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Tutti gli articoli con tag inghilterra

Ricette Mondiali: dall’Inghilterra la shepherd’s pie

pubblicato da roberta

La shepherd’s pie è un’antica torta salata dell’Inghilterra, che inizia a chiamarsi così a partire dal 1870; prima di allora era identificata con la cottage pie: una preparazione a base di patate strapazzate e carne. Quella del ‘pastore’, però, per tradizione si distingue perché la ricetta prevede carne di agnello, anche se oggi in Inghilterra si usa la stessa espressione per riferirsi indifferentemente alla torta di manzo, quella che impariamo oggi, o di agnello. Ne esistono varianti davvero curiose in tutto il mondo anglosassone, ma la più strana resta inglese ed è quella di pesce.

Cosa vi occorre: 500 g di macinato di manzo, 2 cucchiai d’olio, 1 cipolla, 1 carota, 115 g di funghi, 3 dl di brodo di vitello, 1 cucchiaio di farina, 1 foglia d’alloro, 2 cucchiai di salsa Worchester, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 700 g di patate, 30 g di burro, 3 cucchiai di latte, dragoncello, sale e pepe.

Come si prepara: in una casseruola scaldate l’olio e rosolatevi la cipolla e la carota tritate. Unite la carne e proseguite la cottura mescolando. A parte miscelate qualche cucchiaio di brodo con la farina e poi aggiungete alla carne in cottura portando a ebollizione. Aggiungete l’alloro, la salsa Worchester, il concentrato di pomodoro, coprite e lasciate cuocere a fuoco lento per un’ora. Intanto lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele con il latte e il burro, aggiustando di sale e pepe. Tornate alla carne, aggiungete il dragoncello, toglietela dal fuoco e mettetela in una tortiera formando uno strato uniforme. Coprite con uno strato di patate bucherellato con la forchetta. Cuocete in forno a 190° per 25 minuti finché sarà dorata la superficie. Servite tiepida.

Foto | Flickr

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Brassatura, l'arte di fare la birra

pubblicato da prog2501

DallaBirra

Google Progetto Ricerca Libri è un interessante ed ambizioso progetto che si occupa di digitalizzare e rendere disponibile in formato elettronico tutti i libri pubblicati nella storia, in ogni lingua e di ogni genere, così da creare la più grande biblioteca del mondo. Questo rende possibile la consultazione gratuita di libri rari anche a noi amanti della birra artigianale e provetti homebrewer, deliziandoci con letture affascinanti.

Possiamo trovare un libro del 1768 intitolato Dizionario delle arti e dei mestieri e leggere:

Ne viene attribuita l’invenzione agli Egiziani, e pretendesi, che questi popoli, privi della vite, cercassero nella preparazione de grani, di cui abbondavano, il segreto d’imitare il vino, e che ne componessero la Birra. Altri ne fanno ascendere l’origine fin al tempo delle favole, e raccontano che Cerere, o Osiride trascorrendo la terra, Osiride per rendere gli uomini felici istruendoli, Cerere per rinvernire la figliuola sua immaritata, insegnarono l’arte di fare la Birra ai popoli, che mancando di viti non erano in istato di aver vino. Ma abbandonando le favole per attenersi all’istoria si conviene che l’uso della Birra asso dall’Egitto nelle altre regioni del mondo.

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Una Marmite inglese per San Valentino

pubblicato da fabio

MarmiteLo si può vedere dall’immagine: un vasetto di Marmite con un’etichetta a forma di cuore e una grande scritta in grassetto I Love You. Per chi non lo sapesse, la Marmitte:

[…] è uno dei prodotti inglesi più popolari, viene molto usato come pasta da spalmare sui toast e viene elaborato esclusivamente con l’estratto del lievito ottenuto dal processo di elaborazione della birra.

Per l’occasione della festa degli innamorati sono stati prodotti 600 mila vasetti, disponibili nei supermercati inglesi ma anche su internet presso il sito di Slfridges & Co. a un costo maggiore (£3.99).

Ma la particolarita di questa versione Marmite non finisce certo qui: I Love You ha anche il gusto dello champagne, il che la fa ancora più pertinente per la situazione di San Valentino. Possibile, infine, ordinarne una versione personalizzata con incisioni in argento sul coperchio al costo di £145.

