Nella centralissima ed elegante Via XX Settembre, annunciato da un ingresso in pietra popoloso di piante, un po’ riparato rispetto al via vai dello shopping, si apre il ristorante da Zeffirino, istituzione a Genova dal 1939. La sala ampia e articolata, con arredi in caldo legno di mogano dall’aria rustica ma chic, fa pregustare quello che sarà il tono del pranzo: piatti della tradizione magistralmente preparati, con un tocco, qua e là, di originalità.
Il gentilissimo cameriere ‘importato’ dalla Sicilia ci accoglie con genuino calore e dei panzerotti fritti ripieni di ricotta alle erbe e, dopo aver ordinato, ci allieta l’attesa mostrandoci due album di foto che ripercorrono gli episodi più gloriosi della vita del locale. Il primo sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, quando il Papa, in visita pastorale a Genova, vi si recò a cena con il suo seguito di cardinali, esperienza più unica che rara; il secondo, più recente, quando Zeffirino fu onorato di preparare la cena in curia per Benedetto XVI . In entrambi i casi la famiglia Belloni (i titolari del ristorante) regalò ai Pontefici un bel barattolo del suo proverbiale pesto.
Si dice che ormai a Genova soltanto qui da Zeffirino si trovi il vero pesto, quello ancora preparato del mortaio di legno, così ordiniamo le classiche trenette, ma ci facciamo convincere per un bis di primi in cui si aggiungono dei paffutelli alle erbe conditi in salsa di basilico che, ci raccontano, furono creati appositamente da Zeffirino per Frank Sinatra. Entrambi un trionfo di sapori e profumi, il basilico (la qualità locale di Prè) ha trovato qui la sua espressione somma. Per secondo scegliamo una grigliata mista di calamari e gamberi con pomodorini e olive taggiasche, una spigola con patate e dell’ottima frittura mista. Il tutto annaffiato, per non rompere il fil rouge, da un Pigato ligure. I dolci: un sorbetto al limone, la scelta migliore, ma la gola impone di assaggiare anche una troppo abbondante mousse ai frutti di bosco e il millefoglie della casa, un po’ pesantino in realtà. Il conto è salato come ci si aspettava.
Foto | Flickr
Ristorante Zeffirino
Via XX Settembre, 20
16151 – Genova
Te. O10591990
Il pesto è una di quelle ricette facili che consiglio sempre. Si tratta di un’operazione più rapida di quanto possiate immaginare. Ne abbiamo anche discusso con i colleghi di Gustoblog: per una persona “normale” preparare il pesto è una ricetta veloce oppure, tornando a casa dopo una giornata di lavoro, è più comodo usare del pesto comprato già pronto?
In questo post vi spiegherò la ricetta del pesto fatto in casa in soli 15 minuti, così potrete rispondere anche voi alla domanda di cui sopra. Ingredienti: 50 gr di pecorino sardo e 50 gr di parmigiano reggiano già grattugiati, 3 mazzi di basilico, 2 spicchi d’aglio, 50 gr di pinoli, olio extravergine d’oliva.
Come prima cosa lavate e mondate il basilico, un’operazione da 10 minuti al massimo. Prendete poi i formaggi, il basilico e tutti gli altri ingredienti: 2 spicchi d’aglio, 50 gr di pinoli e olio extravergine d’oliva. Mettete tutto in un frullatore o in un robot da cucina.
Amanti del pesto, a me! Il blog di Fiordisale ha proposto un contest davvero carino, ossia inventare un pesto fantasioso. Nessuna limitazione quanto agli ingredienti, c’è la possibilità di sbizzarrirsi e destreggiarsi tra verdure, spezie, erbe, latticini, frutta secca e chi più ne ha più ne metta.
Le proposte sono già tante, c’è da aspettarsi che ne esca una bella raccolta da stampare e conservare gelosamente nel proprio ricettario. Volete partecipare anche voi lettori di Gustoblog? C’è tempo fino al 31 di ottobre per proporre la propria “creatura”: spremetevi le meningi e vai col pesto!
Ecco un’altra ricetta veloce e sfiziosa, che unisce prodotti della terra con il mare: trofie al pesto leggero e moscardini.
Ingredienti: moscardini, basilico, pinoli, aglio, olio extravergine d’oliva (delicato), trofie di Recco (possibilmente fresche).
Procedimento: innanzi tutto fate il pesto; come avrete notato dagli ingredienti, non è il classico pesto, ma una versione privata del formaggio, in modo da evitare che copra troppo il sapore dei moscardini. Frullate basilico, pinoli, aglio, un filo d’olio e mettetelo da parte.
Scaldate una piastra e fate cuocere per bene i moscardini, una volta pronti tagliateli a tocchetti.
