Le uova sode sono, insieme all’agnello, regine della tavola di Pasqua e ci si può sbizzarrire negli abbinamenti fra queste due pietanze. In questa ricetta mi sono divertita a mescolarle in maniera particolare, rivisitando la ricetta delle classiche uova ripiene e riempiendole con carne macinata di agnello aromatizzata al limone; provate a realizzarle, vi assicuro che il risultato vi lascerà piacevolmente sorpresi!
Ingredienti per 4 persone: uova sode 4, macinato d’agnello 300 g, limone bio 1, prezzemolo tritato, olio evo, sale, pepe.
Preparazione: lessate le uova in acqua bollente per dieci minuti, scolatele e immergetele in acqua fredda per raffreddarle più velocemente. Nel frattempo cuocete la carne in un tegame con un filo d’olio, unite il succo del limone, precedentemente spremuto e privato dei semi, e il prezzemolo; salate, pepate e lasciate raffreddare anche il macinato.
Sbucciate le uova, tagliatele a metà nel senso della lunghezza, privatele del tuorlo e mettetelo in un tegame; mescolate la carne con i tuorli fino ad ottenere un composto omogeneo, unendo olio a filo per renderlo più cremoso. Con questo farcite gli albumi non solo nel buco lasciato dal tuorlo, ma creando una cupoletta. Lasciate riposare le uova in frigo per almeno un ora e servite.
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La festa del papà è ormai alle porte: auguri a tutti i papà che seguono Gustoblog! Per poter festeggiare in allegria dei buoni piatti sono importanti e possono fare la differenza. Dall’archivio di Gustoblog vi proponiamo, pertanto, una serie di ricette e anche delle proposte di menù in modo da rendere tutto più semplice.
Le nostre ricette sono organizzate in antipasti e stuzzichini, primi, secondi, contorni e tanti dolci! Al termine le tre proposte di menù. Se preparate qualcuno di questi piatti, come ci auguriamo, fateci poi sapere come è andata e se avete suggerimenti per migliorare questa o quella ricetta.
Continua a leggere: Festa del papà: 17 ricette e 3 menù completi secondo Gustoblog

Per la festa del papà vi propongo una ricetta che è al contempo dolce (per il nome) e salata (per come è realizzata): una sorta di mix per celebrare i padri che sono dolci e forti allo stesso tempo.
Per 6 persone abbiamo bisogno di: 300 g di cime di broccoli (già lessate), 180 g di farina 00, 120 g di latte, 100 g di pecorino (semi stagionato), 3 uova, 2 cipollotti, 1 bustina di lievito per torte salate, 1 limone, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Affettate sottilmente i cipollotti e fateli stufare in una padella con un po’ d’olio, quindi unite le cimette di broccoli precedentemente lessate, aggiungete mezzo bicchiere d’acqua, regolate di sale e fate cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti. In una terrina lavorate le uova intere, un cucchiaio di olio, il latte; aggiungete, quindi, la farina con il lievito, il pecorino grattugiato grossolanamente, le cime di broccolo stufate con i cipollotti, della scorza di limone grattugiata e mescolate per bene. Regolate di sale e pepe. A questo punto versate l’impasto in uno stampo da plum cake rivestito con carta forno e infornate per 45 minuti a 180 gradi.
Una volta raffreddato, affettatelo e servite con salumi misti.
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Ecco un secondo piatto sfizioso, dal sapore agrodolce che potrete preparare per la festa del papà; assolutamente non banali questi spiedini vi stupiranno con il piacevole gusto del miele che si sposa perfettamente con il profumo della salvia. Cucinateli insieme ai vostri figli per festeggiare il papà in una splendida serata in famiglia!
Ingredienti per 4 persone: petto di pollo 400 g, limoni biologici 2, miele di acacia 2 cucchiai, foglie di salvia, olio evo, sale, pepe.
Preparazione: tagliate a dadini non troppo piccoli i petti di pollo, salateli e pepateli; lavate un limone, tagliatelo a fettine e spremete il succo dell’altro eliminando i semi. Componete gli spiedini alternando un pezzetto di pollo, una foglia di salvia ed una fettina di limone; metteteli a cuocere su una piastra leggermente unta d’olio ben calda e, mentre gli spiedini finiscono di cuocere, mescolate il miele al succo di limone fino ad ottenere un intingolo omogeneo ( aggiungendo un pò d’acqua se dovesse servire). A cottura ultimata bagnate gli spiedini con la salsina appena preparata e serviteli ben caldi!
