Una ricetta facilissima con la pasta sfoglia. Usate questi ingredienti: 2 paste sfoglia per prodotti salati, olio, ripieni a piacere. Come vedete in foto è stato usato pesto e pomodorino, io solitamente invece metto: mezzo wurstel tagliato per il lungo, una sottiletta, una fetta di prosciutto in ogni sfoglia.
Il procedimento è questo: partite da mezzo wurstel, avvolgeteci intorno la sottiletta, poi avvolgete a sua volta in una fetta di prosciutto cotto. mettete questo involtino nella sfoglia tagliata a rettangolo, mettete un altro rettangolo sopra e premete bene i bordi per chiudere. Infornate in forno caldi per 15 minuti e servite bollenti con la sottiletta filante!
Le alternative sono moltissime: potete mettere pomodori, pesto, olio e grana grattugiato, oppure tonno sgocciolato…sbizzarritevi! Buonissimi da sgranocchiare croccanti anche freddi il giorno successivo.
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Archiviato Natale è già ora di pensare a cosa preparare per il cenone di San Silvestro oppure, se queste sono le vostre usanze, per il pranzo di Capodanno. Se, come me, avete bisogno di qualcosa che sia semplice da trasportare perché magari passerete la festa a casa fuori o da amici, provate questa torta rustica ripiena di cotechino e purè, una variante all’emilianissimo cotechino in crosta ma altrettanto gustosa.
Cosa vi occorre: un cotechino (ma anche lo zampone va benissimo, puré (preparatelo secondo il vostro gusto, ma bando alle bustine, per carità), 2 confezioni di pasta sfoglia rotonda, parmigiano grattugiato.
Come si prepara: prima di tutto bollite il cotechino come siete abituati, quindi fatelo freddare e tagliatelo a fette privandolo del grasso intorno e, se preferite, anche dei punti di pepe. A parte preparate il puré come piace a voi, ma vi consiglio di non farlo troppo ‘carico’. A questo punto prendete una teglia, foderatela con carta da forno e con uno dei dischi di pasta, coprite la superficie con le fette di cotechino, poi con uno strato di puré e cospargete di parmigiano grattugiato. Coprite la torta con il secondo disco di pasta e cuocete in forno caldo finché non vedrete la pasta dorata e croccante, visto che l’interno è già cotto.
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In un vecchio ricettario della Perugina ho trovato questa simpatica ricetta della crostata (o torta) al cioccolato e banane che vedo molto bene sulla tavola delle feste, soprattutto per i più piccoli. Occorrono una confezione di pasta sfoglia, 2 banane mature (circa 250 gr), 100 gr di cioccolato al latte, 200 cc di latte, 60 gr di zucchero, 1 cucchiaio di farina, 1 tuorlo d’uovo, succo di un limone.
Rivestite una tortiera con la pasta sfoglia, facendo attenzione che aderisca bene. Bucherellate il fondo con una forchetta e fatela cuocere in forno preriscaldato a 220 gradi per quindici minuti. Ricordatevi di cospargere il fondo con fagioli secchi (o altri legumi secchi) per evitare che la pasta sfoglia si gonfi. Nel frattempo preparate il ripieno: frullate le banane con il succo del limone e un cucchiaio di zucchero. A parte battete il tuorlo con lo zucchero rimasto, unite farina e latte e mettete sul fuoco a bollire facendo addensare. Aggiungete alla crema il cioccolato grattugiato, mescolando con cura. Versate la crema nel frullatore e frullate insieme alle banane fino ad ottenere una crema perfettamente liscia. Togliete la tortiera dal forno, eliminate i fagioli e versate nello stampo di pasta sfoglia la crema levigando il tutto. Infornate il tutto per altri venti minuti. Lasciate raffreddare e servite. Se volete potete guarnire con delle rondelle di banana spruzzate di limone e cannella.
Se volete, questa è un’altra ricetta di torta alla banana.
Non è proprio la casetta di Hansel e Gretel, ma ci si avvicina molto. L’occorrente sono 2 rotoli ,quadrati, di pasta sfoglia; zucchero semolato q.b. e dei nastrini colorati per unire le varie pareti della casa. Stendete le sfoglie, ritagliate 4 quadrati di 12 cm di lato, e ad ogni angolo praticate dei fori non troppo piccoli, per poi far passare il nastro. Al centro dei quadrati usate la formina che preferite per fare delle finestre.
