Fossi in voi mi sbrigherei finché ancora non scoppia la calura per provare questo primo piatto sostanzioso, ma anche molto gustoso, preparato con i più tipici prodotti del bosco e perciò battezzato, almeno dalla sottoscritta, rigatoni alla boscaiola.
Cosa vi occorre: 200 g di rigatoni, 100 g di funghi champignon (potete usare anche i porcini liofilizzati, facendoli rinvenire in acqua e poi scolandoli), 100 g di piselli, 50 g di pancetta dolce a cubetti, panna da cucina, burro q.b. E pecorino grattugiato per servire.
Come si prepara: soffriggete la pancetta nell’olio, togliendo dal fuoco un po’ prima che diventi troppo croccante. In un tegame ampio trifolate i funghi, poi aggiungete i piselli, quindi la pancetta e la panna a filo, a questo punto spegnete il fornello. Quando la pasta sarà cotta, ripassatela nel tegame a fuoco vivo per un paio di minuti, cospargete di pecorino e buon appetito.
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Un contorno sostanzioso, da sbrigarsi a sperimentare prima che venga la calura, che può facilmente diventare un piacevole piatto unico per le cenette nell’intimità della propria casa, soprattutto ora che siamo in vista della prova costume… le patate saporite.
Cosa vi occorre: 1 kg di patate, 1 cipolla bianca, 1 porro, 50 g di pancetta, ½ l di brodo vegetale, 1 ciuffo di prezzemolo, una presa di erba cipollina, una di aneto e una di timo, olio, succo di limone, sale e pepe.
Come si preparano: lavate bene le patate e lessatele in abbondante acqua salata per 25 minuti a fuoco medio. Sbucciate e tritate la cipolla, mondate e tagliate ad anelli il porro, riducete la pancetta a cubetti. Scaldate un po’ d’olio in una casseruola, soffriggete la cipolla, il porro e la pancetta e fate appassire, girando spesso, per una decina di minuti. Aggiungete il brodo caldo, il succo di limone, salate e pepate, quindi cuocete a fuoco molto basso per 5 minuti. Lavate il prezzemolo e tritatelo, sciacquate l’erba cipollina e sminuzzatela e aggiungetele al soffritto insieme all’aneto e al timo. Pelate le patate già cotte, affettatele e adagiatele in un tegame, coprite con il soffritto e fate insaporire a fuoco basso per 5 minuti. Servite caldo.
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La stringata: tre parti del maiale. Lardo, lonza e pancetta, unite in un unico salume partorito un paio di anni fa dalla mente di Berardino Lombardo, già chef e patron del ristorante La Caveja, a Pietravairano (CE). Qualche tempo fa abbiamo potuto assistere ad una interessante degustazione di questo salume alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma.
“Del maiale non si butta via niente”. Mai come in questo caso un detto è stato più veritiero, infatti è proprio l’idea di utilizzare ogni parte della bestia che ha ispirato Berardino a ideare e poi produrre un salume con prodotti che oggi sono prevalentemente di scarto.
La stringata non si fa da un maiale qualsiasi ma dal casertano nero, una razza da sempre esistita in Italia, che negli anni sessanta era quasi estinta. Berardino in collaborazione con l’Università di Napoli, che aveva dieci esemplari, è riuscito a farli riprodurre e oggi sono 1800. La produzione della stringata inizia dalla nascita del maiale, che viene allevato con una grande attenzione per la qualità della sua alimentazione.
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La notizia rimbalza da alcuni giorni su moltissimi blog stranieri. Non che la sottoscritta la trovi particolarmente allettante, sia chiaro, ma indubbiamente è curiosa. Si parla della nascita e della commercializzazione di un nuovo tipo di cioccolata: la cioccolata al gusto…bacon.
Realizzata dalla Vosges e venduta al prezzo di circa 5 euro, la tavoletta è composta per il 41% da cacao ed è gluten-free. Mi chiedo come reagirebbe il mio delicato palato alla combinazione di cioccolato al latte e pancetta affumicata. E il vostro, invece?