Abbiamo già avuto modo di parlare e di degustare questa splendida realtà della provincia di Avellino.
Serpico rappresenta uno degli apici qualitativi di Feudi di SanGregorio. Potremo valutarne l’evoluzione in una verticale di 6 annate di questo elegante vino, proposta dall’A.I.S. di Roma il 21 Gennaio all’Hotel Parco dei Principi nel doppio turno pomeridiano (16.15-18.15) e serale (20.15-22.15).
Ingresso gratuito. Informazioni e contatti per diventare soci A.I.S. su www.bibenda.it
La foto è tratta dal sito: www.pedrelli.com
Il caciocavallo è sicuramente il formaggio più diffuso nell’Italia meridionale; il nome pare derivi dall’usanza di appendere due forme legate assieme da una corda “a cavallo” di una trave.
La famiglia dei caciocavallo comprende infinite varianti, che derivano dall’ambiente di produzione, dalle tecniche di lavorazione, dal tipo di caglio utilizzato e dal periodo di stagionatura che, tradizionalmente, era sempre piuttosto lungo.
La versione più “nobile” è forse quella che prevede l’utilizzo del latte di vacche di razza Podolica, allevate allo stato semibrado e in grado di pascolare nella macchia mediterranea; questa qualità permette al latte di arricchirsi di tutti i profumi tipici della macchia: mirto, finocchio selvatico, ginepro…e consequenzialmente dona al formaggio aromi unici.
Per raggiungere una certa complessità organolettica il caciocavallo ha bisogno di stagionare almeno sei mesi: in questo caso possiamo abbinarlo ad un bianco profumato e strutturato come il Campanaro di Feudi di San Gregorio, da uve Fiano e Greco; se aumenta la stagionatura del formaggio, dobbiamo salire di struttura anche con il vino: un caciocavallo podolico stagionato due anni sviluppa sentori e sapori molto complessi ed ha bisogno di essere accompagnato ad un vino di gran corpo e personalità: vi sfido a provarlo con un grande Amarone, il Campolongo di Torbe di Masi, rotondità elegante e persistenza infinita. Un abbinamento del genere può essere il vero protagonista di un intero pasto e sarà in grado di regalare emozioni irripetibili.
La foto è tratta dal sito: www.fuorirignano.com
Se da una parte è rinomata “l’allergia” dei grandi vini per la grande distribuzione, è pur vero che nei supermercati, per fortuna, non si trova solo “tetrapak”.
Non è infatti necessario recarsi in un’enoteca per acquistare bottiglie veramente interessanti. Personalmente tra i bianchi non posso non citare i vini-base di Feudi di San Gregorio, mentre tra i rossi, secondo me, la palma del miglior rapporto qualità prezzo spetta al salentino Donna Marzia di Conti Zecca (3.49 euro alla GS).
Quali sono secondo voi i migliori vini acquistabili nei supermarket?
La foto è tratta dal sito: www.maisazi.com
Feudi di San Gregorio rappresenta probabilmente il simbolo della crescita della qualità enologica italiana negli ultimi venti anni.
Proprio per celebrare il ventennale di produzione della famosa azienda irpina, l’Associazione Italiana Sommelier ha organizzato una degustazione con tutte le etichette prodotte, dalle più semplici (reperibili anche nella grande distribuzione) alle più pregiate (Piano di Montevergine, Patrimo, Serpico…).
La degustazione, a banchi d’assaggio, si terrà all’Hotel Parco dei Principi di Roma martedì 13 novembre dalle 16,30 alle 21,30. Ingresso gratuito per i soci A.I.S.
Informazioni e contatti qui.
La foto è tratta dal sito: www.pjwine.com