La sfoglia rimasta serve per il tetto, ricavate due rettangoli della misura di 10×14 cm, avendo sempre cura di praticare dei fori ad ogni angolo. I ritagli delle formine possono essere utilizzati per adornare l’albero di natale, quindi cuocete anche quelli, magari cospargendoli con lo zucchero. Cuocete nel forno già caldo per 10-15 minuti a 200′ C.
Quando la sfoglia si sarà raffreddata, unite gli angoli delle pareti con dei nastrini e poi legate anche il tetto. Una volta terminata può essere decorata a piacimento ed appesa all’albero, oppure può essere illuminata con una candelina e servire da centrotavola.
Bene signori, il Natale sta iniziando ad entrare nella nostra vita anche quest’anno e quindi da oggi mi occuperò quasi esclusivamente dell’evento. Iniziamo per bene e dal principio: oggi e domani vi illustrerò degli antipasti finger food da poter preparare per la cena della vigilia.
Cosa ci occorre: 80 grammi di crudo di Parma in un’unica fetta; pasta sfoglia; 75 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato; 2 uova; 2 dl di panna fresca; un ciuffo di foglie di sedano; 20 grammi di noci; sale e pepe.
Ricavate 4 dischi dalla sfoglia e metteteli in degli stampini foderati di carta da forno inumidita. Punzecchiate il fondo e coprite con dei legumi secchi, in modo da non gonfiarsi. Fate cuocere prima per 10 minuti a 200° C e poi, dopo aver eliminato i fagioli, per altri 3 minuti. Rompete le uova eliminando gli albumi e mescolate i tuorli con formaggio e panna. Fate addensare a bagnomaria, salate e pepate. Distribuite la crema nei cestini di sfoglia, coprite col crudo a dadini, le noci e il sedano tritato e servite tiepido.
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Un oscar meritatissimo, come miglior film straniero, a questa pellicola tratta da un racconto di Karen Blixen. È la storia della parigina Babette, ex cuoca che viene ospitata per 14 anni dalle figlie di un pastore in un villaggio della Danimarca. Quando vincerà un’ingente somma di denaro, tutti pensano che tornerà in patria, invece lei la spende tutta per la preparazione di un pranzo sopraffino, dedicato alla memoria del pastore. Una delle portate di quel pranzo erano le famose quaglia in crosta.
Cosa vi occorre: quaglie oppure piccioni, 1 disco di pasta sfoglia. Per il ripieno: 1 bel pezzo di fegato di suino, 1 fetta di rigatino tritata, 1 etto tartufo nero fresco (sostituibile con altri odori quali nipitella, alloro o ginepro), prosciutto, ½ bicchiere di Vin santo (al limite Porto o Madeiro), burro e pepe bianco q.b.
Come si prepara: iniziamo dal ripieno scottando il fegato nel burro con il rigatino, il prosciutto e mezzo etto di tartufo tagliato a listarelle cospargendo di pepe bianco. Mescolate, quindi togliete dal fuoco e sul tagliere, quando sarà freddato, lavoratelo con le mani per creare una pasta omogenea con cui riempirete i volatili. Disponeteli quindi in una teglia con il resto del tartufo sopra, e il Vin santo, quindi coprite con la pasta sfoglia. Infornate a 200° per mezz’ora e servite caldo. Alcuni cuociono per 15 minuti le quaglie prima di coprirle con la pasta sfoglia e soltanto dopo completano la cottura del piatto.
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Uno dei monumenti della rosticceria siciliana è la cipollina. Meno reperibile nelle gastronomie di altri paesi dell’isola, questo rustico si può degustare in ogni bar e rosticceria di Catania.
Gli ingredienti sono pochi: un foglio di pasta sfoglia, 1/2 kilo di cipolle, un litro di salsa di pomodoro e 3 etti di prosciutto cotto,mozzarella fior di latte, sale e pepe nero.
Iniziate la ricetta tagliando a Julienne le cipolle e ponetele in una padella con un filo d’olio d’oliva, pepe nero e lasciate cuocere. Raggiunta la metà cottura delle cipolle, coloratele con la salsa di pomodoro e completatene la cottura. Aggiustate di sale e fate raffreddare, viceversa, il condimento caldo vi renderebbe impossibile la lavorazione successiva. Programmate il forno a 160 gradi.
Sistemate la sfoglia direttamente sulla teglia e tagliatela in quattro quadrati. Versate al centro di ogni pezzo il condimento di cipolla e pomodoro, e copritelo con il prosciutto cotto e con una fetta, dello spessore di 1 cm, di mozzarella. Chiudete a fazzoletto, congiungendo i 4 angoli in diagonale.
Spennellate con dell’olio d’oliva e infornate per circa 15 minuti.
