È dalla storica tranvia ‘a dentiera’ Torino-Superga, unica nel suo genere in Italia e attiva dal 1884, ai piedi dell’omonima collina tristemente famosa per lo schianto aereo che decimò il Grande Torino nel 1949, che prende il nome il ristorante-pizzeria La Dentera, un po’ piemontese un po’ panitalico.
L’ambiente è grande e articolato, arredato con semplicità. Visto che la numerazione dei tavoli è indicata con antiche palette ferroviarie, c’era da aspettarsi qualcosa di più sul tema anche nel resto della sala o nelle vettovaglie, ma in questo siamo rimasti delusi.
Non ci lasciamo tentare dall’enorme forno a legna che campeggia oltre l’entrata, e optiamo per un menu sobrio che si apre con un antipasto a base di insalata cruda di carciofi al limone ben condita e fresca: i carciofi non avevano ‘barba’, non erano anneriti ed erano teneri. La qualità è quella di Albenga, come insegna la filosofia del km 0.
La toma piemontese è uno dei miei formaggi preferiti e lo preparo davvero in tantissimi modi. L’altro giorno ho letto di questa preparazione sott’olio e mi è subito piaciuta, perchè così posso tenerlo sotto mano e mangiarlo quando mi pare!
Cosa ci serve: 800 grammi di toma; 400 ml di olio extravergine d’oliva; 2 cucchiai di capperi dissalati; 2 cucchiai di pepe rosa in grani; origano.
Scaldate per un paio di minuti l’olio con le bacche di pepe, affinchè si sprigioni bene il loro profumo. Intanto tagliate a pezzi grossolani il formaggio e mettetelo in un recipiente di vetro con i capperi già ben asciutti. Profumate poi l’olio con un po’ d’origano e versatelo a filo sulla toma, fino a coprirla completamente. Chiudete e asciate marinare per 1 notte a temperatura ambiente. Poi conservate in frigo per 2 settimane prima di consumarlo.
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Il formaggio mi piace in tutte le sue forme. Ho trovato questa ricetta interessante, da utilizzare come antipasto, come sfiziosità, come… volete voi! Per il carpaccio di formaggi ci occorrono 2 mozzarelle, 100 gr di emmentaler, 1 spicchio d’aglio, 30 gr di gherigli di noce, olive nere denocciolate, maggiorana, 1 cucchiaino di bacche di pepe rosa, olio extra vergine di oliva, aceto di mele.
Fate sgocciolare per bene le mozzarelle e affettatele; sbucciate l’emmentaler e fatelo a fette. Sbucciate lo spicchio d’aglio e tritatelo insieme ai gherigli di noce e alla maggiorana (se non avete a maggiorana potete utilizzare dell’origano). Mescolate il trito così ottenuto con un cucchiaio di aceto di mele, il pepe rosa e due cucchiai di olio.
Mettete i formaggi nel vassoio, alternando mozzarella ed emmentaler, condite con la salsa e lasciate riposare pochi minuti. Decorate con le olive nere denocciolate… e buon appetito!
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Avete visto per caso l’ultimo spot della philadelphia, quello in cui grazie a questo formaggio, pur non avendo nulla a casa, i protagonisti riescono a preparare una pasta appetitosa che soddisferà anche i loro ospiti? A me ha incuriosito molto, anche perché non avevo mai considerato il philadelphia come ingrediente per un primo: ecco cosa ne è venuto fuori e buon appetito.
Cosa vi occorre: 250 g di pasta del formato che preferite, 3 quadrati di philadelphia al salmone, 2 zucchine verdi tipo napoletane, pepe rosa in grani, olio q.b.
Come si prepara: lavate e mondate le zucchine, tagliatele a bastoncini nel senso della lunghezza e fatele appassire nell’olio. Intanto cuocete la pasta in abbondante acqua salata, poi saltatela nella padella dove avete cotto le zucchine e fatevi sciogliere a fuoco basso il formaggio, magari aiutandovi con un mestolino di acqua bollente. Completate con grani di pepe rosa e servite.
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