
La versione dolce delle crêpes la conosciamo un po’ tutti, ma non è proprio la stessa cosa per quella salata. Confesso che, fino a poco tempo fa, anch’io ignoravo che, secondo la tradizione d’oltralpe, le crêpes salate sono scure, a causa della presenza della farina di grano saraceno e si chiamano galletes. E non avevo mai visto neanche la presentazione classica di un tipico ristorante bretone, dove ve le portano in tavola piegate a mo di esagono, come la Francia stilizzata, accompagnate da un buon bicchiere di sidro, secco o dolce a seconda dei gusti.
Per quanto riguarda il ripieno si parte dal più classico prosciutto, formaggio e champignon, per arrivare al “quasi valdostano” speck e brie. Insomma ce n’è per tutti i gusti. Vista la ricorrenza odierna e il loro apparente “potere di pacificazione”, perché non provarle?
Ingredienti per 10/12 crêpes: (pasta) 300 gr di farina di grano saraceno, 60 cl d’acqua fredda, 2 uova, 1 pizzico di sale, (ripieno) 12 fette di prosciutto cotto, 12 uova, 200 gr di fontina o groviera, erba cipollina, pepe nero.
Preparazione. Miscelate in una ciotola capiente il sale e la farina. Aggiungete lentamente l’acqua e solo dopo le uova. Coprite e lasciate riposare al fresco per un’ora. Riscaldate a fuoco vivo una padella antiaderente, versatevi un mestolo di pasta e stendetela uniformemente. Lasciate cuocere giusto un minuto, poi giratela e farcitela ancora calda con prosciutto e formaggio, ripiegate gli angoli, aggiungete un uovo e rimettete in padella per un minuto. Salate, pepate e cospargete di erba cipollina. Continuate sino ad esaurimento degli ingredienti.
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Per questa galletta, simile alla crêpe, ma un po’ più rustica, occorrono 3 uova, 150 gr di farina, 50 gr di farina di grano saraceno, 50 g di latte intero o comunque la quantità che serve a rendere più fluido l’impasto, 2 cucchiai di birra bionda, 150 gr di pancetta, sale e pepe q.b.
In una ciotola unite i due tipi di farina, le uova, il latte e la birra e mescolate bene. Mentre il composto si risposa, tagliate la pancetta a listarelle e soffriggetele in una padella ben calda senza altri grassi.
Ungete una padella con un tovagliolo imbevuto d’olio che utilizzerete anche peer le gallette successive. Unite il sale ed il pepe al composto, mescolando bene. Quando la padella sarà ben calda, mettete un po’ di pancetta ed un mestolo di impasto. Fate cuocere da entrambi i lati e servite le gallette ben calde.
I blinis sono una pietanza tipica delle zone dell’Est europeo e in Italia stanno diventando quasi un piatto tradizionale e classico da preparare durante il cenone di San Silvestro, in genere associati al salmone.
Gli ingredienti per 4-5 persone sono: 300 grammi di salmone affumicato; 1 cucchiaio di miele d’acacia; il succo di 1/2 limone; 5 grammi di lievito di birra; 0,8 dl di latte; 35 grammi di farina 00; 25 grammi di farina di grano saraceno; 1 cucchiaio di zucchero; 1 uovo; 30 grammi di burro; sale e aneto.
Condite il salmone col miele e il succo di limone e lasciate riposare in frigo. Intanto preparate i blinis: fate sciogliere il lievito nel latte tiepido, unite le due farine, lo zucchero, il tuorlo, un pizzico abbondante di sale e mescolate, lasciando riposare in luogo umido per mezz’ora. Poi incorporate 2o grammi di burro fuso e freddo e l’albume montato a neve. In una padella antiaderente aggiungete una noce di burro e versate piccole cucchiaiate di impasto, formando dei dischetti, di circa 8 cm di diametro. Girate poi dall’altro lato con delicatezza e infine fate raffreddare. Mettete su ogni blinis una fettina di salmone marinato e decorate con ciuffetti di aneto.
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Il nostro amico di Ode al vino è sempre prodigo di suggerimenti e questa volta è riuscito a incuriosirmi con una ricetta di cui disconoscevo l’esistenza. E’ proprio il caso di dire che le strade…della cucina sono infinite! Si tratta degli sciatt, piatto tipico della Valtellina.
In Valtellinese “sciatt” significa “rospo” ma - grazie al cielo! - non ci ritroveremo nel piatto cadaveri di anfibi un tempo allegramente zompettanti. In verità gli sciatt sono delle frittelle di grano saraceno con un cuore di formaggio fuso (preferibilmente Bitto o Casera) e prendono il nome dalla loro forma irregolare che ricorderebbe un girino cresciutello (meglio non pensarci…).
Ottimi come antipasto/stuzzichino da aperitivo, ma anche come secondo se presentati con un contorno di cicoria. Ecco la ricetta, che ho intenzione di sperimentare quanto prima (ossia non appena la dieta me lo consentirà):
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