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Per la ricchezza del piatto considero gli involtini di pasta sfoglia riepini di verdura un secondo, ma se fate triangoli piccoli li potete servire come stuzzichini durante un aperitivo o come antipasto. Se la versione vegetariana non vi soddisfa potreste arricchirli con della polpa di pollo e renderli ancora più sostanziosi.
Gli ingredienti sono: 1 carota; 1 zucchina; 1 cipolla; 2 spicchi d’aglio; 1 costa di sedano; peperoncino; piselli; 1 peperone; 1melanzana; olio extra-vergine d’oliva; 300 gr di pasta sfoglia; 1 patata e sale e pepe q.b. Per la versione con il pollo ne basta una metà, quindi petto e coscia infornati per 40 minuti, fatene dei pezzetti e aggiungeteli alla padellata di verdure. Lessate la patata e lavate bene le verdure.
Sbollentate in ordine di coriacità le verdure: quindi prima la carota, poi il peperone e la melanzana e per ultima la zucchina. Lasciatele croccanti, finiranno la cottura in padella e poi in forno. In una padella mettete un filo d’olio, la cipolla, il peperoncino, l’aglio e poi le verdure cotte precedentemente e tagliate finemente, compresa la patata. Amalgamate bene le verdure salate e pepatele. Tagliate dei quadrati di pasta sfoglia, riempiteli di verdure e chiudeteli a triangolo. Infornate a 180 ‘ per 15-20 minuti.
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Siamo sempre alla ricerca di ricette originali, per stupire la nostra metà e i nostri amici a tavola: oggi, quindi, ho scelto di proporvi un primo piatto molto semplice da preparare, ma con effetto scenico assicurato, la crema di lenticchie in crosta. Inoltre è anche un ottimo modo per eliminare eventuali residui di lenticchie che giacciono lì da Capodanno. Ma affrettatevi a realizzarlo: tra poco arriverà la primavera!
Cosa vi occorre: 1 rotolo di pasta sfoglia (ottima quella già pronta che vendono al supermercato, ma prendete quella stesa, non quella già tagliata tonda), 150 g di lenticchie, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 rametto di rosmarino, 1 dado da brodo, 1 fettina di pancetta tesa, olio, sale e pepe q.b.
Come si prepara: mettete in ammollo le lenticchie la sera prima, se necessario, cambiando l’acqua almeno un paio di volte. Preparate il soffritto con la carota tagliata a spicchi, il rosmarino, la pancetta e il sedano lasciato intero, quindi rosolateli in un ampio tegame con tre cucchiai d’olio. Unite le lenticchie, 1 litro d’acqua, il dado e cuocete per un’ora. Togliete la pancetta e il rosmarino, quindi passate tutto al mixer fino a ottenere una vera e propria crema. Sistematela in quattro ciotole di porcellana da forno e ricopritele con i quattro spicchi di pasta sfoglia che avrete ottenuto stendendola e tagliandola. Gli spicchi devono essere ampi e ben ‘rigirati’ in modo che non entrino in contatto con le lenticchie. Infornate a 200° per un quarto d’ora e servite bollente.
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Ed eccoci qui, seduti per terra come vuole la tradizione turca, con un ampio tovagliolo sulle ginocchia per raccogliere le briciole… siamo quasi arrivati alla fine del pasto, ma si può dire che manca ancora la parte più importante: quella dei dolci, che in Turchia vengono consumati in silenzio e con doveroso rispetto. Pensate che in epoca ottomana ognuna delle dolcezze turche era servita con un cucchiaio e un bicchiere d’acqua che serviva a meglio deglutire ogni boccone.
Non potete assolutamente esimervi dall’assaggiare i lukum, letteralmente ‘delicatezze’ tuche, quadretti di gelatina dolcissimi preparati in genere lisci con zucchero a velo o frutta secca (lo sapevate che la Turchia è la patria incontrastata di nocciole ecc?) oppure con petali di rosa o semi di papavero. Un po’ allappanti ma imperdibili.
Ci sono poi i baklava, specialità reperibili in tutta l’area balcanica, la cui paternità ha visto a lungo opporsi greci, turchi e ciprioti. Potete prepararli anche da voi con pasta sfoglia, miele, pistacchi e nocciole, sciroppo dolce. Tritate la frutta secca e amalgamatela con il miele, quindi preparate dei dolcetti millefoglie alternando uno strato di pasta a uno strato di composto, Cuocete in forno e poi ammorbidite i dolcetti imbevendoli nello sciroppo. Et voilà.
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