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Tutti gli articoli con tag gastronomia

Impressioni dal vivo sul Cibus di Parma

pubblicato da lorenza barletta

cibusEsattamente una settimana fa iniziava il Cibus, storico evento a livello cittadino sicuramente, ma anche nazionale, riguardante un certo tipo di gastronomia. Pur vivendo a Parma da ormai 8 anni, era solo la seconda volta che ci mettevo piede e dopo ben 4 anni. In questo modo ho potuto però fare qualche paragone, e tirare un po’ le somme.

L’impressione generale ed iniziale è stata di sfarzo estremo: stands immensi, a volte su più piani e molto scenografici. Vedi ad esempio la postazione interattiva della Barilla o lo stand-ristorante di Giovanni Rana. Però si leggeva nell’aria anche una freddezza estrema, e vi spiego anche in che senso.

Il Cibus nasce come punto d’incontro tra venditore e potenziali clienti; quest’anno invece gli espositori si rivolgevano in maniera esclusiva a clientela selezionata. E quindi, chi pagava ben 40 euro per pura curiosità gastronomica, veniva ripagato con l’indifferenza più totale. Questa è stata sicuramente la cosa che mi è piaciuta meno! Molti gli ospiti d’eccellenza invece, dal giovane cuoco del Gambero Rosso, Simone Rugiati a Gerry Scotti e via dicendo.

Foto | Flickr

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Italia poco protezionista e orgogliosa

pubblicato da Alessia

prodotti italiani di qualitàIn questi giorni mi trovo in Francia, e partecipando a dei corsi di gastronomia mi sono accorta di quanto poco ci valorizziamo. Ho dovuto far notare all’insegnante che i francesi sono secondi a noi per varietà di formaggi prodotti, e non primi come hanno erroneamente affermato, anche se loro hanno più dop riconosciute. Si vantano giustamente di produzioni differenti di burro della bretagna. E noi con le nostre varietà di olive?

Il mio è più che altro un appello a non cercare sempre gli escamotages che poi ci portano tristemente in prima pagina per i vari scandali. Se la Francia ha promulgato nel 1998 una legge per proteggere il boulanger, cioè è colui che materialmente fa il pane, dai negozi che si limitano ad infornare baguette surgelate, ci sarà un motivo no? E allora se dobbiamo copiargli qualcosa, che sia questa forma ti protezionismo positivo.

Vorrei andare in giro per l’Europa suscitando rispetto per la nostra produzione di qualità, vorrei non dover ammettere che uno dei migliori vini italiani, in alcuni casi, viene ritoccato col merlot, mi piacerebbe non dover rendere conto della mozzarella di bufala con la diossina, o parlare dei nostri formaggi dop prodotti con latte proveniente dai paesi dell’ est ecc. Vorrei affermare con una certa sicurezza che l’ olio di oliva proviene dagli ulivi secolari pugliesi, e non sentire invece che, non vengono raccolte, poichè costituisce un’attività poco remunerativa, e che per rimediare a ciò, vengono acquistate olive tunisine per la produzione nostrana.

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Recensioni Ristoranti: Il Mangiasano a Roma.

pubblicato da Alessia

ristorante il mangiasano a largo prenesteSituato a Roma, tra Largo Preneste e via del Pigneto, troviamo il ristorante Il Mangiasano. Alternativa valida ed economica ai tanti kebab e fast food che ultimamente imperversano nella capitale. La carne è buona e la cucina è semplice e ben fatta, molto lontana da quella pretenziosa dei ristoranti stellati e dalla cucina molecolare.

C’è una piccola selezione di vini, adeguata alla zona ed alla clientela e vini sfusi di qualità. Per un antipasto ed un primo piatto siamo intorno ai € 10,00, € 15,00 per un antipasto o primo piatto ed un secondo, bevande incluse. Il ristorante è chiuso il mercoledì mattina. La zona sta pian piano riscoprendosi, rivelando attività portate avanti da giovani imprenditori che, a mio avviso, vanno aiutati, poichè promotori di una riqualificazione della zona, grazie all’ offerta di servizi soddisfacenti.

Ristorante Il Mangiasano
Via Renzo Da Ceri 6/6a Roma
tel. 06 64800263 cell. 328 3245265

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La curiosità gastronomica nell'ultimo secolo

pubblicato da lorenza barletta

cuochiIl XX secolo ha portato il popolo italiano a confrontare la cucina tradizionalista e delle ricette tipiche, con altri gusti, altri sapori, che potevano allontanarsi più o meno dagli abbinamenti provati fino a quel punto. Perciò si è passati a sviluppare una curiosità gastronomica sana, senza comunque tralasciare o accantonare la cucina tradizionale.

La prima alternativa ai piatti classici della tradizione italiana è venuta dai ristoranti internazionali: iniziando coi fast-food, che garantiscono gusti e sapori diversi da quelli abituali, ma comunque uguali in tutto il mondo e passando poi alla cucina etnica, con l’apertura di locali giapponesi, cinesi, messicani e via dicendo.

Da qualche anno, invece, l’alternativa può essere considerata comunque un made in Italy. I nostri chef si sono prestati benissimo alla preparazione dei cosiddetti piatti rivisitati, per dare nuova linfa alle tradizionali ricette italiane, aggiungendo nuovi ingredienti o sperimentando tecniche di cottura dofferenti.

