Ricetta semplice semplice, per realizzare la quale ci occorrono sono: per ogni fettina di vitella, 1 fettina di mortadella tagliata fina, pepe, curry, aglio anche uno spicchio qualche foglio di salvia, 1/2 bicchiere di vino bianco, olio extra vergine di oliva e sale.
Mettete l’aglio a scaglie o secco, insieme ad una spruzzata di pepe ed una di curry sulla carne. Unite la mortadella (col prosciutto crudo il risultato è meno buono) ed arrotolate la fettina su se stessa. Tagliatene rotoli più piccoli e cuocete in padella con uno spicchio d’aglio intero, abbondante olio extra vergine di oliva, le foglie di salvia.
Sfumate con il vino e rigirate la carne. Se non vi piace la salvia potete usare il rosmarino. Servite con del purè o delle patate al forno. La prima cottura fatela avvenire dal lato aperto dell’involtino, in questo modo non vi servirà neanche lo stecchino per tenerlo fermo.
Se vi fosse avanzato del riso, o se non vi andasse di fare un risotto, potreste provare questa ricetta. Gli ingredienti sono: 400 gr di riso ca; 40 gr. di prosciutto crudo; 100 gr di mortadella; 50 gr di formaggio grattugiato tipo grana; 200 gr di formaggio tagliato a dadini, tra groviera, gorgonzola, provolone o altre che vi trovate in casa; 3 zucchine di media grandezza ed una cipolla, olio, pepe, noce moscata ed un pizzico di spezie miste, tipo: cannella, chiodi di garofano ecc; pan grattato q.b.
Lavate e mondate le zucchine e tagliatele a piacere, non troppo grandi comunque, e mettetele in una padella con un filo d’olio e la cipolla tagliata finemente. A parte lessate il riso in acqua salata. Prendete una teglia a piacere, tonda, quadrata, merlettata o a forma di ciambella. Distribuite l’olio e cospargetala di pan grattato in modo che questo s atacchi alle pareti. Tagliate a strisce i salumi.
In una ciotola unite il riso scolato e tiepido, con i formaggi, le spezie ed i salumi, girate bene il tutto. Aggiungete anche le verdure, io non le ho salate perchè i formaggi ed i salumi sono già saporiti, ma questo è un gusto personale. Riempite la pirofila col riso e ricoprite quest’ultimo con altro pan grattato ed un goccio d’olio. Infornate il timballo nel forno preriscaldato a 220′ C per circa 45 minuti.
La pasta al limone è diventata ormai un grande classico della cucina italiana, ma ognuno ne possiede una variante diversa, custodisce un piccolo segreto che gli fa sembrare la propria unica al mondo. Io ho fatto mia una preparazione a base di linguine al limone che ho assaggiato in un ristorante siciliano e che ora vi ripropongo.
Cosa vi occorre: 400 g di linguine, 1 confezione di panna fresca da cucina, il succo di 1 limone, la buccia grattata di 2 limoni, 2-3 fettine di mortadella tagliata sottile, burro q.b., una manciata di pistacchi freschi.
Come si preparano: grattugiate i limoni e spremetene uno tenendo il succo. In un tegame ampio e basso, scaldate il burro e rosolatevi per qualche minuto la mortadella tagliata a pezzetti talmente piccoli e sottili da sembrare tritata, finché non diventerà croccante ma non secca. A fuoco spento aggiungete la panna a filo, il succo di limone e la buccia grattugiata. Mescolate bene. In questa salsa ripassate per qualche minuto sul fuoco le linguine scolate al dente. Al posto del parmigiano, servite con i pistacchi grattugiati a completare.
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Ecco un bell’antipasto fresco per le vostre cene primaverili, preparato solo con lattuga fresca e con una squisita verdura di stagione: i piselli. Consiglio vivamente di provarla anche per uno spuntino leggero, ma ricco di sapore.
Cosa vi occorre: foglie di lattuga grandi, mortadella a fette, sottilette, piselli freschi lessati al punto giusto, parmigiano grattugiato, stuzzicadenti.
