Dopo il primo di ieri all’avocado, ecco un secondo invitante che sprigiona tutto il sapore dei Tropici grazie al ‘segreto’ dell’aggiunta del mango. Ottimo freddo o appena tiepido, e se siete curiosi di saperne di più su questo frutto buonissimo, leggete qui.
Cosa vi occorre: 450 g di carne di manzo macinata magra, 1 tazza di mango, 1 tazza di pangrattato, 1 uovo, 1 cipolla.
Come si prepara: tritate la cipolla finemente e fatela ammorbidire sul fuoco con un filo d’olio. Preparate quindi l’impasto come se fosse una grande polpetta: unite al macinato la cipolla fatta raffreddare, la polpa di mango tritata, l’uovo e il pangrattato. Date all’impasto la forma di una torta, adagiatela in una teglia e cuocetela in forno a 180° per un’ora.
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Un’insalata estiva, veloce e leggera, da accompagnare soprattutto ai fritti, dal momento che pulisce molto la bocca. Occorrono: 1 mango maturo, 1 pera matura, olio extravergine di oliva, pepe nero.
Sbucciate il magno e tagliatelo a fette nel senso della lunghezza; sbucciate la pera, eliminate i semi e tagliatela a tocchetti. In una ciotola unite le fette di mango, i pezzetti di pera e condite con un giro d’olio. Lasciate riposare per alcuni minuti. Spolverate con del pepe nero macinato al momento e servite.
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Quali sono? Vino australiano, prugne cilene e carne argentina. Perchè? Perchè per arrivare sulle nostre tavole percorrono ben 10 mila chilometri, quindi consumano un sacco di energia.
Lo dice la Coldiretti al Forum Internazionale sull’energia di Venezia. Ma non solo questi, anche: il mango del Perù, l’anguria da Panama, la carne dal Brasile, l’aglio dalla Cina, l’uva da tavola dal Sud Africa, i meloni da Guadalupe e il riso dagli Stati Uniti.
Vediamo qualche numero: la carne argentina viaggia per 11 mila chilometri, brucia 6,7 chili di petrolio e libera 20,8 chili di Co2 (pensate a quanto buona carne abbiamo in Italia); il vino australiano, invece, viaggia per 16 mila chilometri, brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica (pensate a quanto buon vino abbiamo in Italia). Per vedere uno studio sulla carbon footprint del vino in America cliccare qui
I numeri valgono anche per gli altri alimenti. Cosa fare dunque? Basta scegliere le produzioni locali che garantiscono oltre alla freschezza del prodotto anche il tanto amato risparmio. A meno che non possiate proprio fare a meno in inverno dell’uva bianca del Sud Africa …
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Nella mitologia dei popoli orientali (e in particolare indiani) il mango occupa un posto di primaria importanza e nei testi sacri hindu è ricordato come simbolo di prosperità.
In India poi svolge un ruolo importante nell’alimentazione: viene adoperato infatti per preparare succhi di frutta e a colazione, in qualsiasi ristorante (o “bar”) di Delhi, è quasi obbligatorio consumare una “frutsalà”(sarebbe una fruit salad…ma la pronuncia indiana è veramente “particolare”) di mango. D’altra parte stiamo parlando di un frutto gustoso, ricco non solo di zuccheri (circa il 20%) ma anche di vitamine (A,B,C) e Carotene.
Si dice che anche a Buddha fu offerto di meditare in una piantagione di mango e che egli, per mesi interi, utilizzò solo questo frutto come fonte di nutrimento.
La foto è tratta dal sito: www.homecooking.about.com