Non è più così facile reperire la testina d’agnello dal macellaio; gusti moderni e mode vegetariane l’hanno resa una rarità. Quest’antica ricetta invece non solo ci offre un piatto delizioso ma ci riporta alla mente un tipo di gastronomia “al risparmio”, dove ogni parte dell’animale veniva utilizzata per prerarare gustose pietanze.
Ingredienti per 4 persone: 2 testine d’agnello, 400g di fagioli borlotti, una cipolla, olio extravergine d’oliva, mezzo kg di salsa di pomodoro, 50g di prosciutto tagliato a dadini, sale, pepe.
Preparazione: pulite bene le testine, spaccatele a metà e lasciatele “spurgare” per almeno un’ora in acqua fredda; lessatele poi per circa 30 minuti in acqua salata; lessate a parte anche i fagioli; in un tegame preparate un soffritto con l’olio, la cipolla e il prosciutto; aggiungete poi la salsa di pomodoro e lasciate cuocere a fuoco basso per un quarto d’ora; unite infine le testine e i fagioli alla salsa e lasciate insaporire per un’altra decina di minuti.
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Ecco un’altra ricetta della tradizione genovese, il polpettone di patate e fagiolini.
Ingredienti: 1 kg di patate, 1 kg di fagiolini, aglio, olio extravergine d’oliva, 30 grammi di funghi porcini secchi, maggiorana, pane grattugiato, 1 etto di parmigiano reggiano, 2 uova.
Procedimento: innanzi tutto fate bollire le patate e i fagiolini; poi passate le patate nel passa verdure e sminuzzate i fagiolini.
In una padella preparate un soffritto con l’olio, l’aglio tritato e i funghi porcini secchi, che precedentemente avrete fatto rinvenire in acqua calda. Poi mettete patate e fagiolini nel soffritto, aggiungete un po’ di sale e lasciate andare per una decina di minuti.
A questo punto, fate raffreddare le verdure, mettetele in una ciotola capiente e aggiungete tutti gli altri ingredienti: le uova, il parmigiano e la maggiorana tritata. Se il composto vi sembra troppo molle aggiungete una manciata di pane grattugiato.
Infine ungete una teglia, cospargetela di pane grattugiato, versatevi il composto e spolverate ancora la superficie con il pangrattato. Infornate a 130° per 30-35 minuti circa.
Il polpettone per essere gustato al meglio va servito freddo.
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Avete pensato di fare i soldi sulle voglie strampalate delle donne incinta? Spiacenti, ci ha già pensato qualcuno, in Inghilterra, che ha aperto a Londra la pizzeria Warsif, dove su una base di pizza tradizionale si può aggiungere di tutto e di più.
Charmaine Warsif, l’omonimo proprietario e ideatore del progetto, che non ha figli ma si dice sensibile a questa problematica, giura di aver visto servire, nel suo locale, pizze con fagioli, uva sultanina, prugne, olive e capperi, spolverate di coriandolo, arricchite di avocado, semi di zucca e di prezzemolo, o con spinaci, uovo e lenticchie. Fino ad arrivare all’estremo, per il quale ci vuole davvero coraggio (oltreché stomaco): la pizza al gelato di mirtillo e pistacchio. Terribile.
A me le voglie questo menu le ha fatte passare, ma mi viene in mente una domanda da porvi: qual è il vostro condimento preferito per la pizza? E soprattutto: secondo voi cosa c’è sopra quella nella foto qui accanto?
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L’illustre rivista Times ha pubblicato l’elenco delle 10 cose che, sorprendentemente, fanno bene, nonostante siano sempre state messe all’indice come nocive: sul podio, rispettivamente al primo e al secondo posto, troviamo il cioccolato, meglio se fondente, e il vino: entrambi ricchi di polifenoli che attaccano i cosiddetti radicali liberi.
