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Tutti gli articoli con tag formaggi

Ricette primi: i conchiglioni ai formaggi

pubblicato da lorenza barletta

conchiglioni al forno ai formaggiLa pasta al forno è già una delizia per i nostri palati; se poi ci mettiamo in più che è anche ripiena, diventa una vera e propria leccornia. Vediamo insieme come preparare questo gustosissimo primo piatto.

Gli ingredienti che vi occorrono per 4 persone sono: 350 grammi di pasta; 150 ml di brodo di carne; 100 grammi di ricotta; 200 grammi di gorgonzola; 40 grammi di formaggio grattugiato; 100 ml di latte; 1 uova; 50 grammi di mollica di pane; erba cipollina; olio evo; burro; sale e pepe.

Mettete a cuocere la pasta e poi lasciatela raffreddare, con un filo d’olio in modo che non si attacchi. Preparate il ripieno, facendo ammorbidire la mollica nel latte per 5 minuti. Riducete i formaggi a pezzi; scolate e strizzate il pane e unite tutto, anche l’uovo, salando e pepando. Frullate il tutto, fino ad ottenere una crema omogenea. Lavate l’erba cipollina e tagliuzzatela, mescolandola al resto. Accendete il forno a 180° C, ungete una teglia con del burro e farcite i conchiglioni con la crema. Disponeteli nella teglia, ravvicinati e condite col brodo. Cospargete di parmigiano ed infornate per una ventina di minuti. Volendo, potete anche aggiungere delle erbette, come si vede nella foto.

Foto | Flickr

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Formaggi: il caciocavallo silano DOP

pubblicato da lorenza barletta

caciocavallo silano
Il caciocavallo silano DOP è un formaggio di latte vaccino a pasta filata, dalla forma ovale, con una testina in sommità, che serve ad annodare la coppia di fili a cui viene appeso. H aun peso che oscilla tra il chilo e i 2,5 Kg. La crosta è di colore giallo paglierino, liscia e sottile, mentre internamente è più chiaro, con pasta compatta.

Secondo la ricetta tradizionale, viene prodotto nelle zone collinari che si estendono tra gli entroterra molisani e calabresi, nell’area silana, appunto. Il tipico nome deriva dalle modalità della stagionatura; legandoli a due a due, stagionano “a cavallo” di una pertica.

Il sapore è aromatico, tendenzialmente dolce, ma che a maturazione vira al piccante. Prima di consumarlo, è necessario lasciarlo a temperatura ambiente per almeno un’ora: così può esprimere tutta la sua fragranza.

Foto | Flickr

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Curiosità sulla ricotta

pubblicato da lorenza barletta

ricotta salata
La parola ricotta deriva dal latino “recoctus”, ovvero ri-cotto: la ricotta è, infatti, il sottoprodotto della lavorazione del Pecorino o della Caciotta ed il termine è stato coniato riferendosi al trattamento termico a cui il siero viene sottoposto dopo la produzione del formaggio: il siero viene riscaldato sopra gli 80°, momento in cui si verifica la coagulazione delle proteine in esso contenute.

La ricotta è un prodotto caseario povero, a basso costo; può essere fresca o salata e ottenuta da latte vaccino, di capra o di pecora. In Italia esistono varie zone di produzione del più famoso formaggio molle della penisola. Ricordiamone alcune tra le più importanti.

La ricotta sarda ha forma cilindrica ed allungata; in genere è salata e viene usata da grattugiare sui primi regionali. La ricotta friulana, che può essere fresca o affumicata, viene chiamata localmente “puina”. Poi c’è la ricotta informata, tipica siciliana, anch’essa utilizzata per condire alcuni primi piatti della tradizione gastronomica ed infine la ricotta “schianta” o forte, pugliese, prodotta con latte di pecora e lavorata poi con sale e peperoncino piccante, per ottenere il caratteristico sapore forte.

