Archiviate definitivamente le Feste natalizie e ancora un po’ lontani dagli stravizi del Carnevale, questo è il periodo ideale per la settimana bianca. Sulla neve, si sa, le calorie che si bruciano sugli sci o sullo snowboard sono tante, così non dobbiamo temere troppo quando assaggeremo alcune specialità delle nostre splendide montagne. Se andate in Trentino, ad esempio, non perdetevi questi funghi in cassaforte…
Cosa vi occorre: 1 kg di funghi freschi misti, 1 cipolla, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 pane in cassetta intero, 200 g di lardo tagliato a fettine sottili, olio, sale e pepe.
Come si prepara: pulite i funghi come sapete fare, quindi tagliateli a fettine. Nel frattempo stufate in una padella con un filo d’olio la cipolla tritata e aggiungete i funghi quando questa sarà ben dorata. Cuocete per 15 minuti sfumando con il vino, lasciate evaporare e aggiungete il concentrato di pomodoro che avrete precedentemente diluito in ½ bicchiere d’acqua calda, quindi proseguite la cottura per altri 10 minuti. Eliminate la crosta del pane in cassetta, svuotatelo delicatamente di buona parte della mollica e farcitelo con i funghi cui avrete aggiunto la mollica sbriciolata. Ricomponete il pane e fasciatelo con le fette di lardo fissandole con stecchini di legno. Cuocete in forno a 170° per 30 minuti e servite caldo tagliato a fette.
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Di ‘cresce’ ce n’è per tutti i gusti e tutti palati, ma questa ha un segreto: il lardo da strofinare sull’impasto! La ricetta è tipica delle Marche e non ho alcun dubbio che allieterà la vostra tavola pasquale. Sarà perfetto se a Pasqua sarà bel tempo, in modo da poter utilizzare questa ricetta in un suggestivo picnic o barbecue all’aperto.
Cosa vi occorre: 1 kg di farina di grano, acqua bollente, cotica di lardo, strutto, sale e pepe q.b.
Come si fa: impastate la farina con l’acqua, poca per volta (anche perché altrimenti vi scottate), il sale e il pepe. Quando avrete ottenuto un impasto elastico, fate riposare per un’ora al coperto, poi dividete il composto in panetti e stendeteli uno per uno con il mattarello. A questo punto adagiateli su una teglia e cuoceteli, possibilmente, sulla brace. A metà cottura strofinate le pareti delle ‘cresce’ con il lardo, ungete con lo strutto e salate. Servite accompagnata da salumi e formaggi, oppure anche da sola.
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Purtroppo il mese di agosto sta volgendo al termine e con lui sagre e feste.
Però non disperiamoci, quest’ultimo fine settimana del mese (e forse ancora i primi due di settembre) ci regalerà ancora qualche sana scorpacciata di prodotti tipici.
Vediamo quali sono gli eventi più significativi di questo week end.
A Castel del Rio in provincia di Bologna si terrà la Sagra del porcino, una kermesse tutta dedicata ai funghi porcini , che quest’anno pare saranno ottimi viste le abbondanti piogge.
In Liguria invece, a Montoggio in località Tre Fontane, si svolgerà la 25 edizione della Sagra della patata. Quest’anno sono previsti anche alcuni seminari e mostre.
E’ già in corso e durerà fino a domenica 31, ad Arnad, in Valle d’Aosta, la Festa del lardo, in collaborazione con Slow Food.
Domenica, invece, a la Morra nelle Langhe si terrà la 22 edizione della Mangia…Longa, una camminata a “tappe enogastronomiche” di 4 km sulle colline piemontesi. Da non perdere.
Per ulteriori informazioni sulle sagre previste in questo ultimo fine settimana di agosto visitate il sito formorefun. Buon divertimento!
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La stringata: tre parti del maiale. Lardo, lonza e pancetta, unite in un unico salume partorito un paio di anni fa dalla mente di Berardino Lombardo, già chef e patron del ristorante La Caveja, a Pietravairano (CE). Qualche tempo fa abbiamo potuto assistere ad una interessante degustazione di questo salume alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma.
“Del maiale non si butta via niente”. Mai come in questo caso un detto è stato più veritiero, infatti è proprio l’idea di utilizzare ogni parte della bestia che ha ispirato Berardino a ideare e poi produrre un salume con prodotti che oggi sono prevalentemente di scarto.
La stringata non si fa da un maiale qualsiasi ma dal casertano nero, una razza da sempre esistita in Italia, che negli anni sessanta era quasi estinta. Berardino in collaborazione con l’Università di Napoli, che aveva dieci esemplari, è riuscito a farli riprodurre e oggi sono 1800. La produzione della stringata inizia dalla nascita del maiale, che viene allevato con una grande attenzione per la qualità della sua alimentazione.
Continua a leggere: Stringata di maiale di Bernardino Lombardo

Appassionati del Lardo di Colonnata, vi segnalo questa sagra che si terrà a Colonnata, nelle Alpi Apuane che circondano Carrara. Quando? I giorni 24, 25 e 26 Agosto, con apertura giornaliera. Per chi non lo sapesse, il lardo è un salume caratteristico della zona, che un tempo veniva usato come companatico dai cavatori i quali lo affettavano sottile per poi gustarlo insieme a pane e pomodoro.
Questo caratteristico salume si ottiene utilizzando solo maiali maschi della zona alimentati con mangimi del luogo. Il lardo viene poi salato ed aromatizzato con diverse spezie (cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, anice stellato e origano, ma il più delle volte rimane una ricetta gelosamente tenuta segreta) e tagliato a pezzi rettangolari.
Il processo di produzione prosegue con una particolarissima stagionatura che avviene in grosse vasche di marmo di Carrara in cui il salume rimane per un periodo che varia tra i sei ed i dieci mesi. Da questa stagionatura dipende il sapore e la fragranza del prodotto. La sagra è un’ottima occasione anche per visitare il suggestivo paesino e le bianchissime cave di marmo che lo sovrastano.