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Tutti gli articoli con tag guida

Osterie, trattorie e cucina regionale nel Mangiarozzo 2009

pubblicato da marco paganini


L’autore la sta promuovendo attraverso incontri e presentazioni nelle librerie e il periodo dell’anno, i primi freddi dell’autunno e la “maturazione” dei prodotti del bosco, la rendono di buona attualità. Si tratta dell’edizione 2009 del Mangiarozzo, la guida alle osterie e trattorie d’Italia, che valuta locali e cucine non facendo “una questione d’etichetta” ma “una questione di forchetta”.

Un volume di 800 pagine, al costo di 20 euro, che Carlo Cambi (fondatore de I viaggi di Repubblica e presidente della Strada del vino Terre di Arezzo) ha scritto per tre ragioni fondamentali: “fare cultura del cibo; riannodare le fila della tradizione gastronomica italiana concedendo un ruolo di primo piano ai cuochi e alle cuoche snobbati dalle guide paludate ed esaltando il legame tra sapori e agricoltura; offrire ai lettori una selezione di locali dove gustare l’autentica cucina di territorio spendendo il giusto”.

Le taverne sono state selezionate e recensite dal Mangiarozzo (che propone un viaggio in Italia attraverso i sapori ma anche un contributo alla cultura gastronomica) in base a criteri come la rilevanza della cucina di tradizione, la gestione a carattere familiare e la presentazione di un conto leggero. Nel libro non ci sono bicchieri, forchette o stelle e neppure altre classificazioni, dato che soltanto le osterie e le trattorie degne di nota hanno trovato spazio sulle sue pagine.

Un libro di gusto per trovare il pasto giusto nel posto giusto, spendendo il giusto.

Foto | Flickr

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Arkevino: una guida al turismo del vino di qualità

pubblicato da marco paganini


Farsi un’idea immediata degli aspetti caratterizzanti di un territorio, percorrendo le Strade del vino e scegliendo un turismo incentrato sull’alta qualità dei prodotti e della gastronomia e sul valore artistico e naturalistico di itinerari che consentono di conoscere la cultura dei luoghi. È quello che permette, e suggerisce di fare, la guida intitolata Arkevino, che spazia tra cultura della ricettività e della ristorazione, visite in cantina e ambienti rurali di qualità per delineare uno stile dell’enoviaggiare.

Un tour che attraversa le aree tematiche con cui le Strade del Vino e dei Sapori arricchiscono l’Italia e che si propone di valorizzare i tesori enologici, gastronomici ed artistici che fanno dei percorsi presentati degli ambienti “d’eccellenza”. 140 itinerari illustrati che attraversano l’Italia del turismo enogastronomico seguendo la selezione dei percorsi riconosciuti dalle Regioni ed effettivamente operativi, per contribuire a rilanciare un turismo del vino che, secondo l’apposito Osservatorio, deve ancora esprimere l’80 per cento del suo effettivo potenziale; sarebbero comunque già 5 milioni i viandanti del gusto attratti da vigneti e cantine che percorrono ogni anno le 60 Strade attive in attesa delle altre 140 in fase di realizzazione.

Arkevino, curato da Iole Piscolla, conta 321 pagine e costa 14 euro.

Via | movimentoturismovino.it

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Mangiare la farinata a Genova

pubblicato da daniela

farinata Voglio portarvi a fare un giro nelle friggitorie-farinotti del centro storico di Genova: cioè i negozi che vendono farinata e altri prodotti tipici liguri, una sorta di fast food all’antica.

Iniziamo dalla ormai mitica friggitoria Carega, in via di Sottoripa 113 r., sull’uscio del negozio nessun nome, a dire la verità neanche una porta, solo sul forno troneggia una scritta rossa “Pizze calde – farinata”. Questa friggitoria offre una buona farinata, ma non eccezionale, forse troppo alta e un po’ poco croccante, il suo pezzo forte sono le fritture di pesce (i gamberi sono impareggiabili), le frittelle di baccalà, ma anche il pesce in carpione.

Se ci si trova a visitare la casa di Colombo o Porta Soprana, conviene fermarsi a fare un piccolo spuntino alla Sciamadda, in via Ravecca 19, locale storico nato nel 1874. L’offerta è davvero valida, le torte di verdura sono squisite, la panissa molto buona e, che dire della farinata, bassa e croccante, che sfrigola sotto i denti e si scioglie sul palato, ottima!