A questo punto fate cuocere le trofie e una volta cotte conditele con il pesto e i moscardini.
Foto | Flickr
A me viene subito in mente la Sacher torte (una bella fetta come nella foto qui sopra), ma potrei pensare anche a gnocchi al pesto, cotoletta alla milanese, pizze di ogni genere…
L’ultima scoperta nel campo della psicologia è davvero interessante: quando hai mal di testa pensa al tuo cibo preferito e ti passerà più facilmente. A sostenerlo è lo scienziato americano Hamid Hekmat, docente all’università del Winsconsin-Stevens Point, che è partito dall’assunto secondo il quale i pensieri piacevoli possono ridurre la sensibilità al dolore.
Per dimostrare la sua teoria ha messo alla prova ben 60 persone, chiedendo loro di immergere una mano nell’acqua ghiacciata pensando, nel frattempo, ai cibi preferiti, a immagini piacevoli di altro tipo oppure a nulla, svuotando la mente. Ebbene, nei soggetti che pensavano ad alimenti, la capacità di sopportare il dolore raddoppiava! Non solo: pensare al cibo migliora l’umore, riduce l’ansia e attenua, dunque, la sensazione dolorosa. Immaginate ora di avere mal di testa: a cosa pensate per farvelo passare?
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Avete mai sentito parlare dei testaroli? Sono una specialità tipica della Liguria di levante, e nello specifico della lunigiana (Luni è una antica e importante città Romana). Persino nel resto della Liguria sono ancora sconosciuti a molti.
I testaroli vengono utilizzati e serviti come una vera e propria pastasciutta, infatti anche storicamente pare siano una sorta di “prima pastasciutta” di origine Romana.
Ma cosa sono? Sono delle specie di crespelle, ottenute da un impasto liquido di farina acqua e sale, cotto in particolari contenitori chiamati “testi” in dialetto, anche loro di origine antica, un tempo in terracotta, oggi anche in ghisa. Dopo la cottura in forno si ottiene un grande disco di qualche millimetro di spessore.
Come si cucinano? I testaroli in Liguria si trovano già pronti e per lo più vengono venduti in pacchi sottovuoto. Cucinarli è semplicissimo; si prende il grande disco di pasta, lo si taglia a quadratini delle dimensioni che preferite. Una volta tagliati si fanno cuocere qualche minuto in acqua bollente, proprio come la pasta e infine si condisce a piacere.
Il condimento con cui vengono serviti di più in Liguria è ovviamente il pesto. Suggerisco di andare a vedere la ricetta del pesto e provare a farli, sono davvero squisiti.
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Girovagando per il mercato di quartiere ho sbirciato quali ortaggi ci regala il mese di maggio, e ho scoperto che ci sono tutti gli ingredienti per fare un buon piatto di pasta al pesto genovese, accompagnato alla genovesissima maniera, cioè con patate e fagiolini.
Ovviamente è noto e stranoto che il basilico più adatto per fare un pesto a regola d’arte è solo quello ligure, però, spulciando e annusando tra i banchi del mercato un basilico più o meno adatto lo si trova (è importante che il basilico non abbia le foglie troppo grandi e soprattutto non sappia di menta).
Vi assicuro, il pesto che verrà fuori sarà sempre meglio di quello confezionato. E’ importante che il basilico non abbia le foglie troppo grandi e soprattutto non sappia di menta. Passiamo alla ricetta.
Ingredienti: 3 mazzi di basilico, 3 spicchi d’aglio, 50 gr di parmigiano, 50 gr di pecorino sardo, 50 gr di pinoli, olio extravergine di oliva (possibilmente delicato), sale, 2 patate e 1,5 hg di fagiolini circa. Ovviamente, per 4 persone circa 1/2 kg di pasta.
Devo essere sincera, quando ho letto questa notizia la prima impressione che ho avuto è stata un forte moto di disgusto. Forse perché non amo le cose troppo dolci, forse perché al tempo stesso sono contraria alla sperimentazione “a tutti i costi” e preferisco che a ciascun ingrediente sia assegnato il posto che gli spetta.
Il pomo della discordia in questione è una caramella, una caramella al pesto per l’esattezza. Sì, avete letto bene! Realizzata a Genova (dove se no?) in occasione del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al mortaio da due degli organizzatori, Roberto Panizzi e Sergio Di Paoli, verrà presentata alla Bit di Milano (21-24 febbraio).
Okay le caramelle al basilico, ma pinoli, parmigiano/pecorino, aglio e olio non saranno un po’ troppo anche per gli assaggiatori più arditi? O forse più che caramelle al pesto saranno semplici caramelle al basilico con un nome più ad effetto e accattivante ai fini pubblicitari? Voi cosa ne pensate?