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Tutti gli articoli con tag pangiallo

Ricette di Natale: il pangiallo romano

pubblicato da roberta

Questo dolce appartiene alla tradizione natalizia della Capitale. Diciamo che è un po’ la risposta (che ormai va perdendosi purtroppo) di Roma al panettone milanese… Il pangiallo si chiama così perché in origine, invece ci coprirlo con la pastella che ci accingiamo a imparare, si avvolgeva nell’acqua di zafferano che gli conferiva il caratteristico colore giallastro. La ricetta che vi propongo di seguito, inoltre, è quella della classe media: i nobili, infatti, sostituivano lo zibibbo con l’uva sultanina e aggiungevano all’impasto della pasta di mandorle sciolta con uova.

Cosa vi occorre: 200 g di farina, 20 g di lievito per pane, noci e mandorle a pezzi grossolani, zibibbo, olio, zucchero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, acqua tiepida q.b.

Come si prepara: impastate insieme la farina e il lievito allungandoli con un po’ d’acqua fino a ottenere una pasta più morbida di quella del pane, alla quale aggiungerete tutti gli altri ingredienti. Date all’impasto una forma di pagnotta e lasciatela riposare in un luogo tiepido per una notte. Il giorno seguente preparate una pastella con farina, un po’ d’olio e un po’ di zucchero, aromatizzatela con le spezie e versatela sul pane, spalmandola bene. A questo punto infornate a 200° fino a che la crosta del pane non risulterà ben dorata e croccante.

Foto | Flickr

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Ricette Dolci di Natale: Il Pangiallo

pubblicato da Alessia

ricette di natale il pan gialloGli ingredienti per realizzare questo dolce tradizionale laziale sono: 300 gr di mandorle; 300 gr nocciole; 1 kg noci; 1 pacco di fichi secchi, 2 pacchi di uva passa; 1 bicchierino di liquore a scelta; 1 kg di miele, scorza di limone ed arancia grattati. Farina q.b.

Tostate le mandorle e le nocciole spellate. Tagliate a pezzetti i fichi secchi e ammorbidite l’uva passa con un po’ di acqua tiepida e strizzatela bene. Su una spianatoia riunite tutti gli ingredienti e cospargeteli di miele. Se si è cristallizzato, basta farlo sciogliere a bagnomaria a fuoco molto basso. Lavorate per mescolare bene il tutto ed aggiungete la farina. L’impasto deve venire non troppo duro ma ben legato.

Dividete il composto in circa 12 palle, o fateli un po’ più grandi, ma non troppo perchè altrimenti sarà difficile cuocerli. Mettete un po’ di farina sul tavolo e battete la massa di pan giallo su tutti i lati, per compattare l’impasto. Infarinate man mano, in modo che non attacchi più e che abbia una forma di un disco un po’ alto. Fateli riposare una notte e poi cuocete a 150′ C finchè non saranno dorati da entrambe i lati.

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Grandi vini dolci: Vin Santo del Chianti Classico 2000 di Castello di Cacchiano

pubblicato da gianluca

Tra i grandi vini dolci non poteva mancare un Vin Santo…e che Vin Santo!

Tra le colline nel cuore del Chianti Classico, Castello di Cacchiano ci regala vini di grande eleganza e tra questi la perla della produzione aziendale è senza dubbio il Vin Santo. La veste ambrata dell’annata 2000 ci introduce ad una degustazione a dir poco emozionante; il quadro olfattivo sorprende per la complessità e per la fine riconoscibilità dei suoi sentori: note tostate, frutta secca, confettura di albicocca, spezie dolci e un particolare profumo di torta alle mandorle appena sfornata…
L’assaggio è un susseguirsi di sensazioni diverse…prima la potenza, con morbidezza e dolcezza in primo piano…poi l’eleganza della nota sapida che accompagna un finale di bocca che sembra interminabile.

Abbinamento goloso sul Pangiallo romano.

Tanta qualità si paga…il prezzo infatti non è tra i più accessibili: 27/28 euro per la “mini” bottiglia da 0,375.

La foto è tratta dal sito: www.palorino.com

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Il Pangiallo: un dolce di Natale dimenticato

pubblicato da gianluca

Ormai Pandoro e Panettone sono diventati i dolci di Natale per eccellenza che invadono le nostre tavole nelle versioni più o meno classiche e più o meno farcite…

La tradizione dolciaria romana ci tramanda una prelibatezza natalizia che va ormai scomparendo, sepolta da produzione industriale e marketing selvaggio: il Pangiallo.
Premesso che esistono diverse varianti della ricetta(quella con l’uvetta, la scorza d’arancia ecc.), vi propongo quella che secondo me è la preparazione più tradizionale:

Tritate finemente un chilo di fichi secchi, aggiungete delle mandorle intere, qualche nocciola e formatene un impasto con della marmellata di prugne. Lasciate riposare l’impasto per un paio d’ore. Preparate intanto una pasta con acqua e farina e un po’ di lievito in polvere; formate delle “pagnotte” rotonde con l’impasto di frutta secca e rivestitele con la pasta stesa in una sfoglia non troppo sottile. Cuocete in forno fino a quando il rivestimento esterno avrà assunto un colore bronzeo simile a quello del pane casereccio.

La foto è tratta dal sito: www.vinilazio.org

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