
Chiudiamo questa guida sulla frutta con due ricette con la frutta per l’estate.
Pesche al forno. Ingredienti: 4 pesche, 3 amaretti, 50 g di zucchero, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 noce di burro, ciliegie candite. Preparazione: togliere il nocciolo alle pesche facendo attenzione che restino intere, quindi riempire con gli amaretti tritati ed amalgamati con il burro e lo zucchero. Infornare fino a far soffriggere le pesche ed il composto, quindi aggiungete il vino e fate cuocere per altri 10 minuti. Servire aggiungendo una ciliegia candita.
Melone al Porto. Ingredienti: 1 melone, una bottiglia di Porto, mandorle sbucciate. Preparazione: tagliare il melone sbucciato a cubetti e pruvarlo dei semi. Mettere tutto in una scodella e aggiungere il Porto, lasciando il tutto a riposare in frigo per qualche ora. Prima di servire tritare grossolanamente le mandorle e cospargerle sul melone.
Fonte| Opuscolo “Sai quel che mangi” Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Foto | Flickr

E stiamo giungendo alla fine di questa guida alla frutta! Oggi vediamo un po’ come è divisa la produzione italiana di frutta. Prima di tutto ricordiamoci che i paesi dell’Unione Europea regolamentano i marchi di riconoscimento e le norme della produzione di frutta, che rientrano nelle DOP e nelle IGP, nonché delle coltivazioni biologiche e le STG - PAT.
Un frutto per essere DOP (denominazione di origine protetta)deve avere caratteristiche qualitative conformi al territorio e secondo norme di produzione, che vanno dalla semina alla raccolta, dalla trasformazione alla messa in vendita, nonché alla tipicità-tracciabilità del prodotto. Un frutto IGP (indicazione geografica tipica) ha regole meno ferree, e richiede che almeno una delle fasi del processo produttivo avvenga in una determinata zona. In sintesi: i prodotti DOP richiedono la produzione per il 100% in un territorio, gli IGP solo in parte.
Per le STG (specialità tradizionale garantita) si fa attenzione alla produzione tradizionale, non alla zona di produzione. L’agricoltura biologica ha delle precise norme di produzione senza uso di sostanze chimiche. Infine, solo in Italia ci sono anche i PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) che proteggono tutto quello che è prodotto con metodi tradizionali in uso da almeno 25 anni, con un albo dedicato e molto limitato.
La frutta in Italia:
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Continuiamo il nostro viaggio nella frutta parlando oggi di come va conservata. Perché è bene essere esigenti e scegliere prodotti di qualità, ma bisogna sempre conservare bene il prodotto affinché possa restare di qualità. Per conservare le qualità della frutta dobbiamo seguire delle semplici regole.
Domani vediamo come è regolata la produzione della frutta in Europa e come è diffusa in Italia. Restate sintonizzati!
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Abbiamo trattato nei giorni scorsi come viene classificata la frutta e quali sono i suoi valori nutrizionali, oggi cerchiamo di capire come riconoscere la frutta buona. Ci sono, infatti, dei piccoli accorgimenti che dobbiamo mettere in atto per scegliere la frutta, affinché essa possa continuare a conservare le sue proprietà nutritivie.

Abbiamo detto ieri quali sono le tipologie di frutta e come classificarle. Adesso che le conosciamo parliamo dei loro valori nutrizionali: quanto ci fanno bene e quante e quando ne dobbiamo mangiare? Ci viene in mente subito il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”, che per anni le nostre mamme e nonne ci hanno ripetuto almeno due volte a settimana avvicinandosi a noi come la stregha di Biancaneve, con una bella mela in mano. Ma è vero? Direi proprio di sì e non solo la mela, ma anche il resto della frutta possiede straordinarie proprietà utili al nostro organismo.
Assumendo quotidianamente della frutta (non condita o elaborata), possiamo soddisfare il fabbisogno quotidiano di vitamine e sali minerali soprattutto. La cosa importante è che la frutta arrivi fresca sulle nostre tavole, poiché perde gradualmente il contenuto di vitamina subito dopo la raccolta: più è fresca, insomma, meglio ci fa. Evitiamo frutta fuori stagione, spesso è coltivata nelle serre o con prodotti fuori terra, due fattori che alterano tutte le qualità del prodotto e le sue caratteristiche organolettiche.
Cosa dobbiamo mangiare allora se vogliamo tenerci in piena salute? Se mangiamo 150 gr di albicocche fresce, riusciamo a coprire il 75% del fabbisogno giornaliero di vitamina A ed inoltre è ricca di magnesio, fosforo, potassio, calcio e ferro. Se invece mangiamo 150 gr di ciliegie possiamo assimilare il 16% del fabbisogno di vitamina C, altrimenti semplicemente 150 gr di kiwi per tutta la vitamina C di cui abbiamo bisogno. Se vogliamo fibra e polifenoli, che hanno potere ossidante, allora mangiamo almeno una mela al giorno (anche due!), mentre dedichiamoci alle prugne e alle susine per le vitamine A-B1-B2 e C. Se abbiamo bisogno di vitamina B5, invece, troviamo un albero di melograno e prendiamo un frutto! Il fico, infine, è portatore di magnesio, fosforo, potassio e zinco, nonché delle vitamine del gruppo B, comprese la B6 e la B5.
La bella stagione si fa sentire, il sole fa capolino, le temperature si alzano, ma soprattutto iniziano le verdure e la frutta di stagione migliori dell’anno. Ho pensato, quindi, di dedicare qualche post a capire meglio le caratteristiche ed i pregi di frutta e verdura, degli alimenti a cui siamo così abituati da dimenticarci, a volte, che sono stagionali e che non dovrebbero esserci sempre tutti sul banco frigo del supermercato o sulla bancarella del fruttivendolo… Ad esempio, a maggio, secondo il calendario delle stagioni della frutta, dovremmo trovare sul banco dei negozi: ciliegie, fragole, kiwi, lamponi, mele, meloni, nespole, pere e pompelmi. E’ consentita qualche eccezione, come le pesche e le susine, lì dove il clima più caldo lo permette. L’Italia, infatti, grazie alla struttura geografica molto varia e la ricchezza di acqua, consente la coltura di diversi prodotti.
La frutta è uno degli alimenti più preziosi che troviamo in natura anche in maniera spontanea. E’ preziosa per la ricchezza di vitamine, sali minerali e zuccheri che contiene, ma anche perché il sapore e la bellezza dei frutti riesce a provocare l’acquolina in bocca a tutti. La frutta può essere classificata secondo principi agronomici, che si riferiscono al tipo di cultura (frutticola, orticola, etc), e secondo principi commercali, che divide la frutta in bacche, frutta a granelli, frutta a guscio, frutta a nocciolo, frutta tropicale e agrumi, ed infine secondo principi nutrizionali, che dividono la frutta in polposa, farinosa e oleosa.
Domani parleremo di valori nutizionali e di come riconoscere la frutta migliore e sana. Restate collegati!
Foto | Trellina