Foto | Flickr

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Formaggio: il Gorgonzola.

pubblicato da Alessia

formaggio lombardo, il gorgonzola
Il Gorgonzola è un formaggio di antiche tradizioni, le cui origini sono incerte. Si sa però che il primo nome fu stracchino di gorgonzola, poichè la produzione veniva fatta con il latte delle mucche di ritorno dalla transumanza e per questo stracche, ovvero stanche, nel paese alle porte di Milano, Gorgonzola appunto. Il suo affermarsi fu lento ma costante, conquistando i gusti di Gran Bretagna, Francia e Germania, tutti paesi che cercarono di imitarlo ed averne una propria versione.

Questo formaggio veniva utilizzato nel medioevo per curare disturbi gastro-intestinali, ed ancora oggi è un’importante fonte di fermenti lattici vivi, più dello yogurt. Inoltre, per lo sviluppo delle muffe, il latte deve essere pregiato e non inquinato e quindi di per sè è una garanzia di salubrità.

Come tutti i formaggi, è bene tirarlo fuori dal frigorifero anche un’ora prima di mangiarlo, per gustarne a pieno le caratteristiche. Un altro consiglio è quello di comperarne piccole quantità, poichè è un alimento vivo e si modifica facilmente. Gli usi in cucina poi, sono vastissimi e qui nel blog ce ne sono molti esempi. Gli abbinamenti col vino dipendono dal gorgonzola e dall’accoppiamento.

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Trentingrana: il "fratello" del Grana Padano

pubblicato da lorenza barletta

trentingranaIl Trentingrana è un formaggio non molto conosciuto, appartenente alla grande famiglia del Grana Padano e viene prodotto dal 1926. In tutti questi anni il metodo di preparazione è rimasto inaviato; vengono utilizzati sempre gli stessi ingredienti, cioè solo latte, caglio e sale. Nessun’altra sostanza è aggiunta, anche se le normative vigenti lo permetterebbero.

Il Trentingrana è un prodotto di montagna, che subisce una serie di rigidi controlli, dalla selezione delle materie prime, fino alla sua commercializzazione. Il formaggio viene venduto con la denominazione Trentingrana o Grana del Trentino.

Ogni anno ne vengono prodotte circa 100 mila forme, che rappresentano l’1,5% della produzione totale di Grana Padano e di Parmigiano Reggiano. La sua pasta è dura, cotta, a lenta maturazione ed ha un elevato potere nutritivo. E’ pronto per il consumo dopo 18 mesi di stagionatura.

Foto | Flickr

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Il formaggio "illustrato" delle Fattorie Fiandino

pubblicato da Manila Benedetto


Volete conoscere la Storia di Italia dal punto di vista “del formaggio”? Beh, sarebbe un po’ difficile far parlare i formaggi, ma è sempre possibile… usare il formaggio come una tela su cui disgnarla.

Ad avere l’idea l’azienda Fattorie Fiandino, protagonista negli ultimi 150 anni della storia alimentare piemontese. Ispirati dalla simpatica coincidenze che vede cadere il 17 marzo 1861, giorno in cui sogno dell’Italia unita diventava realtà, il 42esimo compleanno dell’avo Magno Fiandino, i due intraprendenti cugini Egidio e Mario Fiandino hanno deciso di illustrare sul formaggio la “Storia d’Italia”. La tela scelta è il Gran Kinara che, come dalla foto di apertura, si arricchisce dei disegni di Giorgio Sommacal.

Un nuovo punto di vista dove i protagonisti della storia d’Italia, Mazzini, Cavour, Garibaldi ecc, daranno la loro visione storico/casearia del Risorgimento. Il Gran Kinara illustrato, formaggio a lunga stagionatura, unico al mondo ad utilizzare vero caglio vegetale, sarà in esposizione durante il prossimo Salone del Gusto di Torino, presso lo stand delle Fattorie Fiandino, pad2 stand G016.

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Scegliere la birra giusta per ogni formaggio

pubblicato da lorenza barletta

birra_formaggioNon è sicuramente facile scegliere una buona birra da abbinare ad un formaggio: bisogna certamente conoscere bene entrambi. Oggi comunque cercheremo di darvi un’idea generale riguardante gli abbinamenti più adatti.