Foto | Flickr

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La gastronomia celebrata attraverso i francobolli

pubblicato da arietta

francobollo amatricianaLo sapevate che esiste una gran varietà di francobolli dedicati a tematiche gastronomiche? Io l’ho da poco scoperto grazie a questo interessantissimo post scovato su Ciaffi (blog curato, tra l’altro da Gianna Ferretti del ben noto Trashfood).

In Italia i più recenti sono il francobollo dedicato allo Zafferano DOP dell’Aquila e quello celebrativo della Sagra degli spaghetti all’amatriciana, ma questi sono solo due di una lunga serie iniziata già nel corso del secolo passato. Cliccando sul link al sito scoprirete altri bellissimi esemplari filatelici provenienti da paesi stranieri, tutti da mangiare…con gli occhi!

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Certaldo: la cucina toscana a Boccaccesca 2008

pubblicato da marco paganini


La cittadina toscana di Certaldo (a 47 km da Firenze) è la patria di Giovanni Boccaccio, celebre scrittore e poeta del ‘300 a cui si deve la stesura del Decameron. La manifestazione che Certaldo dedica all’enogastronomia toscana non poteva dunque che chiamarsi Boccaccesca: un evento che animerà vicoli, piazzette e giardini del centro storico (nei due week-end del 3 - 5 e 10 – 12 ottobre) con stand gastronomici, degustazioni e lezioni di cucina.

La manifestazione, che quest’anno celebra la sua decima edizione, presenta un programma ricco di spunti invitanti. Ci saranno il Premio ChichiBio, che verrà attribuito ai migliori studenti delle scuole alberghiere di tutta Italia, che dovranno confrontarsi proponendo piatti elaborati con i prodotti tipici delle proprie regioni uniti alla cipolla certaldese; la gara enologica dedicata alle cantine della Val d’Elsa, organizzata in collaborazione con Associazione italiana sommeliers; le Tavole del Boccaccio imbandite dai ristoranti della zona che aderiscono all’iniziativa; l’Osteria di boccaccesca, gestita dagli abitanti di Certaldo alto con vino e caldarroste.

Ci sono dunque tutti gli ingredienti per trascorrere un paio di giorni girovagando con soddisfazione tra le antiche strade del paese, osservando lo scorrere del fiume Elsa dall’alto della collina su cui Certaldo vecchia è asserragliata.

Il biglietto di ingresso costa 5 euro per gli adulti e 3 euro per i ragazzi, mentre è gratuito per gli under 12. Qui trovate tutte le altre info e il programma completo della manifestazione.

Foto: Boccaccesca.it


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Ristorante i Due Ponti

pubblicato da daniela

salumiSe vi capita di passare in alta Val Trebbia, fate un salto al ristorante Due Ponti, non ve ne pentirete. Il locale è anche albergo.

La Val Trebbia è una valle molto bella che sta sull’Appennino tra la Liguria e l’Emilia Romagna.

Questo locale è ancora in piena Liguria, ma la sua cucina risente moltissimo della tradizione emiliana.

Il menu è davvero sfizioso, e viene decantato a voce dalla gentilissima responsabile di sala. Si parte con un sostanzioso antipasto a base di salumi della zona (ottimi!), tra i quali spiccano la bresaola di cinghiale, la coppa, sempre di cinghiale, il lardo e la pancetta con i semi di papavero; tra gli antipasti sono buonissimi anche la caponata, il formaggio con la composta di petali di rosa e i fagioli in umido.

La proposta dei primi piatti è altrettanto invitante, tra i più sfiziosi sono la polenta con il sugo di cervo e mirtilli e i ravioli alla crema di rosmarino; non mancano alcune proposte della gastronomia ligure, come i classici pansoti al sugo di noci.

I secondi sono tutti a base di carne di grande qualità. Davvero ottime e ben cucinate le costolette d’agnello alla piastra e le costine di maiale alla brace; la tagliata di filetto poi, è da leccarsi i baffi.

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Cucina romanesca: carciofi alla giudia

pubblicato da gianluca

Foto di Italica RAIA vederli così sembrano dei fiori…
Oltre ad essere belli però sono anche buonissimi. I carciofi alla giudia sono forse uno dei piatti più antichi della tradizione culinaria romanesca. Vengono chiamati così perché la ricetta nacque all’interno del ghetto ebraico di Roma, dove i carciofi venivano consumati fritti specialmente nel periodo successivo alla ricorrenza del digiuno del Kippur. Ancora oggi è possibile trovare molti ristorantini (il migliore è sicuramente “Giggetto al Portico d’Ottavia”) che li preparano tra i vicoli di quello che una volta era il vecchio ghetto.

Per la preparazione è ovviamente tassativo usare i tipici carciofi romaneschi, detti anche mammole o cimaroli, più grandi dei carciofi comuni e privi della “barba” interna. Vista la cottura, non proprio leggera, sarebbe sempre meglio utilizzare olio extravergine d’oliva, per renderli più digeribili. Per la ricetta completa fate riferimento a Italia Donna o Italica della RAI (da cui arriva anche la piccola foto).

Un piccolo segreto: per rendere i carciofi più croccanti, subito dopo averli tolti dal tegame spruzzateli con poche gocce di acqua fredda.

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