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Consobir: Consorzio Birrai Italiani Riuniti

pubblicato da prog2501

ConsobirInnanzi tutto il produttore deve essere Italiano e le materie prime il più possibile italiane. Poi deve essere genuina, non deve contenere additivi chimici. Deve essere controllata per garantire la qualità più alta possibile, è un concetto importante. In fine artigianale e cruda, ovvero non pastorizzata, una regola imprescindibile dal prodotto birra artigianale. Questi sono i cinque punti che identificano una birra artigianale di qualità del Consorzio Birrai Italiani Riuniti (Consobir), come i cinque lati del pentagono che costituisce il logo del consorzio.

Il progetto è stato presentato in anteprima al Pianeta Birra 2008 a Rimini. Ideatore, nonché portavoce, la mente creativa che sta’ dietro il birrificio Le Baladin: Teo Musso.

Il consorzio si prefigge lo scopo di diventare la guida per il mondo birrario artigianale italiano e Teo, durante la conferenza ha elencando le necessità che hanno portato alla nascita di questo progetto.

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Regali di Natale: in libreria ‘Cento città da cogliere in castagna’

pubblicato da roberta

Se avete amici appassionati di preparazioni con i marroni o con la farina ottenuta dalle castagne, questo è il regalo che fa per loro: una guida alle 100 città delle castagne e alla tutela dei patrimoni montani.
In Italia le regioni che ospitano la produzione sono soprattutto Toscana, Emilia Romagn, Calabria, Piemonte, Campania e poi i territori del centro dello stivale: Umbria e Lazio con percentuali fra il 3 e l’8%. In tutto il Belpaese ha 275mila ettari di castagneti e il vademecum, a cura dell’associazione Res Tipica promossa dall’Anci, propone 15 itinerari del gusto e un quadro della situazione economica legata a questo frutto.

Quanto alle nostre tavole, c’è da dire che la castagna è l’ingrediente base di molte ricette della cucina francese, che ha influenzato quella piemontese, ma l’uso si è presto diffuso ovunque, tanto che oggi gli chef riscoprono il contenuto del riccio sia per preparazioni dolci che per piatti salati, per arrivare a prodotti che sono vere e proprie chicche, come la birra e il miele di castagno. Insieme alla guida, inoltre, viene avviato il progetto ‘Adotta la ricetta’, finalizzato al recupero delle pietanze a base di castagna che si cucinavano anticamente nelle nostre campagne, essendo la castagna il ‘pane’ di una volta.

Vi siete convinti? Affrettatevi, perché il volume è disponibile in sole 10mila copie per l’editrice La Mandragora ed è in vendita a 8 euro sul sito apposito.

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La Guida Michelin di Tokio, la città più ‘stellata’

pubblicato da roberta

Con la globalizzazione dilagante non c’è più bisogno di volare fino in Giappone per mangiare dell’ottimo sushi o un buon fritto tempura… o sì?
Sembra affermativa la risposta della Guida Michelin di Tokio (la prima enogastronomica dedicata alla maggiore città del Sol levante) che la incorona capitale mondiale del gusto. Tutti e 150 i ristoranti presenti nella pubblicazione vengono premiati con almeno una stella e, nel dettaglio, 16 hanno ottenuto il massimo punteggio di tre stelle; 25 ne hanno due; 117 una.

Nel 60% dei casi si tratta di indirizzi di cucina locale, premiati per l’incomparabile qualità dei prodotti, le tecniche di cottura e il ritorno a una tradizione millenaria tramandata di generazione in generazione, ma se ne trovano anche 44 di cucina francese, otto italiani, cinque cinesi e due di specialità spagnole.

Con le sue 191 stelle Tokio diventa la città più ‘stellata’ del mondo, superando di gran lunga Parigi che dovrebbe giocare in casa (94) e New York (54 appena), ma c’è già che insinua il sospetto: sarà una manovra commerciale per lanciare le guide Michelin, per la prima volta uscite in edizione asiatica?

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Al ristorante eleganti? Non è chic

pubblicato da roberta

Ormai pranzare o cenare fuori non è più un evento eccezionale (certo, capita che ci si vada anche in occasioni speciali tipo compleanni, lauree, lo stesso matrimonio ecc.) quindi non è più necessario vestirsi eleganti per vivere quest’esperienza.
È quanto affermano gli inglesi della Harden’s UK restaurant guide 2008, la più autorevole guida enogastronomia dell’isola, la cui ultima edizione è stata data alle stampe una settimana fa.

