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Recensioni Gusto-se: Le ricette di Nefertiti di Bruno Gambarotta

pubblicato da roberta

Misteri e buona cucina, si sa, interessano un po’ tutti: ecco perché gli ingredienti (è proprio il caso di dirlo!) che l’intramontabile Bruno Gambarotta, piemontese né falso né cortese, ma, al contrario, istrionico ed elegante, miscela sapientemente nel suo ultimo romanzo edito da Garzanti, Le ricette di Nefertiti, hanno il sapore e il profumo di una cena ben riuscita.

Se, poi, si dà al piatto il proprio tocco personale, magari speziato, con un velo d’afrodisiaco e una penna scorrevole quanto divertente, allora si ha in tasca la ricetta del successo. Le 220 pagine dell’opera raccontano una vicenda di cui è protagonista il prof. Paolo Maria Barbarasa (mi sembra quasi di sentirlo pronunciare, questo nome, con l’inconfondibile accento che caratterizza chi vive all’ombra della Mole Antonelliana), svagato e geniale egittologo del Museo egizio di Torino che, come non si manca di ricordare qua e là nel libro, qualche volta con sottile ironia, è il più importante al mondo dopo quello del Cairo.

Il professore, nel suo bugigattolo nel sottoscala (sorte in comune con fior fiore di ricercatori italiani, ahinoi) è alle prese con la catalogazione della collezione Mastranga, donata al museo ma da tutti ritenuta di nessun valore. Eppure lo studioso vi scova 12 papiri antichissimi, che costituiscono nientepopodimenochè il mitico ricettario segreto con cui la regina Nefertiti faceva impazzire il marito Akhenaton.

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Letture: Dioniso crocifisso.

pubblicato da Alessia

saggio sul vino Se siete appassionati di vino ed affamati di come viene fatto e cosa si nasconde realmente dentro ogni bottiglia, vi consiglio di leggere questo saggio del cantiniere filosofo Michel Le Gris. Tutti lo possono comprendere, grazie al piccolo dizionario dei termini enologici che vi sarà certamente utile se non li masticate quotidianamente, anche se ritengo sia più adatto a chi è un po’ più attento a questo mondo.

Come ho sempre scritto, per me un vino non deve essere per forza biologico o biodinamico per essere buono, ma se lo è sono più contenta, perchè dovrebbe essere meno artefatto e dovrebbe conservare un legame con la varietà dell’uva ed il tanto famoso terroir. Leggendolo, vi si aprirà un mondo, se non avete mai sospettato nulla dei magheggi che si possono fare per, a detta dei produttori, migliorare il vino, al contrario, troverete spunti interessanti se la pulce nell’orecchio ce l’avete già.

Comunque una bella riflessione che si estende a tutto il comparto alimentare. Perchè il luogo comune riguardante i nostri nonni che dice: che gli ortaggi non hanno più il sapore di una volta, è un triste dato di fatto, ottenuto selezionando i cloni che conservano meglio l’aspetto di un frutto e di una verdura, senza parlare poi della manipolazione genetica, tutto ciò a discapito del gusto che spesso viene inserito sinteticamente in un secondo momento. Non mi resta che augurarvi buona lettura, forse poco rilassante, ma estremamente interessante.

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Libri da mangiare: ‘I sovversivi del Gusto 2’

pubblicato da roberta

Si può davvero essere alternativi a tavola? È possibile, scegliendo dove fare la spesa, cosa e come cucinare, essere indipendenti e in qualche modo sovversivi e autodiretti? NdA, bandiera italiana dell’editoria indipendente, attraverso la penna di Michele Marziani e lo zoom di Marco Salzotto, dice di sì e dà alle stampe il secondo tempo di ‘I sovversivi del gusto’.

Un viaggio narrativo e illustrato attraverso 50 storie di uomini e donne, giovani e vecchi che resistono alle contaminazioni della modernità e ‘si accaniscono’ a coltivare o preparare i cibi come hanno imparato, come una volta. Tra loro ci sono contadini, olivicoltori, norcini, casari, produttori di vini, ristoratori e osti sparsi su tutto il territorio nazionale a salvaguardia di profumi e sapori che altrimenti andrebbero perduti.

Quindi anche una guida attraverso la nostra bella Italia, fresca del suo 150esimo compleanno, con note di degustazioni davvero interessanti. L’opera, d’altronde, ha vinto per l’Europa il premio “The Best in the world” – cookbook shortlist ed è stato tra i 4 finalisti del “Best cookbook photography”, il premio al miglior libro fotografico di cucina nel mondo.

Foto | NdA

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