
Uno dei classici nelle deorazioni della tavola natalizia è la famosa casetta di pan di zenzero, quella delizia in stile Hansel e Gretel che riscuote sempre grande successo soprattutto tra i più piccoli, ma nonostante le rassicurazioni delle amiche non ho mai trovato il coraggio di provare a farla perché mi sembrava troppo complicata. Per fortuna ci sono un sacco di versioni alternative che con relativo impegno ti procurano un ottimo risultato, ecco cosa ci propone per esempio She Who Eats.
Potremmo chiamarla casetta di pane, e di qui mi viene già l’idea di una versione salata da mettere in tavola già all’aperitivo; in sostanza basta procurarsi una forma di pane rettangolare e intagliarla a blocchi, un cubo per la casa e due rettangoli per il tetto da fissare con l’aiuto di qualche stuzzicadente. Infine si aggiunge un piccolo parallelepipedo che sarebbe il comignolo e si spolvera il tutto di zucchero a velo.
A questo punto arriva il bello, la decorazione, per la quale sicuramente mi farò aiutare dai miei bimbi; con dei pupazzi di neve in zucchero, dei funghetti di cioccolato, dei biscottini a forma di albero di Natale. Vale tutto insomma, l’importante è stare attenti che non si mangino tutto strada facendo.
Questo dolce appartiene alla tradizione natalizia della Capitale. Diciamo che è un po’ la risposta (che ormai va perdendosi purtroppo) di Roma al panettone milanese… Il pangiallo si chiama così perché in origine, invece ci coprirlo con la pastella che ci accingiamo a imparare, si avvolgeva nell’acqua di zafferano che gli conferiva il caratteristico colore giallastro. La ricetta che vi propongo di seguito, inoltre, è quella della classe media: i nobili, infatti, sostituivano lo zibibbo con l’uva sultanina e aggiungevano all’impasto della pasta di mandorle sciolta con uova.
Cosa vi occorre: 200 g di farina, 20 g di lievito per pane, noci e mandorle a pezzi grossolani, zibibbo, olio, zucchero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, acqua tiepida q.b.
Come si prepara: impastate insieme la farina e il lievito allungandoli con un po’ d’acqua fino a ottenere una pasta più morbida di quella del pane, alla quale aggiungerete tutti gli altri ingredienti. Date all’impasto una forma di pagnotta e lasciatela riposare in un luogo tiepido per una notte. Il giorno seguente preparate una pastella con farina, un po’ d’olio e un po’ di zucchero, aromatizzatela con le spezie e versatela sul pane, spalmandola bene. A questo punto infornate a 200° fino a che la crosta del pane non risulterà ben dorata e croccante.
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Che buono! E’ la classica cosa che ti mangi già solo con gli occhi; e certo, a causa del suo aspetto di norma lo si trova in tavola solo durante le festività natalizie. Il tronchetto di Natale in inglese si chiama Yule Log e in francese Buche de Noel e le sue interpretazioni sono infinite e tutte molto scenografiche; prepararlo è relativamente facile, magari prima di quello definitivo fatene uno di prova, quello che vi proponiamo oggi è al caffè e cioccolato.
Preriscaldate il forno a 180° e montate a neve i bianchi di 6 uova aggiungendo a poco a poco due cucchiai di zucchero; poi sbattete i tuorli con 70g di zucchero e aggiungete una tavoletta di zioccolato fondente da 100g sciolta a bagnomaria. Quindi piano piano unite 1/4 dei bianchi montati a neve e poi tutto il resto dei bianchi, amalgamando bene.
Disponete il tutto su una teglia rivestita di carta forno e infornate per 15 minuti; quando l’impasto è soffice e compatto estraetelo da forno e lasciatelo raffreddare ricoperto da un torcione pulito di cotone per un’ora. Intanto preparate il caffè (3 tazzine) è mescolatelo con mezzo bicchiere d’acqua e quando è freddo unitelo a una crema ottenuta da 120g di philadelphia e 3 cucchiai di zucchero.
Continua a leggere: Le ricette che si mangiano solo a Natale - N.2 Il tronchetto di Natale

Tutti conosciamo il panettone come il dolce tipico milanese con frutta candita e uvetta passa, ma non tutti sanno che la sua origine si fa risalire al tempo di Ludovico Sforza detto il Moro, 1452-1508. La leggenda o storia comprovata che sia, narra di un pasticcere, cameriere e panettiere di nome Toni che preparò un dolce con questi ingredienti e che chiamò il pane di Toni, nel tempo poi divenuto Panettone.
Da questa ricetta tradizionale, si sono creati negli anni molte varianti, senza uvetta, senza canditi, panettoni glassati, con l’aggiunta di cioccolato e creme dai gusti più vari. Oggi molte aziende che si occupano di altro, propongono il panettone con un ingrediente che riguarda la propria principale attività.
Parlo ad esempio del panettone con il vino prosecco dell’azienda Bellenda, o quello con la birra del birrificio Ducato o con olio di oliva dei Farchioni al posto del burro. Varianti interessanti e che non stravolgono la ricetta originale. Spero di poter assaggiare altre sperimentazioni di questo tipo.
Gli ingredienti che servono per questo dolce natalizio sono: 300 gr di pasta frolla; 100 gr di mandorle spelate; 50 gr di pinoli; 200 gr di datteri; 200 gr di fichi secchi; 100 gr di uvetta sultanina; acqua di cedro; 4 tuorli d’uovo; 1 cucchiaino di cannella in polvere; 50 gr di amaretti; 150 gr di canditi tagliati; zucchero a velo e pistacchi per guarnire.