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Per celebrare tutti gli uomini della nostra vita che siano stati padri, che lo siano o che lo saranno questo piatto è quello che fa per voi; armonia di gusti forti, semplicissimo nella realizzazione, questo risotto è la ricetta ideale per chi vuole ottenere un ottimo risultato con il minimo sforzo. La forza di tutti i papà e la loro ricchezza nella metafora di un piatto dal sapore deciso.
Ingredienti per 4 persone: riso a chicco grosso (ideale per risotti) 320 g, birra bionda 150 ml, brodo di pollo 1 l, burro 50 g, cipolla 1, mortadella 100 g , parmigiano grattugiato 80 g, pistacchi sgusciati 50 g, rosmarino 1 rametto, olio evo, sale, pepe.
Preparazione: portate ad ebollizione il brodo e tritate la cipolla; mettetela a soffriggere in un cucchiaio d’olio, quando sarà imbiondita unite il riso e lasciatelo tostare,mescolandolo, per circa 2 minuti. Una volta tostato, unite la birra e lasciatela sfumare; continuate la cottura del riso aggiungendo mestoli di brodo fino a completarne la cottura (circa 15 minuti). Pochi minuti prima che il riso sia cotto, unite la mortadella ridotta a dadini o a striscioline (dipende se la mortadella che avete comprato è a fette o è una di quelle piccole e di forma cilindrica che trovate nel banco frigo di ogni supermercato) e i pistacchi sgusciati. A cottura ultimata spegnete il fornello e mantecate il riso con il burro e il parmigiano; aggiustate di sale e servite guarnendo i piatti con gli aghetti di rosmarino e una spolverata di pepe nero.
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Oltre la festa della donna, Marzo è il mese della festa del papà. Ogni anno preparo un dolcetto, di solito una torta, ma vista la predilezione per il caffè e l’amore per le meringhe del capo famiglia, ho scelto le meringhe al caffè. Facili da preparare, potete decidere di accoppiarle a due a due tenendole insieme con un velo di cioccolato fuso.
Per le meringhe al caffè gli ingredienti sono: 2 albumi, 220 g di zucchero, 30 g di caffè istantaneo.
Preparazione: in una ciotola ampia montare gli albumi a neve ferma. In una ciotola a parte mescolare il caffè istantaneo con lo zucchero ed incorporarli agli albumi con delicatezza. Versare il composto ottenuto in una siringa per dolci con bocchetta a stella e formare dei piccoli mucchietti di impasto sulla placca del forno rivestita di carta da forno. Trasferire in forno a 120 C° per 2 ore circa fino a quando le meringhe si saranno asciugate e risulteranno friabili.
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Se siete in vena di festeggiare l’8 marzo e avete tante, ma proprio tante amiche con le quali condividere le classiche ‘quattro chiacchiere tra donne’, allora forse l’ideale per voi è dare un party oppure una cena in piedi con tanto ottimo fingerfood e tartine da piluccare tra un pettegolezzo e l’altro.
In questo caso, per il buffet potete affidarvi senza paura ai nostri suggerimenti da perfette padrone di casa. Innanzitutto la varietà: maggiore sarà la ricchezza delle vostre proposte (a parità di quantità) e maggiore sarà la riuscita della vostra festa. Non c’è bisogno, tra l’altro di ‘strafare’: con qualche piccolo accorgimento preparerete in un batter d’occhio un ricevimento che farà invidia al più blasonato dei catering!
Un grande classico che non invecchia mai sono i canapé, magari in rosa come omaggio al gentil sesso, e gli ottimi panbrioché, ma non trascurerei, tra una piroetta e l’altra, il valore dei tramezzini tradizionali, come questi che vi proponiamo alla caprese o al salmone, oppure, se preferite i gusti semplici, potrete indirizzare la vostra creatività sulle ‘forme’ anziché sui ripieni.
Continua a leggere: Festa della donna: 15 ricette per un party in casa con le amiche
Viviamo in un mondo colorato e, l’esperienza ce lo insegna, ci sono alcuni colori che ci attirano e altri che ci piacciono meno. Il giusto utilizzo dei colori è importante non solo per l’accostamento dei vestiti o dell’arredamento, ma anche in cucina, sia questa intesa come ambiente di casa che come arte culinaria. È per questo motivo che ho trovato molto interessante il libro di Mariella D’Amico dal titolo Color Power. Come puoi migliorare salute, relazioni e lavoro con il giusto utilizzo dei colori. Il libro è pubblicato da L’Età dell’Acquario ed è un profondo e documentato studio sull’uso dei colori e sull’effetto che hanno nella nostra vita.