Le birre chiare, ed a basso contenuto alcolico, servite a 5-7° C, si sposano bene con il Parmigiano Reggiano, Grana Padano e tutti questi formaggi simili e stagionati. Le pils invece, che sanno abbastanza di luppolo, si accompagnano perfettamente coi formaggi saporiti e dal gusto spiccato e deciso, come il taleggio di media stagionatura o il provolone.

I formaggi erborinati, come morbier, o il nostro italiano gorgonzola e tutti i formaggi a lunga stagionatura si accompagnano in maniera deliziosa con le birre doppio malto e le birre d’abbazia chiare.

Foto | Flickr

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Ricetta estiva della crema spalmabile al tonno e formaggio fresco.

pubblicato da Alessia

crema di tonno per tartine e bruschettePer le calde sere estive, quando le cene con gli amici sono più frequenti, le bruschette e le tartine sono spesso protagoniste delle serate. Vi invito allora a provare questa semplicissima ricetta, per una gustosa crema spalmabile.

Per realizzarla non serve molto tempo ed gli ingredienti sono: 2 scalogni, del formaggio fresco spalmabile, 1 scatola grande di tonno al naturale, prezzemolo fresco tritato ed olio extra vergine di oliva e sale q.b.

Tagliate grossolanamente gli scalogni. Frullate il formaggio fresco, il tonno, gli scalogni ed un pizzico di sale. Aggiungete alla crema frullata il prezzemolo e l’olio extravergine di oliva e girate bene. La crema è già pronta e potete usarla sia su bruschette calde, che su del pane al latte per delle ottime tartine. Potete guarnire con rondelle di olive nere e fettine di pomodori pachino.

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Ricette vegetariane: pomodori ripieni ai formaggi

pubblicato da lorenza barletta

pomodoriAdoro i pomodori d’estate! Li mangerei anche semplicemente così, a morsi. E quindi mi ispirano anche tante gustose ricette, fresche e leggere, come questa.

Prendete: 8 pomodori rossi, maturazione media; 100 grammi di formaggio caprino; 60 grammi di ricotta; 50 grammi di yogurt al naturale; qualche rametto di timo e dragoncello; 1 albume; olio; sale e pepe.

Lavate i pomodori e asportatene la calotta, eliminando i semi e salando leggermente. In una ciotola amalgamate bene i tre formaggi, con l’albume, le erbette e un po’ d’olio. Riempite i pomodori con la farcitura e metteteli in una teglia leggermente unta. Riscaldate il forno a 250° C e cuocete per un paio di minuti. Servite decorando con delle altre erbette aromatiche e del pepe.

Foto | Flickr

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Formaggi d'autore

pubblicato da marco paganini


Se anche voi siete degli insaziabili mangiatori di formaggio e ne consumereste a pranzo cena e colazione - se solo questo non compromettesse la vostra forma e la vostra salute - c’è un evento che non dovete perdere. Una fine settimana in cui sarà possibile degustare oltre 60 differenti tipi di formaggio, italiani e stranieri.

La rassegna non poteva che chiamarsi Formaggi d’autore e si svolgerà il 19 e 30 maggio a Gualdo, in provincia di Macerata: un weekend importante perché proprio domenica 30 ci sarà anche Cantine aperte, momento magico dell’anno per tutti gli appassionati di vino.

Tornando ai nostri formaggi, che saranno accompagnati anche da 3 birre adatte al ruolo, e alle zone più gustose del programma, va sicuramente segnalata l’Osteria “Odissea nello sfizio”, che a pranzo e cena proporrà ampi menù degustazione a 35 euro, che spazieranno tra Cipollotti caramellati, passata di patate e crema di Castelmagno, Riso di Grumolo delle abbadesse, mantecato alla robiola di Roccaverano con ristretto di Vernaccia di Serrapetrona, Lasagne ai carciofi al profumo di mentuccia, con fonduta di Parmigiano Reggiano, Lombo di maiale nostrano della Cooperativa Agricola Valle del Chienti, brasato al vino cotto con verdure saltate e Ceci Firmum con ricotta di pecora di Gualdo, aglio fresco e origano, cannellini con scamorza, pomodorini, cipollotti freschi e alici saltate, borlotti con sugo al pecorino di Gualdo e maggiorana. Non vi è ancora venuta fame?

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