Vi siete stancati della solita pizza? Si è buona in realtà non ne avreste mai abbastanza, ma vorreste renderla più originale per una bella cena in piedi? Eccovi un suggerimento che arriva dritto dritto dalla patria dell’amatissima pietanza: i calzoncelli melanzane e mozzarella. Ne approfitto per darvi anche la mia personale ricetta della pasta della pizza, oltre a quella validissima di Lorenza, e per ricordarvi che, nonostante disponiamo di case confortabili e isolate, non va fatta in giorni eccessivamente umidi, sarà un consiglio da nonne, ma di solito funziona ancora.
Pasta, ingredienti per 6 persone (alias circa 9 pezzi grandi o 16 piccoli): 750 g di farina, 38 g di lievito di birra (o lievito madre, naturalmente in proporzione adatta alla quantità di farina), 1 cucchiaino e mezzo di zucchero, 2 cucchiai e mezzo di olio, 15 g di sale, acqua calda a sufficienza.
Ingredienti ripieno: mezzo litro di passata di pomodoro vellutata, 500 g di melanzane, 250 grammi di mozzarella, 2 spicchi d’aglio, 2 cucchiai d’olio, 2 pizzichi di sale, peperoncino a piacere.
Cominciate con la preparazione della pasta per la pizza, mettete la farina in una ciotola capiente con il sale e l’olio, sciogliete a parte il lievito con lo zucchero e poca acqua calda. Mescolate il composto di lievito con la farina e continuate ad aggiungere acqua impastando fino ad ottenere una palla di pasta. Passate a lavorarla energicamente direttamente su un piano per una decina di minuti, poi rimettete nella ciotola, coprite con un canovaccio pulito e lasciate lievitare nel forno spento per due ore.
Ultimamente, per invitare il consumatore a mangiare tipi differeti di cereali, esistono in commercio delle scatole con varie combinazioni. Io ne ho trovata una, da agricoltura biologica, molto interessante, che mescola al riso integrale, soja e lenticchie rosse e verdi decorticate.
Per la mia insalata occorrono dunque 250 gr di questo prodotto, potete farlo anche da voi comprando singolarmente gli ingredienti, 150 gr di tonno al naturale; 5 foglie di lattuga, 2 pomodori rossi, 1 mozzarella, olio, sale e limone.
Dopo aver cotto il riso, lasciatelo rafreddare. A parte condite il tonno con il limone e dell’ottimo olio extra vergine di oliva. Tagliate finemente l’insalata e salatela. Tagliate a dadini la mozzarella ed i pomodori. Quando il riso sarà ben freddo, aggiungete tutti gli ingredienti, mescolate bene ed unite ancora un po’ di olio. Per un tocco in più, potete unire delle olive nere di gaeta.
Oggi ho per voi una curiosità da ultimo dell’anno che mi sembrava alquanto interessante: come sapete in questo periodo vengono pubblicizzate le nuove edizioni di vocabolari e dizionari che arrivano in libreria freschi di stampa e zeppi di neologismi e forestierismi, cioé i termini stranieri che entrano nell’uso corrente della lingua italiana.
Ma non solo da noi: pare, infatti, che nel nuovo Dizionario di tedesco della Zanichelli, quanto a termini mangerecci (di cui l’Italia è leader assoluto dell’export) accanto agli ormai tradizionali ‘pizza’, ’spaghetti’, ‘mozzarella’, ’salame’ e ‘mortadella’, si possano trovare anche ‘rucola’, ‘gnocchi’ e ‘bruschetta‘.
Se alcuni termini erano più che prevedibili, vedi ‘caffé’, ‘cappuccino’ e ‘latte macchiato’, l’inserimento di ‘parmigiano’ e ‘aceto balsamico‘ è il segno che i riconoscimenti Dop e Igt che ci dà l’Unione europea, oltreconfine sono seguiti accanitamente.
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La mozzarella è uno dei simboli storici della tradizione culinaria italiana e va assaporata appena acquistata, così al naturale. Ma sappiamo che è molto preziosa anche in cucina. A volte però sorge un dubbio: cosa scegliere tra mozzarella fior di latte e mozzarella di bufala, e perchè?
La competizione tra i due formaggi è molto antica, seppur siano molto simili e appartenenti alla stessa famiglia. La bufala attrae spesso per il suo colore candido, per la parte esterna un po’ più dura e per il sapore intenso. La fior di latte è più leggera, meno acidula ed ha un gusto più delicato. Pur se realizzate con lo stesso sistema, cambiano gusto anche in base alla forma: trecce e nodini, che restano più a lungo nella salamoia, sono più saporiti in genere di bocconcini, ciliegine e mozzarelle tonde.
Il pregio più grande di entrambe è che, artigianalmente parlando, vengono preparate ancora oggi con le stesse antiche modalità che nel 1992 hanno fatto guadagnare al prodotto il marchio DOP alla bufala campana e nel 2002 l’approvazione in attesa dello stesso riconoscimento per il fior di latte dell’Appenino meridionale.
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Verdure fresche, ma anche cotte sono quel che serve per un pasto estivo sano ed equilibrato; inoltre, se ci fosse anche un po’ di gusto, certamente non guasterebbe! Per una cena in famiglia o un party in piedi in giardino o in terrazza, sarebbe una bella idea preparare le melanzane ripiene secondo la ricetta che vi propongo oggi.
Cosa vi occorre: melenzane tonde piccole, pomodori, mozzarella, sottilette, Spuntì al tonno o alla carne (o qualcosa di cremoso dal sapore simile, che serve ad amalgamare), olio, sale, peperoncino.