Fin qui niente di nuovo. Al quarto posto, però, troviamo il gelato, che, a differenza di una torta al formaggio presa come esempio, rilascia gli zuccheri nel sangue gradualmente dopo averlo mangiato. Poi c’è il pane bianco, che riconquista posizioni su quello integrale, poiché la farina bianca è arricchita con ferro e calcio che, avendo questo tipo di pane meno fibre, è più facilmente assorbito dal nostro organismo, con immensa gioia delle ossa.
L’ottavo posto di questa singolare top ten è occupato da un bel piatto di fagioli stufati: un po’ pesantini, forse, ma certamente economici e un toccasana per il cuore. Infine, la birra scura, orgoglio irlandese, Guinness: secondo i ricercatori dell’università del Winsconsin, una pinta avrebbe lo stesso effetto dell’aspirina nel prevenire i coauguli nel sangue; inoltre è un potente antiossidante.
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Alla crisi alimentare e in particolare all’emergenza dell’acqua (bisogno che tre breve sarà molto più pressante di quello di petrolio) è dedicato il vertice internazionale “Food and water for life”, che si svolgerà a Venezia dal 24 al 27 settembre prossimi.
Le questioni saranno affrontate, però, dal punto di vista scientifico e non economico-politico, partendo dal problema delle derrate cereali, sempre più scarse anche perché si preferisce destinarle al mangime per il bestiame anziché a sfamare la popolazione che continua a soffrire di sottonutrizione e malnutrizione. Ci vorrebbero alimenti producibili in condizioni di economicità e una rivalutazione dei tanto disprezzati Ogm, a detta degli esperti; mentre la scienza genetica sta studiando piante in grado di svilupparsi anche con pochissima acqua e capaci di resistere alla siccità.
Infine, riporto le parole di Umberto Veronesi, tra i partecipanti del meeting di settembre: “I raccolti agricoli potrebbero sfamare milioni di poveri invece che miliardi di animali destinati a pochi ricchi”. L’appello, dunque, ai Paesi ricchi è di mangiare meno carne perché anche questo può contribuire a combattere la fame nel mondo. Basti pensare che un terreno coltivato a fagioli consente di ottenere un livello di proteine dieci volte superiore a quello che si otterrebbe destinando lo stesso terreno alla pastorizia.
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La scena è tratta dal film a episodi “Dove vai in vacanza?” del 1978. L’episodio in questione, intitolato “Le vacanze intelligenti”, è diretto dallo stesso Alberto Sordi.

Dovremmo farlo per il nostro bene, mettendo da parte le schifezze che ogni giorno ci capitano tra le mani e noi, volenti o nolenti, le mettiamo nello stomaco. 8 cibi che coprono i nostri bisogni nutrizionali in maniera sana e genuina: spinaci, yogurt, pomodori, carote, mirtilli, fagioli neri, noci e chicchi d’avena.
Per vedere nel dettaglio i valori nutrizionali, le dosi e i metodi di cottura in cucina clicca qui. Per avere altre informazioni nutrizionali per 100g di alimento clicca qui.
Anche i fagioli sono un’eredità conseguente alla scoperta del Nuovo Mondo e in epoca rinascimentale erano considerati una preziosa rarità; pensate che Caterina de’ Medici ed Enrico II di Francia ricevettero come dono di nozze da Alessandro de’ Medici un sacco di fagioli.
Questo legume ha un alto contenuto energetico e proteico ma può risultare poco digeribile; è sufficiente però seguire dei piccoli accorgimenti per renderlo più “leggero”: prima di tutto conviene sempre usare quelli freschi, anche perché i fagioli secchi hanno un contenuto calorico di gran lunga superiore; poi durante la (lunga) cottura sarà bene aggiungere del bicarbonato di sodio all’acqua e accompagnarli a erbe che agiscano contro la fermentazione intestinale, come il rosmarino, il timo, il finocchio e la salvia.
Ovvio che se poi vogliamo gustarci una bella porzione di fagioli con le cotiche, nonostante questi piccoli consigli, il piatto risulterà comunque pesante…
La foto è tratta dal sito: www.gennarino.org