Secondo i curatori, le uniche persone ‘giustificate’ ad avere un abbigliamento particolarmente ineccepibile quando mangiano fuori sono i forestieri venuti in città per lavoro (che magari escono da una riunione che richiede tailleur per lei, giacca e cravatta per lui) o gli abitanti della provincia. Insomma: se sei di città e ti vesti elegante per andare al ristorante, non solo rischi di essere fuori posto, ma addirittura di venire additato come un provinciale! Meglio optare per un look curato ma semplice: in una parola, come si dice oggi, casual-chic.

Ma, mi chiedo io, la cosa più importante di una cena o di un pranzo fuori non dovrebbe essere il cibo? Sì, dicono i britannici, ma ciò che conta al di sopra di tutto è il rapporto qualità-prezzo, tanto che la guida segnala i ristoranti in cui a Londra si spendono in media 50 euro a testa, costo, a quanto pare, abbastanza contenuto per la capitale inglese.

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La guida ‘Caseus, alla ricerca dei formaggi nel Lazio’

pubblicato da roberta

Lo sapevate che gli antichi Romani erano anche un popolo di pastori che praticavano la transumanza? Io no, eppure è quanto afferma la nuova guida ‘Caseus’, che conduce il lettore alla scoperta dei formaggi del Lazio, tra ricotte e pecorini dop, marzoline e caprini e molti prodotti del latte di pecora e di capra fino alla mozzarella di bufala made in Lazio.

Il cofanetto in due volumi (italiano e inglese) è curato dalla giornalista americana Frederika Randall e corredato dalle immagini fornite da Azienda Romana Mercati insieme all’Arsial: un viaggio attraverso 54 formaggi locali, incontrati lungo gli itinerari nella campagna romana, nell’agro pontino, in Ciociaria e su fino in Sabina e Tuscia.

Qui cacio Magno alle erbe, ciambella di Morolo o pecorino Picinisco si combinano per creare capolavori della cucina regionale: dagli spaghetti cacio e pepe alla crema di ricotta al caffè.

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La guida Tre Bicchieri 2008 del Gambero Rosso

pubblicato da roberta

Un’altra nuova lettura per gli appassionati di vino: ‘Vini d’Italia 2008’ edita da Gambero Rosso e Slow Food, in libreria da lunedì 29 ottobre.
La guida verrà presentata domani alle 10.30 a Roma, nella splendida cornice del Teatro Olimpico cui seguirà, nel pomeriggio (ore 16-20), la degustazione dei 305 vini che hanno ottenuto il riconoscimento dei ‘Tre Bicchieri’, presso la Città del Gusto, sempre a Roma.

Quella in uscita è la 21esima edizione della guida, che a partire da quest’anno si rinnova un po’: innanzitutto l’indice, non più in ordine alfabetico secondo il comune di residenza delle cantine, ma secondo il nome delle cantine stesse, poi, ancor più importante, tra i quattro viceredattori della pubblicazione, per la prima volta nella storia dell’enologia italiana, compare una donna, Eleonora Guerini.

Un po’ di numeri: i vini assaggiati sono stati oltre 25mila, 18mila quelli recensiti per un totale di 2245 aziende produttrici. La regione che ottiene un maggior numero di bicchieri è la Toscana con 65 riconoscimenti; fanalini di coda Liguria e Molise con un vino a testa.

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Cilentana, le ricette del Cilento

pubblicato da fabio

Copertina_CilentoPensate che qui c’è stato Ancel Keys, che qui venne a vivere sulle spiagge di Pollca per studiare e lanciare la famossissima Dieta Mediterranea. E’ qui che il medico americano riuscì a mettere in relazione la scarsa incidenza di malattie cardiovascolari con il cibo quotidiano dei cilentani e creò dal nulla il principio fondante su cui lavorano i nutrizionisti della nostra società, ormai possiamo dirlo, opulenta e grassa.

Ecco a voi, adesso, la prima ricerca sulla grande cultura gastronomica cilentana attraverso la raccolta della tradizione orale dei contadini, i segreti delle famiglie, la qualità dei migliori ristoranti, osterie e agriturismi da Paestum a Palinuro, dagli Alburni al Vallo di Diano, dall’Alto Sele al Golfo di Policastro.

Adesso disponibile grazie alle Edizioni dell’Ippogrifo ben 50 preparazioni con il pane e le pizze, 151 ricette di pasta, 153 piatti della cultura vegetariana dell’orto e dei campi, 130 proposte di pesce e 110 di carne. Inoltre, 70 dolci e 25 tecniche di conservazione del cibo. In appendice troverete anche tutti i ristoranti e gli agriturismi segnalati dalle guide, le aziende di vino e di olio, i caseifici, i panifici, gli indirizzi giusti per il pesce, la frutta, gli ortaggi, le conserve.

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