Come si preparano: scottate appena le foglie di lattuga in modo che si riescano a piegare senza problemi; nel frattempo lessate i piselli e fate raffreddare tutto. Su ogni foglia di lattuga sistemate una fetta di mortadella (o la metà, a seconda della grandezza), una sottiletta e una cucchiaiata di piselli. Cospargete di parmigiano grattugiato, arrotolate e chiudete con uno stecchino. Sistemate gli involtini su una pirofila, condite con un filo d’olio infornate per qualche minuto.
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Concludo oggi questo miniviaggio alla scoperta delle delizie che rivelano le verdure ripiene parlandovi delle melanzane, come già le scorse settimane ho fatto con zucchine e carciofi e, ancora prima, con i funghi. Esistono tante ricette per riempire questi gustosi ortaggi tipici della cucina del sud: oggi ne impariamo una abbastanza calorica, ottima per riempire di gusto le giornate invernali.
Cosa vi occorre: 4-5 melanzane piccole e tonde, 2 uova, 100 di mortadella tagliata fina, qualche cucchiaio di grana grattugiato o di pecorino secondo il vostro gusto, pangrattato, basilico, olio e sale q.b.
Come si preparano: tagliate a metà le melanzane, svuotatele e sistematele in acqua salata in modo che spurghino, quindi, cuocetele nella stessa acqua. Intanto fate a pezzetti la polpa e rosolatela con una goccia d’olio, quindi mescolatela all’uovo sbattuto, alla mortadella, al pangrattato, al parmigiano e al basilico. Con il composto così ottenuto e bene amalgamato, riempite le melanzane, irroratele d’olio e infornatele per alcuni minuti.
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Quante volte ci è capitato di scegliere al ristorante il classico “antipasto all’italiana”?! Dalle mie parti era caratterizzato da una vasta scelta di salumi, provenienti dalle più svariate zone dell’Italia. Ma sappiamo tutto, proprio tutto dei nostri salumi? Analizziamoli un po’ insieme.
Per quanto riguarda il prosciutto crudo, l’Italia ne vanta ben nove tipi e tutti certificati; tra questi ricordiamo il San Daniele, il Crudo di Parma e il prosciutto crudo toscana, tutti Dop. Passiamo poi al cotto: quello più pregiato è quello etichettato come “prosciutto cotto di alta qualità”, preparato con le parti migliori della coscia di maiale e con pochi additivi.
La coppa è tipica soprattutto dell’Emilia, in particolare del piacentino, ma si trova con nomi diversi anche in altre regioni, come ad esempio il capocollo calabrese. Entrambi i prodotti sono Dop. Come non parlare poi della mortadella (il mio preferito in assoluto!); tipica del bolognese, con denominazione Igp, ma prodotta fino in Lazio ed anche in alcune aree del nord. Infine il salame, le cui tipologie si distinguono per la macina delle carni e gli aromi. Tra i più diffusi il Milano, a grana finissima, il Napoli, a grana fine e il cacciatore, a grana media, rappresentato dal salame di Felino.
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Mi piace abbinare nelle ricette la mortadella alle verdure: trovo che, sebbene le preparazioni alla fine non risultino proprio leggere e ipocaloriche, di solito l’accoppiamento dà una combinazione di gusto più intensa, che non si ferma alla grassezza della mortadella ed il piatto suggerisce così una più ampia gamma di abbinamenti con il vino. Con questi particolari involtini, ad esempio, non sarebbe male un bel bicchiere di Vernaccia di San Gimignano ma si potrebbe osare un po’ di più e provare ad abbinarlo all’acidità, alla morbidezza e alle bollicine di un Franciacorta Metodo classico.
Ingredienti per 5/6 persone: 4 melanzane, un bicchiere di olio extra vergine d’oliva, 400g di mortadella tagliata a fette, 200g di emmenthal, mezzo litro di salsa di pomodoro, uno spicchio d’aglio, un cucchiaio di parmigiano grattugiato, un cucchiaio di pangrattato, un pugno di capperi, due cucchiai di olive denocciolate, maggiorana, basilico, prezzemolo, sale.
