Così come ci sono locali che, nonostante le proposte in menu, uno le considera sempre solo come pizzerie, così ci sono giorni in cui, ripeto, nonostante le golosità che fanno l’occhiolino dalla carta, non si vuole mangiare altro che pizza.
Era una domenica sera di quel tipo, quella in cui sono andata da Coco Pazzo a Torino, un nome, pare, diffuso in tutte le parti del mondo per un ristorante, proprio come Fido per un cane. Saranno stati gli arredi spartani e colorati o l’enorme forno a legna che ha cancellato dalla mia fantasia le carni e i pesci in bella mostra, ma io mi sono seduta che volevo la pizza e sono stata irremovibile.
Evidente la delusione del cameriere che invano aveva cercato di pubblicizzare il piatto del giorno, strascinati al sugo di pesce (e qui c’è stata una disputa tra me, che sostenevo fosse una pasta lucana, e lui che la considerava a tutti gli effetti pugliese), ma è andata così anche grazie alle sue confidenze sul fatto che metà del personale è meridionale, informazione che ha contribuito a incrinare le mie reticenze sull’ordinare una pizza a nord di Roma.