
Tra i vari formati di pasta corta i paccheri mi son sempre piaciuti perché son belli grandi. Ecco una ricetta veloce e di sicuro effetto. Per quattro persone occorrono: 300 gr di pasta tipo paccheri, 3/4 coste di sedano, 200 gr di besciamella, 60 gr di gruviera grattugiata, 2 cucchiai abbondanti di pane grattugiato, burro, sale.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, insieme a 3/4 coste di sedano pulite e tagliate e quadrotti. Scolate la pasta con il sedano e mettete il tutto in un terrina, condendo con la besciamella e la gruviera. Mescolate per bene e trasferite il tutto in una pirofila imburrata. Cospargete con il pane grattugiato, qualche fiocco di burro e passate al forno preriscaldato a 200 gradi per un quarto d’ora. Sfornate, lasciate intiepidire e servite.
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Non sono una che ama particolarmente le versioni ‘mare e monti’ dei piatti più visitati della cucina nazionale, ma vi propongo questi paccheri improvvisati un sabato a pranzo, quando la fretta mi portava via e l’esigenza primaria era quella di svuotare il frigo prima di partire.
Cosa vi occorre: 250 g di paccheri, 200 g di funghi coltivati (circa 1 pacco da supermercato), 150 g di gamberetti precotti, aglio, olio e peperoncino q.b.
Come si preparano: scaldate l’olio in una padella abbastanza larga da contenere la pasta e con i bordi non molto alti. Soffriggete un paio di spicchi d’aglio abucciati e il peperoncino, quindi rosolate a fuoco medio i funghi tagliati a fettine sottili, ma soprattutto ben lavati. Quando saranno pressoché cotti, aggiungete i gamberetti e fate insaporire, quindi ripassatevi la pasta scolata al dente. L’importante, per la riuscita di questo piatto, è fare un buon soffritto iniziale.
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Non occorre essere principesse o giornalisti, né belli come Audrey Hepburn o affascinanti come Gregory Peck, per andare a cena da Vacanze romane, ristorantino un po’ defilato di Trastevere. Spinti a sceglierlo dai commenti più che entusiastici (e un tantino ingiustificati) di amici che lo conoscevano, è ottimo preludio di una romantica serata tra i vicoli, perché sorge in una parte del quartiere tranquilla e in cui è ancora facile parcheggiare addirittura il venerdì sera.
L’ambiente è unico, con la cucina a vista in stile americano, idealmente diviso in due da un arco che separa chi sceglie di mangiare vegetariano e chi, invece, preferisce la carne o il pesce di cui il menu dà ampia scelta. Una volta, infatti, qui sorgeva una specie di circolo culturale-ristorante tra il macrobiotico e il vegetariano, gestito dai seguaci di Sai Baba, e forse si è voluta almeno in parte conservarne la tradizione. Alle pareti, quadri e poster che ricordano il film di William Wyler. Il personale è un po’ maldestro, ma tutto sommato simpatico, e anche il proprietario non può che coinvolgerti con quella romanità casereccia che si trova solo a Trastevere.
Per antipasto ci facciamo catturare dagli asparagi in crosta con salsa al tartufo e scaglie di parmigiano: un piatto dai sapori ben equilibrati che ci ha proprio soddisfatto. Il piacere prosegue con il risotto alla trevigiana (radicchio), meno buone le trofie alle verdure, un po’ crude, piacevoli i paccheri della casa, gratinati al forno, ma delle zucchine che dovevano esserci, neanche l’ombra. Non ci è piaciuta, invece, la tagliata al balsamico: abbondante la porzione, ma troppo grassa e piena di nervi, dura al palato. Meglio i contorni: patate al forno aromatizzate al rosmarino e patate fritte, non surgelate. Per concludere, semifreddo al tiramisù e crema di zabaione con colata di cioccolato, davvero sublime. I prezzi sono contenuti.
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Ristorante Vacanze romane
Via Bargoni, 10
00153 – Roma
Tel. 065898154
info@vacanzeromane.com