Oggi vi lascio la ricetta delle chiacchere, il dolce più diffuso in Italia nel periodo di Carnevale, da nord a sud si trovano ovunque, il nome cambia a seconda della regione, bugie, frappe, cenci, donzelle, crostoli, lasagne e pampuglie ma la ricetta è praticamente identica ovunque.
Ingredienti: 500 gr di farina ,1 uovo, una noce di burro, 3 cucchiai di zucchero, buccia grattugiata di un limone, un bicchiere di, vino bianco, sale un pizzico, olio per friggere, zucchero a velo.
Procedimento: se lo avete usate un qualsiasi robot da cucina con un mixer, dove dovrete mettere tutti gli ingredienti aggiungendo poco alla volta il vino in modo da ottenere una pasta liscia e omogenea. Se non avete mixer procedete a mano fino ad ottenere sempre una pasta liscia e omogenea unendo insieme tutti gli ingredienti.
Continuiamo con la saga dei dolci di carnevale, visto che l’inverno è ancora alle porte e possiamo concederci qualche altra trasgressione culinaria, prima dell’arrivo della bella stagione. In questa ricetta c’è tutta la tradizione pasticcera di Venezia.
Per la preparazione dei caramei o croccanti veneziani (8-10 persone) occorrono: 350 grammi di mandorle non pelate; 200 grammi di zucchero; una noce di burro; succo di limone; acqua; olio di semi.
Ungete con l’olio una teglia rettangolare antiaderente e foderatela con la carta da forno, ungendo anche essa. Spezzettate grosssolanamente metà delle mandorle e poi unitevi le restanti intere. versate in una padella lo zucchero, il burro, un po’ di succo di limone e 2 cucchiai d’acqua. fate sciogliere lo zucchero a fuoco lento, mescolando. Smettete di mescolare e lasciate che si formi un caramello ambrato e denso. Versateci dentro le mandorle e mescolate col cucchiaio bagnato d’acqua fredda. versate il composto nella teglia e pareggiatelo in altezza aiutandovi con un mezzo limone. A questo punto capovolgete il croccante su della carta da forno unta d’olio e tagliarlo a lasanghe, prima che sia indurito del tutto.
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Nonostante le vacanze natalizie sembrino appena terminate e molti di noi debbano ancora riprendersi dalle abbuffate che hanno caratterizzato le festività e i giorni appena trascorsi, già fanno capolino, nelle vetrine dei negozi, abiti, decorazioni e festoni che ci riportano alla mente che il carnevale è alle porte.
E con esso, arrivano nuovi cibi della nostra tradizione: oggi parliamo di una ricetta pugliese, “li cartiddati” appunto, che definirei i “fratelli-gemelli” di molti altri dolci di questo periodo. La ricetta prevede ingredienti semplici e poveri: un chilo di farina bianca 00; 250 ml. di acqua tiepida; un pizzico di sale e vino bianco q.b a rendere l’impasto non troppo morbido.
L’impasto ottenuto viene tirato con un mattarello, o meglio con una macchinetta apposita per tirare la pasta (quella per fare le tagliatelle, in poche parole), fino ad ottenere dei fogli dello spessore di 1mm. Poi verranno tagliati a strisce, della lunghezza preferita, e fritti in abbondante olio d’oliva bollente. Dopodichè, possono essere adagiati in un piatto e cosparsi con il miele o con “lu cuettu”, che altro non è che una riduzione di vino e fichi secchi.
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