Via | Luxist.com

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In Inghilterra arrivano le Mc schools

pubblicato da roberta

Liceo classico, scientifico, istituto magistrale o scuola per il diploma in ‘scienze dell’hamburger’? No, non è fantascienza, è realtà, almeno in Gran Bretagna: qualche giorno fa, infatti, il premier Gordon Brown ha presentato la prima Mc University, ossia corsi di specializzazione in management della ristorazione da fast food che Mc Donald’s offrirà ai propri dipendenti di tutti i locali del regno. Al termine dei corsi gli studenti otterranno un diploma legalmente equiparato a qualunque altro di scuola superiore.

La notizia non è una novità in Inghilterra, dove già altre aziende hanno sperimentato percorsi didattici del genere, certificati dalla Qualifications and curriculum authority, l’agenzia governativa che controlla l’istruzione superiore. Se però ad abbracciare l’idea è il colosso americano del ‘junk food’ l’idea non può che far sorridere: i ‘Mc diplomi’, come li ha prontamente ribattezzati l’autorevolissimo Times, saranno davvero validi all’esterno dell’azienda che li rilascia in termini di preparazione e marketing?

Chissà, certo è che si tratta di un passo storico (a prescindere dalle opinioni in merito) sul sentiero delle riforme della qualificazione professionale: i sostenitori dell’impresa, infatti, ritengono che l’istruzione universitaria sia troppo teorica, poco aderente alla realtà del mondo del lavoro. C’è da chiedersi quando e dove il primo ateneo targato Mc Chiken deluxe… certamente a Chicago, quartier generale dell’azienda.

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Niente curry (solo spaghetti al ragù), siamo inglesi

pubblicato da roberta

È un vero scoop quello che ci arriva oggi da Londra: pare che anche i sudditi di Sua Maestà si siano definitivamente convertiti al dio spaghetto, abbandonando una volta per tutte la venerazione del curry (rubato, tra l’altro, dalla cucina indiana, non avendo l’Inghilterra una propria tradizione culinaria).

Un sondaggio in rete ha decretato gli spaghetti alla bolognese (al ragù per noi) il piatto preferito dagli inglesi, capace di surclassare addirittura i britannicissimi fish and chips e roast beef. Il 13% circa delle 700mila persone monitorate ha recentemente cercato in internet l’indirizzo di un ristorante italiano dove cenare o dove usufruire del servizio take away, contro l’11.6% che ne ha cercato uno indiano.

Ma gli spaghetti al ragù vincono anche a casa: sempre più inglesi acquistano il sugo pronto al supermercato o addirittura si lanciano in una preparazione casalinga (trovando la ricetta sul web) almeno due volte la settimana, stando ai dati forniti da YouGov su commissione della Loyd Grossman Sauces, uno dei principali produttori di salse oltremanica. Perché proprio il ragù? Perché a detta loro è il più semplice e veloce da preparare: non inorridite troppo, grazie.

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Bere eco-compatibile con Innocent drinks

pubblicato da arietta

C’è in Inghilterra un gruppo di persone che ha deciso di unirsi in una grande famiglia con un unico scopo comune: fondare una drinks company globale, naturale ed etica. E’ nata così, nel 1998, “Innocent drinks”.

Bevande naturali al 100%, pure, fresche ed inadulterate, contenute in imballaggi completamente ecologici e riciclabili. Il 10% dei profitti annuali viene donato alle nazioni da cui Innocent importa la frutta e uno dei principali obiettivi perseguiti è quello di ridurre le emissioni di carbonio.

Girando per le strade londinesi non sarà difficile incappare in uno dei grass vans che propongono Smoothies senza zucchero e conservanti, Tickies, le salutari bevande a base di yogurt probiotico, frutta e miele e acque arricchite all’ossigeno.

Tutti i prodotti Innocent, inoltre, si trovano nei market e nei coffee shops non solo inglesi ma anche europei (Parigi, Amsterdam e Copenhagen solo per fare alcuni nomi). E in Italia?

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La migliore carta dei vini a Londra? Sketch Restaurant

pubblicato da fabio

Schetch_Restaurant
E’ proprio lo Sketch Restaurant ad aver vinto il 2007-2008 AA Wine Award, il premio per il ristorante con la migliore carta dei vini a disposizione. Lo Sketch Restaurant primeggia in tutta l’Inghilterra e in ogni categoria della competizione.

I giudici di gara hanno scelto questo ristorante di Soho per la sua lista dei vini ‘chiara e invitante’ e per la buona varietà di Champagne. In Galles ha trionfato il The Bell di Skenfrith. Mentre il The Durham Ox di Crayke si è aggiudicato la menzione di AA Pub of the Year.

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