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Tutti gli articoli con tag mozzarella di bufala

Ricetta: insalata con varianti di crostini alle alici

pubblicato da Alessia

insalata con crostini di aliciSi sa, il crostino burro e alici è un matrimonio collaudatissimo, ma provate anche la variante con la mozzarella di bufala campana Dop o la crescenza. Prendete delle fette di pane e fatele bruschettare, alla brace sarebbe il massimo, altrimenti ci accontentiamo di una piastra.

Mettete un generoso filo d’olio su ogni fetta e poi disponete la mozzarella di bufala a fiocchi e pezzetti di alici. Diciamo un’alice per ogni fetta di pane. Prendete poi una crescenza e spalmatela su un crostino, decorate con un’alice.

Lavate e tagliate dell’insalata mista, con pomodori, qualche oliva nera e una carota tagliata a julienne e servite in tavola con il pane ancora caldo. Due idee semplici e gustose per apprezzare le alici.

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Prodotti di nicchia: Mozzarella di bufala Tenuta Vannulo.

pubblicato da Alessia

mozzarella di bufalaL’azienda Vannullo nasce nel 1988 e si converte da convenzionale a biologico nel 1996. Le 400 bufale, delle quali meno della metà sono adulte, forniscono il latte per la mozzarella dop, la ricotta, lo yogurt e quando se ne ha più a disposizione, anche scamorze affumicate. Il latte non viene pastorizzato prima della trasformazione poiché l’allevamento è sotto controllo sanitario e indenne da tubercolosi e brucellosi, mantenendo così inalterate tutte le sue proprietà.

Nel caseificio non vi sono macchine, ma solo qualificati operai dalle cui sapienti mani nasce ogni giorno il formaggio. Le bufale vengono coccolate, poichè possono riposare su materassi in lattice e docce per ricreare il loro habitat, il quale consisterebbe in paludi, ormai prosciugate. Tutte queste premure, fanno di questa mozzarella di bufala la più buona che abbia mai mangiato.

Per poter degustare questa mozzarella ricordatevi di prenotarla, poichè le quantità di latte sono limitate e ovviamente l’azienda nn ne acquista dall’esterne per soddisfare tutte lerichieste. L’azienda è anche visitabile ed è fornita del bar a mozzarelle, altro che winebar!mozzarelle di bufala vannullo

Ricetta per finger food facile: mozzarella di bufala e cachi.

pubblicato da Alessia

finger food di bufala e polpa di cachiIl finger food è quel formato di cibo creato appositamente per essere mangiato con le mani, poi evolutosi grazie al design di utensili, primo tra tutti il cucchiaio nelle sue varianti accattivanti. Chef bravissimi si cimentano in piccole opere d’arte della grandezza di una noce, spesso racchiudendo in quel formato minuscolo, fantasie, aromi ed un pout-pourry di ingredienti.

Quasi un anno fa ne ho assaggiato uno composto di soli tre ingredienti, semplici ma legati da un’armonia meravigliosa. Se avete ospiti procuratevi dei cucchiai e: una mozzarella di bufala o delle ovoline, del cachi non vanigliato, quello morbido per intenderci, e dell’olio extra-vergine di oliva dalla piccantezza e amarezza di media intensità.

Il procedimento non poteva essere più semplice. Rigorosamente a crudo si mette un po’ di polpa di cachi su ogni cucchiaio, si aggiunge un pezzetto di mozzarella di bufala, assolutamente di bufala, altrimenti l’abbinamento non viene, ed un goccio di olio extra-vergine di oliva. Ed il gioco è fatto.

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Ricetta facile per un antipasto: fior di latte fritto

pubblicato da Roberto Russo

Fior di latteUna ricetta per un antipasto facile e gustoso è quella del fior di latte fritto. Unica accortezza è che la frittura deve essere veloce in olio bollente per evitare che il liquido fuoriesca e si crei un pasticcio. Gli ingredienti (che variano a seconda delle frittelle che volete realizzare) sono i seguenti: fior di latte, farina, uova, sale, parmigiano grattugiato, pane grattato e olio per friggere.

Tagliare il fior di latte in grosse fette alte un dito, passarle nella farina una prima volta e lasciarle riposare per un paio di minuti. Ripassarle nella farina, poi nell’uovo sbattuto in precedenza con il sale e il parmigiano grattugiato, quindi nel pangrattato e friggere in olio bollente. A seconda dei gusti, a fine frittura è possibile aggiungere del pepe bianco macinato all’istante.

Questa ricetta viene meglio con il fior di latte di un paio di giorni. Nel caso in cui non si volesse usare il fior di latte – per evitare fuoriuscite di liquido – si può far ricorso alla mozzarella di bufala.

Foto | Ciro Amodio

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Mozzarella di bufala: urge il rilancio

pubblicato da roberta

Il mercato della mozzarella di bufala, uno dei pilastri Dop del made in Italy, prodotto fra i più esportati all’estero, come sapete è stato messo a dura prova, tempo fa, dalla minaccia della diossina, che ha fatto letteralmente precipitare le vendite: -35% nel solo primo quadrimestre del 2008, ma va meglio rispetto all’inizio dell’anno, quando il calo di vendite registrato era pari al 60%.

Oggi, assicurano dal ministero delle Politiche agricole, la bufala che si trova in commercio è assolutamente sicura: l’85.6% dei campioni analizzati, infatti, risulta incontaminato e gli allevamenti a rischio, soltanto 50, sono stati tutti individuati e posti sotto sequestro, la loro produzione fermata. Il mercato non è in crisi, ma in stato di “sofferenza”, precisa il Consorzio per la Tutela del formaggio mozzarella di bufala, prodotto che da solo costituisce l’11% del mercato dei latticini con un giro d’affari nell’export che si aggira intorno ai 48 milioni di euro.