Preparazione: lavate le melanzane e tagliatele a fette ; salatele e lasciatele riposare per circa un’ora in modo che rilascino un po’ d’acqua; dopo averle asciugate con un telo, friggetele nell’olio e lasciatele raffreddare; ponete su ogni fetta di melanzana una fettina di mortadella e un bastoncino di emmenthal; arrotolate le fette e fermatele con uno stecchino; ponete gli involtini in una pirofila e ricopriteli con la salsa di pomodoro e un trito fatto con le erbe aromatiche, l’aglio, il pangrattato e il parmigiano; cospargetevi sopra capperi e olive; gratinate in forno a 180 gradi per 10/15 minuti.
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Un’ottima alternativa la solito primo piatto, da abbinare magari alla stessa birra lager utilizzata nella preparazione o ad un vino rosso di media struttura con spiccata acidità.
Ingredienti per 4 persone: 300g di pasta sfoglia, un litro scarso di birra, 250g di mortadella, 5/6 porri, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 4 uova, una tazza abbondante di panna liquida, 30g di burro, sale, pepe.
Preparazione: stendete la pasta e foderate il fondo di uno stampo imburrato; lavate i porri e tritatene solo la parte bianca che farete rosolare in un tegame con il burro per circa 10 minuti; versate la birra nel tegame e lasciate cuocere a fuoco moderato per una ventina di minuti, lasciando evaporare tutta la birra; tagliate la mortadella a listarelle e unitela ai porri; versate il tutto sulla pasta sfoglia; a parte sbattete le uova con la panna liquida, il sale e il pepe e versate nello stampo; infornate a 180 gradi per circa mezz’ora.
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Non sono un grande amante dei finocchi crudi, così spesso cerco di sperimentare…cuocendoli ed abbinandoli ad ingredienti più succulenti e gustosi, come mortadella e parmigiano. Una preparazione che richiede pochissimo tempo e può fungere anche da piatto unico.
Ingredienti per 5/6 persone: 4 finocchi, 50g di burro, una trentina di fette di mortadella, una tazza di besciamella, 40g di mortadella tritata, 30g di parmigiano grattugiato, 30g di pangrattato.
Preparazione: tagliate i finocchi in otto parti e cuoceteli al dente in acqua salata; passateli per pochi minuti in padella col burro fuso; arrotolate una fettina di mortadella su ogni pezzo di finocchio; ponete i pezzi in una pirofila imburrata, coprite con la besciamella e cospargete con il trito di mortadella, il parmigiano e il pangrattato; infornate a 180 gradi per una decina di minuti
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Che a tavola siamo i più copiati del mondo, in realtà, non è una grossa novità, ma la cosa comica è che mentre imitazioni dei nostri cibi spuntano ai quattro angoli del pianeta, in casa ci lamentiamo di come i gusti dei prodotti siano cambiati nel tempo e i sapori non siano più quelli di una volta.
A questo proposito è stata pubblicata da Daniela Ostidich, da 15 anni studiosa di tendenze d’acquisto alimentari, la ricerca “Consumare qualità” che ha messo in luce come gli italiani si lamentino che il pane non sa di niente, che la carne è peggiorata, che il prosciutto è cadaverico ecc. Il campione, composto da 1850 consumatori romani e milanesi, ha anche sottolineato come questi peggioramenti si accompagnino a un costante aumento dei prezzi, soprattutto per i prodotti di prima necessità. Unici alimenti ‘promossi’, secondo l’indagine, yogurt, caffè, panettone e merendine.
Intanto nel mondo, come dicevo, fioccano i cloni della dieta tricolore: oltre all’ormai grande classico Pompeian Olive Oil fatto a Baltimora, e alle mille varianti del Parmigiano Reggiano di cui ne spunta perfino una cinese, ecco il ‘pecorotto’ fatto in Australia, il Refosco made in California e il Classic Traditional Basil Pesto prodotto in Pennsylvania. Pasta e salumi, da sempre, i più taroccati: dai Capellini Milaneza in Portogallo agli Spaghetti mit Tomatensauce in Austria, arriva addirittura l’Original Turkey Bologna, inquietante mortadella turca. Insomma, ci hanno taroccato perfino la mortadella!
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