Qui su Gustoblog ne parliamo dal punto di vista dei colori in cucina: un capitolo del libro, infatti, è intitolato 5 colori al giorno levano il medico di torno. In questa sezione l’autrice parla del colore del cibo e di come ne influenza il sapore, esamina la nocività di alcuni additivi e propone idee per stare a tavola con i colori. Se è vero che ognuno ha i propri colori preferiti, è pur vero che ci sono alcuni colori – anche sulla tavola! – che trasmettono delle sensazioni. Per approfondire l’argomento, e per evitare di scrivere di Color Power in maniera troppo tecnica, noi di Gustoblog abbiamo posto alcune domande all’autrice che, gentilmente, ci ha risposto.
Partiamo dalla cucina come ambiente: quali sono i colori (pareti, mobili, suppellettili) che rendono lo stare tra i fornelli più piacevole?
La cucina è un luogo polifunzionale dove si svolgono diversi tipi di attività, ognuna delle quali ha delle sue specifiche necessità: è il luogo in cui si prepara e si consuma il cibo. Nell’atto della preparazione si utilizzano gas, corrente elettrica, coltelli, liquidi bollenti. È quindi necessario avere una buona illuminazione e colori degli oggetti contundenti per esempio gialli. I colori dell’ambiente non dovrebbero essere troppo scuri per non inficiare l’esame visivo degli alimenti che prepariamo. Il giallo si presta bene a soddisfare l’esigenza di dare maggiore attenzione alle attività che si svolgono soprattutto nella zona di preparazione. Inoltre è un colore allegro che ben si adatta a creare un ambiente conviviale e spensierato. L’arancione è il più positivo dei colori, stimola l’appetito e sarebbe sicuramente opportuno nella zona pranzo. Il rosso incoraggia a consumare i pasti velocemente: non a caso è molto usato nei fast-food: da evitare se si ha la tendenza a consumare compulsivamente il cibo. In questo caso, o se vogliamo agevolare la nostra dieta, potremmo efficacemente usare il blu-viola, che ci calmerebbe e inibirebbe le nostre abbuffate. Il verde, specie se molto intenso e nell’illuminazione, sarebbe da evitare nella zona pranzo perché potrebbe dare ai nostri commensali un incarnato verdognolo, davvero poco adatto a stimolare una piacevole conversazione.

Ormai ci siamo: la festa della donna è quasi arrivata e bisogna pensare seriamente a cosa mettere in tavola. Se andrete al ristorante, il problema non si pone: vi lascerete servire e potrete gustare la cucina di altri (e magari, se volete, raccontateci poi nei commenti cosa avete mangiato).
Se invece scegliete di rimanere a casa o di organizzare una cena (o un pranzo) in cui ognuna di voi porta qualcosa (o, magari!, in cui sono gli uomini a cucinare per le donne), eccovi un po’ di ricette prese dall’archivio di Gustoblog. Oltre alle ricette singole che potrete abbinare come preferite, vi presentiamo anche due menù speciali belli pronti.
Continua a leggere: Festa della donna: 15 ricette e 2 menù secondo Gustoblog

Un cocktail ideale per la festa della donna è quello mimosa, il cui nome originale sarebbe Buck’s Fizz, perché venne inventato nel Buck’s Club di Londra dal barman Buck’s Club di Londra. L’invenzione del cocktail è del 1921 mentre nel 1925 gli venne dato il nome di mimosa per via del colore giallo.
Le ricette sono varie, anche se tutte simili. Noi ve ne proponiamo una, ma, ovviamente, nei commenti potete dirci la vostra versione. Gli ingredienti sono: arance gialle (da spremere), prosecco.
Spremete le arance e filtratene il succo con il colino. Versate il succo nel bicchiere (flûte) e aggiungetevi il prosecco freddo. Quindi mescolate. Il rapporto dev’essere di un terzo di succo d’arancia e due terzi di prosecco. A piacere decorate con foglioline di menta o scorzette d’arancia.
Al posto del prosecco potete usare dello champagne. C’è chi usa del Grand Marnier e, in questo caso, abbiamo il Grand Mimosa.
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