sono quella di more, frutto abbastanza succoso da non richiedere l’aggiunta di acqua e che ha la caratteristica di essere fatta raffreddare a bagnomaria, e quella di mirtilli rossi.
Molto gettonate anche la marmellata di albicocche, in cui i frutti vengono fatti cuocere assieme ai noccioli che avrete precedentemente estratto e pulito, e quella di ciliegie, che invece vanno snocciolate, ma che andranno cotte alla giusta maturazione, cioè dopo averle lasciate per giorni coperte dallo zucchero, in modo da far uscire tutto il pregiato succo.
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Due coppie sposate che si confrontano con la parola ‘amore’: da un lato Alfie che per una giovane pin up sopra le righe prende il viagra e lascia la moglie Helena, che si affiderà a una maga per poi consolarsi con un libraio vedovo; dall’altro la loro figlia Sally in crisi con il marito scrittore Roy che ha una crisi d’ispirazione e un’infatuazione per la vicina indiana. Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, che così più di un auspicio suona come una minaccia, e` il film che segna il ritorno a Londra di Woody Allen, qui alle prese con temi a lui ben noti come lo sgretolamento del concetto di ‘per sempre’. Che c’entrano le praline alla nocciola? È con quelle che Sally crede di far innamorare il suo capo, l’avvenente gallerista Greg…
Cosa vi occorre: 50 g di zucchero semolato, 100 g di nocciole tritate.
Come si preparano: mettete in una casseruola lo zucchero e le nocciole tritate e fatele caramellare lentamente a fuoco basso, mescolando continuamente. Una volta che il composto sarà brunito, sistematelo a raffreddare in una teglia antiaderente e una volta freddo riducetelo in praline con il mattarello.
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Recita il vecchio adagio: “Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi”. In Russia mi sa che l’osservano alla lettera, tanto che addirittura posseggono una ricetta per una torta speciale che si gusta solo il giorno dell’onomastico! E allora quale giornata migliore per impararla di domani che ricorre la festività di Ognissanti?
Cosa vi occorre: 400 g di farina di frumento, 300 g di burro, 400 g di zucchero, 8 tuorli d’uovo, 1 manciata di uva passa, 1 manciata di gherigli di noce macinati, 1 cucchiaio di buccia d’arancia candita, 1 pizzico di bicarbonato, 1 punta di sale, succo di limone q.b. Per la crema: 2 albumi d’uovo, 125 g di zucchero a velo.
Come si prepara: tritate insieme il burro con metà dello zucchero fino a che i cristalli non saranno tutti rotti, e l’altra metà battetela con i tuorli. Unite i due impasti e aggiungete l’uva passa, le noci, l’arancia candita, il bicarbonato, il sale e qualche goccia di succo di limone. Aggiungete pian piano la farina sempre mescolando in modo che l’impasto si gonfi. Ungete di burro una teglia e adagiatevi la pasta, quindi infornate la torta a 180° per circa 50 minuti o comunque finché la superficie non risulterà dorata. Nel frattempo preparate la crema frullando insieme le chiare con lo zucchero a velo: riempite con questo composto una siringa da cucina e aiutandovi con questa ponete tanti fiorellini sulla superficie della torta. Se volete che questi fiorellini siano meglio fissati e un po’ colorati, potete tornare a infornare la torta per qualche minuto, poi servitela decorata con candele accese.
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