
In Finlandia ho scoperto questi tortini meravigliosi, dagli ingredienti semplici ma gustosi. Tradizionalmente si riempiono con il riso, o con le patate schiacciate od ancora con l’orzo. Nella nostra ricetta utilizzeremo il riso. Gli ingredienti sono: 1 litro di latte; 200 gr di riso; 300 gr ca di farina d’avena o di segale; 200 gr di acqua, sale e burro.
Fate bollire il riso per un’ora circa nel latte con un po’ di sale. Deve diventare una poltiglia che poi servirà per il ripieno. A parte fate l’impasto con la farina versando l’acqua un po’ per volta, così da regolarvi sull’effettivo quantitativo che dovrete utilizzare. Stendete la sfoglia sottilmente.
Ritagliatevi delle barchette con una ruota dentellata. Periscaldate il forno a 250° C. Riempite le barchette con il riso e ripiegate i bordi all’interno. Prima di cuocere al forno, aggiungete una noce di burro su ogni Karjalanpiirakka. Cuocete per 15-20 minuti, accendendo il grill gli ultimi 3 minuti se non è diventata già croccante. Se li fate piccoli potrebbero essere un valido antipasto o stuzzichino.
L’altro giorno ero al supermercato a fare la spesa in cerca d’ispirazione, quando la mia attenzione è stata attirata da un pacco (non dirò la marca) di cereali misti: orzo e riso perlati e kamut. D’istinto l’ho comperato e ho provato a fare una bella insalata fredda che, oltre a riscuotere un discreto successo, ha avuto l’impagabile funzione di ripulire il cibo dagli avanzi. Neanche a farlo apposta, poi, proprio la settimana scorsa vi avevo decantato i prodigi dell’orzo!
Cosa vi occorre: 200 g di cereali misti (nel mio caso riso, orzo e kamut), 6-7 pomodori ciliegini, ½ cetriolo, ½ confezione di feta (circa 100 g), 1 uovo, 1 scatoletta di tonno all’olio d’oliva, ciò che resta di una scatola di mais, olio, sale e origano q.b.
Come si prepara: lessate i cereali in abbondante acqua salata (ci mettono circa 16 minuti dalla ripresa del bollore), nel frattempo in un’ampia ciotola mescolate il mais con il tonno, la feta sminuzzata, i pomodorini tagliati in 4 spicchi, l’uovo sodo a pezzetini e il cetriolo, tagliando in 4 ogni rondella. Quando i cereali saranno cotti, scolateli e metteteli sotto il getto dell’acqua fredda, quindi unite agli ingredienti nella ciotola condendo a piacere con olio, sale e origano, Conservate in frigo per almeno un’ora prima di servire.
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Non solo minestra: potrebbe intitolarsi così il post di oggi con il quale voglio riflettere insieme a voi sugli usi alternativi dell’orzo, dopo che ieri ne abbiamo parlato da un punto di vista più scientifico. Insalate, zuppe e minestre, a parte, infatti, è un cereale molto versatile: si può preparare caldo, come un risotto… o meglio, un ‘orzotto’. Oggi con pecorino, speck e pomodorini. Provatelo e scrivetemi se vi è piaciuto.
Cosa vi occorre per 2 persone: 200 g di orzo, 1 cipolla bianca di dimensioni medie, 6-7 pomodorini ciliegini, fette di speck tagliato sottile, 2 fette di pecorino tagliato spesso, sale, pepe, olio e salvia q.b.
Come si prepara: in una padella ampia e a bordi alti fate scaldare l’olio e rosolare la cipolla tritata, quindi aggiungete i pomodorini tagliati in 4 spicchi e da ultimo lo speck tagliato a striscioline. Nel frattempo fate cuocere l’orzo in abbondante acqua salata, scolatelo appena cotto e versatelo nella padella. Completate la cottura facendovi ammorbidire il pecorino tagliato a cubetti e ultimate con un trito di salvia. Servite caldo. Buon appetito!
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Un cereale spesso sottovalutato, al giorno d’oggi, almeno nella cucina italiana. Eppure l’orzo ha origini antichissime perse tra il Vicino Oriente (l’attuale area compresa fra Israele, Giordania, Siria e il sud dell’Anatolia) l’Egitto e la Cina dove veniva utilizzato principalmente per la panificazione, almeno finché non furono scoperte le caratteristiche della sua fermentazione ed ebbe inizio l’arte della birra.