Degni di nota i provvedimenti presi per il suo rilancio: innanzitutto l’accordo con Alitalia per inserirlo nei menu dei voli intercontinentali in modo da incoraggiare i consumatori stranieri; quindi una campagna di promozione sui media a livello nazionale e internazionale, soprattutto su Germania e Stati Uniti, che sono due grandi Paesi importatori; infine il sostegno a livello comunitario del progetto di comunicazione e di promozione presentato dal Consorzio, per un valore economico di 2 milioni di euro.

Foto / Flickr

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Per cominciare bene un ottimo carrello antipasti

pubblicato da roberta

Oggi non una ricetta, ma qualche idea per mettere a proprio agio gli ospiti a cena e fare in modo che la serata sia davvero indimenticabile e la vostra fama di padrone di casa inattaccabile. Un ottimo carrello antipasti, per essere davvero tale, può supplire anche all’aperitivo servito in piedi, ma deve essere costruito davvero con cura.

Il segreto? Certamente le quantità: né poco né troppo (neanche gli ospiti più disciplinati, infatti, dato il languore con cui arrivano, riescono a evitare di lanciarvisi letteralmente sopra), poi l’equilibrio dei sapori tra loro e con il resto delle portate che avete preparato, quindi l’originalità delle proposte e la loro presentazione, nonché, mi sembra superfluo ricordarlo, la qualità e la freschezza degli ingredienti.

In questa foto vedete uno degli ultimi carrelli preparati dalla mia infaticabile mamma per una cena davvero speciale (una in cui ci teneva, insomma, a fare colpo): al piano superiore, da sinistra, un vassoio con involtini misti, quelli più scuri sono di filettone di cinghiale con crema al tartufo, gli altri lonzino di maiale con crema di parmigiano, rucola e semi di papavero. Al centro olive taggiasche servite nel loro olio, quindi vassoio di mozzarelline di bufala affumicate con battuto di pomodoro e basilico condite con olio piccante. Di sotto, involtini di melanzane e peperoni ripieni di tonno. Un occhio anche alle varietà di pane: semplice, alle olive, al sesamo, al papavero, bruschettato, ma questi li avevamo comprati.

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La guida ‘Caseus, alla ricerca dei formaggi nel Lazio’

pubblicato da roberta

Lo sapevate che gli antichi Romani erano anche un popolo di pastori che praticavano la transumanza? Io no, eppure è quanto afferma la nuova guida ‘Caseus’, che conduce il lettore alla scoperta dei formaggi del Lazio, tra ricotte e pecorini dop, marzoline e caprini e molti prodotti del latte di pecora e di capra fino alla mozzarella di bufala made in Lazio.

Il cofanetto in due volumi (italiano e inglese) è curato dalla giornalista americana Frederika Randall e corredato dalle immagini fornite da Azienda Romana Mercati insieme all’Arsial: un viaggio attraverso 54 formaggi locali, incontrati lungo gli itinerari nella campagna romana, nell’agro pontino, in Ciociaria e su fino in Sabina e Tuscia.

Qui cacio Magno alle erbe, ciambella di Morolo o pecorino Picinisco si combinano per creare capolavori della cucina regionale: dagli spaghetti cacio e pepe alla crema di ricotta al caffè.

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Tarocco Food

pubblicato da fabio

Mozzarella
Avete visto che bel piatto? Attenzione: potrebbe essere un tarocco food! E’ un business del tarocco dal valore di miliardi di euro quello delle mozzarelle contraffatte: mozzarelle di bufala fatte con il latte boliviano!

L’articolo è stato pubblicato oggi da Repubblica.it, un viaggio nella contraffazione campana, laziale e pugliese. Obiettivo dei produttori? Abbattere i costi e immettere sul mercato dei prodotti con lo stesso nome dei veri originali.

Le bufale bolicasertane il casaro le piazza sul mercato a 6 euro al chilo anziché 9. Per produrle spende una miseria. La materia prima per fare un chilo di mozzarella costa circa 5 euro. Il latte di bufala 1,35 al kg. Con 1 kg di latte boliviano (50 centesimi) di chili di mozzarella se ne fanno 5.

E fin qui siamo sul lato della produzione. Ma c’è anche il business del riciclaggio dei prodotti scaduti! Sconfezionare e riconfezionare, appiccicare etichette e date di scadenza nuove: tenere in vita la carne con nitrati e solfiti. Mamma mia, apriamo gli occhi!

Foto | Sporkist

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Diamo la IGP alla carne di bufalo

pubblicato da fabio

Carne_BufaloLa carne di bufalo è una carne particolarissima per tutta l’Italia. La sua area di produzione tipica coincide quasi del tutto con l’area a denominazione d’origine protetta ‘Mozzarella di bufala campana (DOP)’: Campania, basso Lazio, Puglia e Molise.

In passato, la mancanza di un mercato della carne di bufala giocava a sfavore degli allevatori, veramente pochi, che producevano un vitellone con caratteristiche buone. Spesso accadeva che il prezzo di un vitellone che forniva una carne sapida, tenera e gustosa veniva svilito dalla presenza sul mercato di soggetti con caratteristiche pessime. Tutto ciò scoraggiava imprenditori di valore a proseguire nella loro iniziativa.

Attualmente il settore carne mostra buone potenzialità produttive e sono nati dei Consorzi per la valorizzazione di questo prodotto. Proprio da pochi giorni si è costituito a Caserta il Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Carne di Bufalo Campana che riunisce i tre maggiori produttori di carne di bufalo della regione che si rifanno al disciplinare in approvazione per l’ottenimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) Carne di Bufalo Campana. Che la carne di bufalo ottenga la IGP?

Foto | Anasb.it

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