L’Italia è il paese dei mille campanili. E, aggiungiamo, dei mille piatti che rendono uniche le nostre tavole. Non si tratta di campanilismo, ma di pura realtà e lo sa bene chi si sposta in lungo e in largo per il nostro Paese e ha la fortuna di gustare piatti sempre nuovi e gustosi. Una tradizione culinaria come la nostra, però, ha in sé una sfida che potremo definirla della fedeltà creativa. Riproporre le ricette così come le facevano i nostri nonni non è possibile, sia per la mancanza di alcuni ingredienti, sia perché, diciamolo chiaramente, alcune ricette sono improponibili per via della quantità di grassi presenti. Rispettando lo spirito dei piatti è, invece, interessante notare come alcuni capisaldi della nostra cucina regionale vengono rivisitati.
Una rilettura creativa – e appassionante – della varie ricette delle regioni italiano è contenuta nel bel volume La cucina etica regionale. La vera cucina italiana vegana scritto da Nives Arosio in collaborazione con Paola Costanzo e pubblicato da Sonda. Leggiamo nell’introduzione:
… in chi si accosta alla cucina vegan subentra il timore di non essere in grado di cucinare ingredienti nuovi come tofu, seitan, muscolo di grano (e recentemente anche i vegformaggi), per non parlare delle preoccupazioni riguardo al loro costo e alla loro facilità di reperimento. Inoltre, poiché il vegetarismo in generale si ispira alla cucina mediorientale o asiatica, per l’ovvia varietà di ricette che questi Paesi offrono, spesso i ricettari di cucina vegetariana o vegan presentano cibi dagli ingredienti e dagli abbinamenti insoliti o il classico piatto unico così distante dal nostro modo tradizionale di concepire un pranzo.
Con cucina etica si intende quella cucina che non fa uso di alimenti di origine animale. In altre parole, la cucina vegana. Molti di noi al sentire parlare di vegetarianesimo e di veganismo storcono il naso e si lasciano sfuggire qualche sorrisetto di compassione della serie: “Poverini, non sanno quello che si perdono nel rinunciare a carne e pesce”. Se anche voi siete tra questi, allora il libro La cucina etica dolce. Ricette golose senza latte, uova, burro e miele di Dora Grieco e Roberto Politi vi farà cambiare idea e, al contempo, leccarvi i baffi per le numerose leccornie che presenta.
I nostri dolci etici si dividono essenzialmente in due sezioni virtuali: una di ricette classiche ma “veganizzate” e una di ricette “d’autore”. Per le prime abbiamo cambiato alcuni ingredienti e alcune procedure, in modo da realizzare dolci molto simili nel sapore e nell’aspetto a quelli tradizionali cui ci siamo ispirati […] Abbiamo quindi scelto di proporre alcuni fra i classici “irrinunciabili”: per esempio, il tiramisù, la torta della nonna, il millefoglie, o ancora i cannoli siciliani e la panna cotta. Fanno tutti parte del nostro goloso immaginario gastronomico e non c’è ragione di abbandonarli solo perché non consumiamo latte e uova. Perché rinunciare a un millefoglie, se è possibile realizzarlo ugualmente buono ma anche più leggero e a zero colesterolo?
Il libro è suddiviso in sette parti: dalle preparazioni di base alle torte e crostate, dai dolci al cucchiaio ai biscotti, paste e pasticcini, dai gelati e semifreddi, dai dolci da chef (sezione curata da Giuseppe Morra) e ai dolci naturali (a cura di Silvia Tonelli) per un totale di oltre cento ricette. Curatissima la veste grafica con molte foto; la copertina cartonata lo rende un libro adattissimo a stare in cucina senza pericolo che si rovini.
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