Come si preparano: lavate le melanzane, privatele del picciolo e svuotatele. Tritate l’interno e rosolatelo in padella con un filo d’olio, un pizzico di sale e uno di peperoncino. Quando sarà freddo, completate il ripieno con i pomodori e la mozzarella tagliati a dadini e la crema di Spuntì. Prendete le melanzane, passatene l’interno con un filo d’olio, riempitele, coprite ognuna con una sottiletta e infornate.
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Questo primo piatto non è esattamente estivo perché va mangiato molto caldo, ma ho pensato che prima che il solleone imperversi si potrà trovare l’occasione per gustarlo un’altra volta. Trattasi delle penne al prosciutto gratinate al forno, ma per le dosi dovrete fare un po’ a occhio.
Cosa vi occorre: penne rigate, mozzarella, besciamella, prosciutto crudo e prosciutto cotto, parmigiano grattugiato, burro e pangrattato q.b.
Come si prepara: cuocete la pasta in acqua salata, scolatela molto al dente (io la faccio quasi cruda) e mischiatela in una teglia da forno con la besciamella, la mozzarella a cubetti e i due tipi di prosciutto tagliati a dadini, il parmigiano grattugiato. Fate attenzione che gli ingredienti si amalgamino bene e che la pasta si spanda per tutta la superficie della teglia. A questo punto adagiate sulla superficie alcune noci di burro e cospargete con il pangrattato e altro parmigiano grattugiato. Infornate finché non si sarà formata una crosticina dorata.
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Anche se aprendo la finestra non si direbbe, dal punto di vista astronomico è proprio arrivata la primavera, quindi ecco una ricetta sfiziosa, ottima come piatto unico per una cena informale, ma anche per un pranzo in famiglia, quando avete voglia di far felici i vostri cari: il polpettone profumato.
Cosa vi occorre: 400 g di pan carré, 200 g di mozzarella, 100 di prosciutto cotto, ½ litro di latte, 2 cucchiai di pistacchi, 2 cucchiai di pinoli (facoltativo), 1 mazzetto di maggiorana fresca, 1 ciuffo di basilico, 1 rametto di timo, erba cipollina, grana grattugiato, 1,5 l di brodo vegetale, 1 cipolla, odori, 2 uova, sale e pepe q.b.
Come si procede: in una ciotola ammollate il pane nel latte, strizzatelo e riducetelo a pezzetti, unite la mozzarella e il prosciutto a dadini. Intanto mettete i pistacchi a bagno in acqua tiepida, pelateli, tritateli e uniteli al composto insieme ai pinoli. Mondate e sgranate le erbe aromatiche, trituratele e unitele alle uova sbattute, a 30 g di grana, sale e pepe. Mescolate. Unite al composto e lavoratelo con le mani fino a formare un polpettone, avvolgetelo in una garza e cuocetelo in casseruola nel brodo dove avrete sistemato la cipolla e gli odori a fuoco basso per un’ora dall’inizio del bollore. Sgocciolate, fate intiepidire, togliete la garza e tagliate a fette. Cospargete le fette con altro grana, passate un attimo al grill e il gioco è fatto.
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Un piatto unico appetitoso e nutriente, ma anche un’altra simpatica alternativa alla classica pizza, da proporre per una serata casalinga con gli amici, magari davanti alla tv con una buona collezione di dvd: vi propongo di provare la super pizza di pane ai funghi.
Per prepararne una teglia di grandezza media vi servono: 7 fette di pane raffermo (anche il pan carré al limite), 1-2 bicchieri di latte, 150 g di mozzarella ben strizzata (la ricetta originale raccomanda la qualità da pizza, secondo me con la bufala o un buon fior di latte se siete a dieta, non si sbaglia mai), 200 g di funghi champignon, 2 cucchiai di panna da cucina, 2 rametti di prezzemolo, 30 g di burro, sale e pepe q.b.
Pulite i funghi facendo attenzione a eliminare tutta la terra, quindi tagliateli a fettine e rosolateli in padella con il burro, salando e pepando. Intanto mondate il prezzemolo, tritatelo e, quando i funghi saranno cotti, aggiungetelo nel tegame. Ungete la teglia con il burro avanzato e adagiatevi le fette di pane raffermo coprendo più spazi possibili, quindi irroratele con il latte, ricopritele con la mozzarella tagliata a fettine orizzontali e con i funghi. Sbattete le uova con un pizzico di sale e pepe e versatele nella teglia, cospargete con la panna e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
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Oggi vi propongo un post un po’ diverso dal solito, ma che credo possa essere fonte di un’animata discussione. Leggevo oggi che quattro boss della camorra del clan Di Lauro, detenuti a Trapani, hanno cercato di corrompere una guardia carceraria per farsi portare in cella un menu di lusso.
I quattro camorristi dal palato fine pare abbiano chiesto aragoste, caviale, mozzarelle di bufala e babà (si sa, il richiamo della propria terra è sempre il più forte), ma, sfortuna loro, la guardia li ha denunciati al giudice e così dovranno continuare a nutrirsi con ‘il rancio’ cui sono sottoposti anche gli altri ospiti del carcere.
Ora, io mi chiedo, innanzitutto, una cosa: questi quattro ‘mariuoli’ (come direbbero loro), volevano gozzovigliare a spese dello Stato, cioè nostre? La notizia, poi, mi ha fatto venire in mente il cosiddetto ‘ultimo pasto del condannato a morte’: in Usa, in occasione dell’ultimo pranzo che il ‘dead man walking’ fa prima dell’esecuzione, gli viene data la possibilità di scegliere i suoi piatti preferiti. Immaginate per un attimo di trovarvi in questa situazione: cosa ordinereste?
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Qualcuno sa spiegarmi per quale motivo questa ricetta si chiama “Deli Stromboli” ???