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150 anni dell’Unità d’Italia: il menu che unisce

pubblicato da roberta


Si è sentito di tutto su questa festa dell’Unità d’Italia, che quest’anno compie 150 anni: addirittura, ed è stato molto triste, c’è chi gli si è sollevato contro, non riconoscendola e non volendola festeggiare. Noi siamo di tutt’altro avviso e quindi oggi proponiamo un menu che unisce, cioé un pranzo che si compone ‘pescando’ dalle cucine tradizionali di nord, centro e sud.

Per celebrare la pasta, che è ciò che ci distingue come italiani e che ha fatto grande la dieta mediterranea nel mondo, andiamo in centro Italia, dove si può trovare praticamente di tutto: dalla pasta lunga come i maccheroni alla chitarra tipici dell’Abruzzo (ottimo il condimento con le ‘pelose’ ossia i granchi) a quella corta, come i malloreddus sardi, che potrete condire con la panna, il pecorino locale, il sugo con la salsiccia e perfino gratinare al forno con spinaci e bietole. Dall’Umbria, invece, provate gli umbrici (appunto) al tartufo, oppure un piatto quasi unico come i vincisgrassi marchigiani, che sono una specie di lasagna.

Il nord ci trasporta nell’universo dei secondi piatti, per i quali abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: dallo zampone e bolliti vari che troviamo in Emilia Romagna, saliamo agli ossibuchi lombardi, con quel sughetto inconfondibile e il midollo che in cottura condisce il risotto allo zafferano qui in funzione di contorno. Dalla Liguria arriva un’ottima cima alla genovese, tasca di vitella ripiena di odori, mentre il Veneto ci regala, tra le altre, una specialità marinara: il baccalà, che viene servito mantecato con la polenta.

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A Roma menu etnici nelle mense scolastiche

pubblicato da roberta

Come ho già scritto molte volte, per me la cucina è cultura: per questo quando viaggio mi piace assaggiare le specialità del Paese in cui vado, in questo modo mi sembra di conoscerlo meglio, penetrando a fondo nell’ambiente e respirandone l’atmosfera.

Qualcuno, presso l’assessorato alla Scuola del comune di Roma deve pensarla come me ed essere convinto che la cucina possa essere anche strumento educativo contro il razzismo e a favore dell’inclusione sociale: questo almeno sembra l’obiettivo del progetto ‘Ogni mese un Paese’ che è stato appena avviato in molte mense scolastiche. Da ottobre fino a maggio, infatti, gli alunni delle scuole aderenti avranno a pranzo la possibilità di scegliere menu etnici dele otto comunità più presenti in città: Bangladesh (ottobre), Romania (novembre), Albania (dicembre), Polonia (gennaio), Perù (febbraio), Cina (marzo), Marocco (aprile) e Filippine (maggio).

Dal pollo alle mandorle al couscous, dal budino di latte di riso alla zuppa di barbabietole, una bella iniziativa che mira a condurre dallo scambio dei ‘sapori’ all’unione dei ‘saperi’ attraverso ricette specifiche per bambini, cioè preparate con marchi di qualità garantita e con prodotti provenienti dall’agricoltura biologica o dal mercato dell’equo e solidale.
Non so a voi, a me resta la curiosità di sapere quali pietanze faranno parte dei menu.

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