In commercio lo si trova perlato, con i chicchi precotti, in pacchi di diversi formati e delle principali marche di pasta, che lo consigliano per la preparazione di insalate fredde e di minestre, ma non solo. Ottimo da consumare caldo nella stagione fredda, potrete cuocerlo in acqua bollente (circa 12 minuti) come la pasta e poi condirlo a piacere, oppure come un risotto, con il tradizionale ‘allungo’ di brodo. La porzione consigliata è di 70 g a persona.
E veniamo alle sue proprietà medicinali: facile da digerire e altamente energetico, agevola la concentrazione, fa bene alle ossa e previene malattie cardiovascolari e polmonari. Usato come antinfiammatorio a causa delle sue notevoli proprietà emollienti, si trova spesso in caramelle, utili contro il mal di gola. Esercita, infine, un’azione antisettica sull’intestino e il decotto che se ne può ricavare è ottimo per impacchi su occhi arrossati.
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D’inverno mangiare zuppe e minestre fa bene per mantenere costante la temperatura corporea e renderci impermeabili ai mali di stagione che impazzano con il gelo che c’è fuori. Giorni fa anche la Coldiretti aveva raccomandato soprattutto ad anziani e bambini di nutrirsi di alimenti caldi, e allora perché non farlo con sapore e allegria? Questa è la ricetta per una squisita minestra d’orzo.
Cosa vi occorre: 200 g di orzo perlato, 1 cipolla, 1 carota, 1 patata, 1 zucchina, 2 porri, 1 gambo di sedano, 80 g di lardo o prosciutto crudo, 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro, 2 dadi da brodo, salvia, rosmarino, grana grattugiato, olio, sale e pepe.
Come si prepara: tagliate a striscioline il lardo o il prosciutto, mettetelo in una pentola insieme con le erbe tritate, la cipolla a fettine, la carota e la zucchina a cubetti, la patata a dadini, il sedano a tocchetti e i porri ad anelli grossi. Coprite il tutto con 2 l d’acqua, aggiungete i dadi e il concentrato di pomodoro. Cuocete per un’ora e mezza a fuoco moderato e con la pentola semicoperta, infine aggiustate di sale e pepe. Servite la zuppa calda passando, a parte, il parmigiano grattugiato ed eventualmente crostini di pane bruscati con aglio.
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La Sapporo Holdings, una delle più grandi aziende produttrici di birra in Giappone, realizzerà la prima birra spaziale.
Tranquilli, non hanno intenzione di spostare nello spazio la produzione della birra, più semplicemente di utilizzare l’orzo coltivato come esperimento scentifico nella sezione russa della Stazione Spaziale Internazionale nel 2006.
La birra vedrà la luce nel mese di novembre, la produzione totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 630 litri più altri 100 di té d’orzo. Questa operazione, oltre che un fine commerciale, ha anche un risvolto scientifico, infatti la Sapporo collaborerà con l’Università giapponese di Okayama (nell’immagine vediamo il professore dell’Università giapponese Manabu Sugimoto con la studentessa russa Elena Shagenardanova che ha in mano un fascio di orzo spaziale).
Putroppo, questa birra per quanto esclusiva, non sarà messa in commercio, ma sarà assaggiata solo da alcuni consumatori molto, ma molto privilegiati.
Fonte | tgfin
Nella Grecia classica l’orzo costituiva il cereale per eccellenza e aveva un ruolo fondamentale in campo alimentare. Anche nella Roma antica, per molto tempo fu l’unico cereale coltivato.
Quando venne soppiantato dal grano perse il suo prestigio ma rimase importante sia come foraggio, che come rimedio officinale: con esso si curavano molte malattie e, aggiunto al latte, si otteneva una bevanda, detta “acqua d’orzo”, che fu per secoli somministrata ai tubercolotici, agli anemici e alle persone colpite da forti febbri.
In epoca moderna, a parte la bevanda simile al caffè, che ha proprietà diuretiche, l’utilizzo dell’orzo sta conoscendo una nuova diffusione, grazie a gustose ricette, come zuppe e minestre, fino a poco tempo fa considerate piatti “poveri”.
La foto è tratta dal sito: www.hormel.com