Snocciolate i datteri e tagliateli finemente. Tritate le mandorle, i pinoli, i fichi secchi e l’uvetta sultanina. Metteteli in una terrina ed unite i tuorli d’uovo, la cannella e gli amaretti sbriciolati ed i canditi. Mescolate bene. Unite l’acqua di cedro finchè l’impasto non sarà morbido. Stendete la pasta frolla con spessore di 5 mm circa.
Foderate una tortiera rettangolare coperta con la carta forno. Bucherellate la pasta frolla e ricopritela con l’ impasto in modo uniforme. Infornate a 180′ C per 35 minuti. Fate raffreddare e tagliate dei bocconcini con la forma che preferite. Spolverateli con lo zucchero a velo ed adagiate al centro del bocconcino un pistacchio.
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Conoscete tutti l’omino di pan di zenzero? E’ molto semplice da fare e bello da appendere all’albero di Natale! Per creare l’impasto usate: 150 gr di burro, 200 gr di zucchero, 200 gr di farina, due uova, un paio di cucchiaini di zenzero grattugiato, una punta di cucchiaio di lievito, ne necessario del latte a temperatura ambiente. Se volete i biscottini al cioccolato vanno aggiunti anche 50 gr di cacao amaro.
Lavorate burro e zucchero, aggiungete le uova e setacciate farina e lievito. Mescolate anche lo zenzero e verificate la compattezza dell’impasto. Talvolta ho dovuto aggiungere un cucchiaio di latte per ammorbirirlo leggermente per la lavorazione.
Stendete dunque l’impasto all’altezza di mezzo cm e ritagliate le formine ad omino. Ricordate di praticare un piccolo foro in alto dove passerete, una volta cotti, il filo per appendere all’albero i biscotti. Se volete fare anche occhi, bocca e bottoncini del vestitino potete usare delle caramelle gommose colorate da aggiungere a fine cottura! Infornate a 180° per 20 minuti, i vostri omini sono pronti!
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Mi sembra un classico del Natale, questa è una ricetta semplicissima per realizzarlo. Procuratevi per la parte “solida” del pan di spagna pronto di forma rettangolare, latte e miele. Per la farcitura io faccio così, uso la nutella, 500 ml di panna da montare, crema di marroni e dello zucchero a velo. E’ sottinteso che va consumato subito poichè la panna è fresca!
Per la base spennellate il pan di spagna con latte e miele. Usate poco miele e fate in modo tale che il latte bagni il pan di spagna ma assolutamente senza inzupparlo. Serve solo a mantenere morbida la consistenza del pan di spagna. Per la farcitura è semplicissimo: montate la panna e dividetela in due ciotole. Ad una aggiungete lo zucchero a velo e 2 cucchiai di nutella: questa sarà la parte da spalmare sopra al tronchetto. Nell’altra mettete la crema di marroni, solitamente due o tre cucchiai.
Ora mettete questo ripieno sul vostro pan di spagna ammorbidito e delicatamente arrotolate. Avvolgete il rotolo in un panno umido e mettetelo in frigo mezz’ora di modo tale si fissi bene. Toglietelo dal frigo e ponete sopra la panna mescolata a nutella e zucchero a velo. Lasciate in frigo fino al momento in cui viene consumato. Come detto va mangiato entro qualche ora dalla preparazione.
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Vorrei consigliarvi un dolce che non è propriamente natalizio, ma si può adattare molto bene a queste feste e va benissimo da aggiungere ai dolci del pranzo di natale.
Lo stroscia (dal dialetto stroscià, cioè rompere) è un dolce tipico della Riviera ligure di ponente fatto con l’olio extravergine d’oliva, prodotto di punta di queste zone. Mi è capitato di assaggiarlo per caso in questi giorni e ne sono rimasta davvero colpita. E’ ottimo, croccante e gustosissimo.
Vi do la ricetta e se fossi in voi proverei a farlo, non è particolarmente difficile e merita davvero, non sono molti i dolci fatti con l’olio d’oliva.
Continua a leggere: Lo stroscia del Ponente ligure, dolce all'olio d'oliva
A chi non è mai capitato di trovarsi ad un banchetto di Natale tra amici o parenti e vedersi stappare di fronte agli occhi una preziosa bottiglia di Champagne o Metodo Classico a fine cena, accompagnata dalla classica fettona di panettone? Ovviamente il risultato dell’abbinamento è stata una cocente delusione, sia per il panettone che ha “improvvisamente” assunto un sapore amarognolo, sia per lo Champagne, pagato tanto ed ora diventato di colpo un frizzantino dolciastro…Un abbinamento sbagliato può mortificare due prodotti di per sé ottimi.
Quest’anno provate a conludere il vostro pranzo di Natale con brindisi e dolci vari con un bicchiere di Moscato d’Autunno dell’azienda Saracco, perfetto per accompagnare dessert semplici e non troppo strutturati.
Nel bicchiere si presenta in una brillante veste giallo paglierino. Al naso l’aromaticità del vitigno Moscato è inconfondibile e veicola sentori di fiori gialli e note agrumate. All’assaggio diventano protagoniste dolcezza e acidità che nel loro equilibrio rendono il vino elegante e mai stancante.
Facilmente reperibile in tutte le buone enoteche. A Roma da Costantini si trova a 12 euro.
Per quanto riguarda lo Champagne, compriamolo lo stesso ma beviamolo durante il pasto, magari con un bel piatto di pasta all’uovo con i funghi porcini.