
A volte mi capita di essere stufa della classica insalatona da portarmi al lavoro, perciò cerco di sperimentare sempre delle soluzioni nuove per mangiare in maniera sana e genuina, ma senza rinunciare al gusto.
Per preparare quest’insalata occorrono: un mazzo di spinaci freschi; 2 fettine tagliate molto sottili di pancetta o bacon; delle scaglie del pecorino che preferite; uva sultanina; pinoli. Io per condire ho usato dell’aceto di mele, dell’olio evo e del gomasio (sale + semi di sesamo tostati).
Pulite e lavate per bene gli spinaci e togliete loro i gambi più duri e grossi; poi non spezzettate le foglie, ma lasciatele intere, in modo da creare anche un certo effetto visivo. In una ciotolina formate una sorta vinaigrette con l’olio e l’aceto. Tostate per qualche minuto i pinoli e la pancetta in una padella e poi procedete a mescolare tutti gli ingredienti, terminando con le scaglie di pecorino, con la vinaigrette e col gomasio.
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Quattro amici, un unico destino: quello di suicidarsi perché stanchi della propria vita monotona, inutile, deprimente. E dove farlo se non in una splendida villa alle porte di Parigi? E come farlo se non mangiando fino a scoppiare? La grande abbuffata è tutta qui: nelle magistrali interpretazioni di Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Michel Piccoli e Phillippe Noiret che prestano volti e i loro veri nomi ai quattro personaggi. Senza prendere a esempio questo film nel senso letterale, c’è da dire che se preparate a dovere le penne all’arrabbiata (uno dei piatti che consumeranno) sono davvero buone… da morire.
Cosa vi occorre per 4 persone: 400 g di penne rigate, 300 g di pomodori freschi o pelati, 1 cipolla piccola, 2 spicchi d’aglio, 2 peperoncini interi, 1 ciuffo di prezzemolo, pecorino grattugiato e olio q.b.
Come si preparano: fate un soffritto con l’olio, il peperoncino a pezzetti, la cipolla tritata e l’aglio intero. Buttate nella padella i pomodori e fateli cuocere per bene, almeno per un quarto d’ora. Soltanto così, infatti, otterrete un sugo ristretto al punto giusto e soprattutto piccante al punto giusto. A metà cottura aggiungete alla salsa le foglioline del prezzemolo finemente tritate. Scolate le penne rigate al dente e mantecatele con pecorino grattugiato secondo il vostro gusto. Servite caldo.
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Non solo minestra: potrebbe intitolarsi così il post di oggi con il quale voglio riflettere insieme a voi sugli usi alternativi dell’orzo, dopo che ieri ne abbiamo parlato da un punto di vista più scientifico. Insalate, zuppe e minestre, a parte, infatti, è un cereale molto versatile: si può preparare caldo, come un risotto… o meglio, un ‘orzotto’. Oggi con pecorino, speck e pomodorini. Provatelo e scrivetemi se vi è piaciuto.
Cosa vi occorre per 2 persone: 200 g di orzo, 1 cipolla bianca di dimensioni medie, 6-7 pomodorini ciliegini, fette di speck tagliato sottile, 2 fette di pecorino tagliato spesso, sale, pepe, olio e salvia q.b.
Come si prepara: in una padella ampia e a bordi alti fate scaldare l’olio e rosolare la cipolla tritata, quindi aggiungete i pomodorini tagliati in 4 spicchi e da ultimo lo speck tagliato a striscioline. Nel frattempo fate cuocere l’orzo in abbondante acqua salata, scolatelo appena cotto e versatelo nella padella. Completate la cottura facendovi ammorbidire il pecorino tagliato a cubetti e ultimate con un trito di salvia. Servite caldo. Buon appetito!
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Lo sgombro è un pesce povero, dal sapore deciso che, insieme ai profumi dell’orto, costituisce un piatto da provare.
Ingredienti per quattro persone: 800 gr di sgombro in filetti, 3 uova, 50 gr di pecorino stagionato, prezzemolo, origano, salvia, pane grattugiato, olio extra vergine di oliva, sale e pepe.
Tritate finemente le erbette che unirete al pane grattugiato e al pecorino. Battete le uova e passateci i filetti di sgombro prima di rotolarli nel trito di erbe e pane. Fate attenzione a che ogni singolo filetto sia ben impanato. Disponete i filetti nella placca del forno precedentemente unta e infornate a 180 gradi per una ventina di minuti e comunque fino a quando non si formerà lo crosticina. Servite guarnendo con delle fettine di limone.
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Ogni Regione, a Pasqua, tira fuori dalla credenza le ricette della propria tradizione: una delle più note, e che ha origine in Umbria, è quella della ‘crescia’, che fuori zona è meglio nota come pizza al formaggio. Gli ingredienti di base, infatti, sono parmigiano, pecorino e latte, che gli conferiscono quel sapore caratteristico e irresistibile, adatto ad accompagnare praticamente qualunque cosa.
Cosa vi occorre: 500 g di farina tipo 00, 50 g di burro, 25 g di strutto, 30 g di lievito di birra, 150 g di parmigiano grattugiato, 50 g di pecorino fresco, 1 bicchiere di latte, 3 uova, sale e pepe q.b.
Come si fa: scaldate il latte in un bricco e scioglietevi dentro il lievito, mescolate, fate riposare per qualche minuto e unite a farina e zucchero. Aggiungete le uova sbattute con il sale e impastate per 15 minuti. A questo punto unite il burro a pezzetti e ammollato (per questo toglietelo per tempo dal frigo) e lasciate lievitare per due ore, trascorse le quali riprenderete a impastare aggiungendo il parmigiano grattugiato, il pecorino a scaglie e lo strutto, quindi adagiate l’impasto in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato e fatelo lievitare per un’altra ora prima di infornare a 200° per un’ora.
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